Portfolio: una proposta da valutare
Francesco Paolo Catanzaro - 10-11-2005
In attesa della circolare ministeriale che dovrebbe modificare alcune sezioni del portfolio discriminando alcune parti obbligatorie, altre facoltative e facendo comprendere la scheda di valutazione fra le sezioni, si propone una riflessione sul portfolio, frutto di confronti con altre posizioni e di sperimentazione scolastica in campo.
Le indicazioni del garante della privacy hanno fatto riflettere sulla importanza della manipolazione di dati sensibili e tra le novità dovrebbe esserci qualcosa che chiarisca la certificazione delle competenze se dovranno essere comuni in tutto il territorio nazionale o le scuole potranno liberamente certificare a secondo dei laboratori attivati che potrebbero essere anche specifici, regionali e locali.
Mi piacerebbe che si continuasse a discutere anche in questa sede del portfolio e della sua validità o non validità per la certificazione del percorso formativo dell'alunno.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Redazione    - 11-11-2005
Il MIUR ha messo in rete la Circolare esplicativa. Eccola.




 renata r.    - 11-11-2005
Perché leggendo questi documenti mi viene un senso di nausea?
Amo insegnare, dopo anni so ancora ritrovare l'entusiasmo, almeno quando chiudo, in senso metaforico, la porta della classe e mi si apre ancora un mondo, che sento mio, dei miei alunni e dei miei colleghi.
La burocrazia, perché sono sterile, fumosa, inutile, burocrazia è questo portfolio, sta opprimendo fin troppo gli insegnanti.
Ancora carte, per cosa poi? Nella scuola elementare non ci sono i nostri quaderni? Ancora vissuti e non standardizzati, ma fino a quando? Per i contatti con i genitori non ci sono i colloqui e le assemblee?
Gli insegnanti sono stremati, anche dalla continua richiesta di materiale cartaceo che toglie tempo e spazio ad altro, perché per insegnare e insegnare bene occorre tempo ed energia e ce li stanno brutalmente togliendo.
Già le grandi riforme di cartastraccia non richiedono poi grandi risorse e migliorie, solo qualche carta in più.

Riporto alcuni link di messaggi sul portfolio apparsi sul newsgroup it.istruzione.scuola di Murasaki Shikibu e altri:

http://tinyurl.com/7b6hx
http://tinyurl.com/acvf5

 Marina Ciccolella    - 13-11-2005
Ho letto i commenti della pagina e i commenti allegati.
Penso che l'utilizzo del Portfolio sia un successo formativo e professionale nella misura in cui il Miur attivi e finanzi seriamente (e non affidandoli al primo che capiti perchè disponibile) attività di formazione pedagogica e metodologica ( per capire l'impalcatura tematica e metodologica ovvero perchè e come), nella misura in cui chi ci governa creda o meno nella scuola e nella misura in cui la professione docente sia valorizzata e sostenuta, ma anche nella misura in cui il docente stesso avverta il bisogno (dopo tutti questi 'sostegni') di migliorare se stesso come professionista dell'educazione. I commenti profondamente intrisi di delusioni e frustrazioni denunciano chiaramente lo stato della scuola italiana,
. E' chiaro che in una scuola che si depriva di sostegni economici e formativi, il portofolio è già un fallimento nel momento in cui 'viene fatto vivere' come evento ancora una volta affidato al volontarismo coatto, calato dall'alto e non come momento di crescita di alto profilo della comunità docente e quindi della comunità scolastica nel suo complesso. La sua realizzazione richiede notevoli capacità organizzative e cooperative cioè gestionali a livello di dirigenza. Ci sono queste capacità in circolazione? Invito, comunque, i miei colleghi , se ne hanno voglia e tempo, a documentarsi e approfondire il discorso metaculturale e pedagogico che sostiene l'idea del portfolio. La forza di un professionista sta nel padroneggiare le nuove istanze, conoscerle, comprenderle e anche rifiutarle. Preferirei leggere critiche costruite su motivazioni pedogogiche che su espressioni di dissenso emotivo e di rifiuto aprioristico.


 Lidia    - 14-11-2005
Sono un po' sgomenta, giusto mercoledì dovrò presiedere ad un gruppo di lavoro di Circolo sulla tematica del portfolio ed ecco che arriva la circolare n. 84 : ma cosa dovrò dire ai colleghi?
Ragazzi quello che abbiamo deciso a giugno lo possiamo buttare al macero! E ciò malgrado il nostro saggio proposito di operare con gradualità nell'ottica di realizzare lo strumento migliore per i nostri bambini e per le scelte che come collegio abbiamo fatto!
E poi , è un caso che queste belle notizie arrivino quando tutti noi ci siamo già organizzati alla meno peggio per l'anno scolastico? Anche lo scorso anno la circolare sulla predisposizione del nuovo modello di scheda di valutazione arrivò a ridosso del periodo natalizio.
Se continua così è meglio mettere in naftalina babbo Natale: ci fa regali troppo ingombranti (si fa per dire)

 renata r.    - 14-11-2005
Cara Collega,
il rifiuto aprioristico ed emotivo è in realtà frutto di esperienza e di ascolto di colleghi, stremati, che hanno, in pochi Circoli fortunatamente, adottato - dici bene "volontarismo coatto" - il portfolio. Ho chiesto degli effettivi risultati sul lavoro in classe, la risposta è stata, tralasciando le espressioni ironiche o peggio, zero, o peggio, appunto.
Lieta di sapere che vi sono situazioni diverse, se vi sono.
Questi colleghi, che stimo per il lavoro che fanno nelle loro classi, non avevano forse una sufficiente preparazione "metaculturale e pedagogica"? Può darsi, non lo credo.
Se la scuola elementare "regge" come dimostrano rilevazioni importanti, (si veda a tale proposito: http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=2958 , http://ospitiweb.indire.it/adi/Pirls/pirls_frame.htm ), lo dobbiamo a chi quotidianamente vi lavora.
Ricordate le mirabolanti crocette bimestrali di qualche anno fa, con cui valutare obiettivo per obiettivo l'apprendimento degli alunni?
Un intelligente Direttore didattico di allora in un corso di aggiornamento ci disse che sperava, anzi ne era certo, che le insegnanti migliori le avrebbero "disegnate in una notte" basandosi sulle conoscenze che avevano di ogni alunno. Se non ricordo male, credo che abbia contribuito a far sparire in un paio d'anni questa modalità di valutazione anche il movimento di "Postprogrammando".
Evidentemente questo esasperante "dettaglismo", questo voler porre tutto sotto controllo, controllo che diventa fine a se stesso scollegandosi sempre di più dall'attività reale in classe si ripresenta sotto il sacro fuoco delle riforme, che propongono forme di valutazione forse "altamente specializzate" ma senz'altro staccate dalla "realtà effettiva", soffocanti Moloch o "mostro di cartapesta" [http://tinyurl.com/acvf5 ], secondo Murasaki Shikibu, che, dopo aver frequentato i corsi SISS, dunque non digiuna di "pedagogia" parla con ironia del portfolio.
Se risorse devono essere date alla scuola che ne ha bisogno urgente spesso per l'essenziale, spero che non siano sperperate in tali mostruosità sia pure "metaculturali e pedagogiche".