Un po' di chiarezza sull' abrogazione!
Maurizio Tiriticco - 10-11-2005
Abrogare ha due significati, quello del senso comune e quello giuridico-formale! Non facciamo pasticci!

Sono molto preoccupato della piega che sta prendendo questa telenovela di una vera o presunta contesa tra abrogazionisti e non abrogazionisti! Che ne facciamo della riforma Moratti? Buttiamo a mare tutto o ci teniamo qualcosa, perché, dopo tutto, insomma... qualcosina forse va? E poi ci sono le scuole! Reggeranno? Non reggeranno? Insomma, mi sembrano discorsi assai poco fondati! Nel senso che si tratta di posizioni che non entrano nel merito di una corretta linea che occorre adottare a fronte di un provvedimento - o di una serie di provvedimenti - che non risponde alle reali necessità che una determinata situazione richiede... e ciò anche a prescindere dalla scuola e dalla Moratti! Anche perché non è affatto la prima volta che una maggioranza si trova di fronte a un problema che occorre comunque affrontare e risolvere!
Ora, che questa nuova auspicabile maggioranza si spacchi ancor prima di diventare tale e su questioni di lana caprina, è assolutamente incomprensibile e deleterio! Forse tutto nasce dal fatto che non vi è piena consapevolezza che oggi viviamo ed operiamo tutti in uno scenario costituzionale ed istituzionale del tutto nuovo. Una volta il "gioco" politico era relativamente più semplice, quando una maggioranza in Parlamento faceva una legge e il Governo la eseguiva; l'opposizione faceva la sua parte e, quando diventava maggioranza, modificava, cambiava, abrogava, innovava, e via dicendo. Ovviamente certe battaglie erano anche durissime, ma il gioco era relativamente più lineare!
Oggi non è più così! L'ampliamento della democrazia e delle competenze decisionali dal centro alla periferia - fenomeno assolutamente nuovo per la nostra Repubblica, e che ancora non so quanto sia stato del tutto recepito per le implicazioni che sta producendo - non è affatto una cosa da poco e chiama in causa responsabilità nuove e, soprattutto competenze progettuali e organizzative - oltre a quelle giuridico-amministrative - assolutamente non indifferenti. Competenze che sono, o dovrebbero essere, largamente diffuse sul territorio nel quale Regioni ed Enti Locali hanno ambiti decisionali di grande rilievo.
E' in tale complessità che si è riformata la Costituzione in senso federale, ed in tale complessità non c'è legge oggi - la 53 ne è solo un esempio - che non richieda passaggi molteplici a più livelli decisionali. Si vengono così a creare a volte intricate matasse di norme che non è facile affrontare e cancellare in un sol colpo, in quanto diventa estremamente difficile prevedere quali effetti si possono produrre. La questione non è tanto quella di cancellare, tutto e subito, ma quella di riprogettare, ed in una continuità che il "punto a capo" morattiano ha violentemente interrotta!
E veniamo al dunque! Il verbo abrogare nel linguaggio comune comporta molti significati, ma nel linguaggio giuridico formale ha un significato preciso. Allora, se diciamo che vogliamo abrogare la legge Moratti secondo il senso comune del linguaggio, siamo tutti d'accordo! Chi di noi non vuole gettare a mare questa ipotesi di scuola e la realtà che ne deriva! Quello che mi spaventa è l'uso giuridico-formale che una nuova maggioranza velleitaria e poco avveduta potrebbe fare di questa abrogazione una volta giunta in Parlamento! Me lo immagino: disegno di legge n. x:, articolo 1, la legge 53/03 è abrogata!
E qui mi fermo! Lascio al lettore di riflettere su tutte le conseguenze nefaste che un simile provvedimento potrebbe produrre.
Io sono un convinto abrogazionista... del senso comune, ma... so anche che la fretta spesso coincide con l'avventatezza. La vera abrogazione della legge Moratti, in una situazione costituzionale e normativa così complessa - ribadisco - che noi stessi abbiamo voluta e dalla quale non dobbiamo assolutamente tornare indietro, perché nessuno vuole più lo Stato "padrone", si effettua con una serie di provvedimenti, forse anche amministrativi, o di "non provvedimenti" - ma la cosa va studiata con avvedutezza - che giorno dopo giorno rimettono ordine nel sistema educativo del nostro Paese. E a questa strategia molti di noi stanno lavorando! Ciò non significa affatto fare sconti alla Moratti! Al contrario, significa sbarazzarsi delle tonnellate dei suoi provvedimenti con la piena sicurezza di ridare ordine alla scuola in una prospettiva di reale cambiamento.
La parola d'ordine dovrà essere senza fretta, ma senza tregua! Ma soprattutto dovremo darci due precisi vincoli, che sono anche le necessarie opportunità: la piena consapevolezza dei fini, sostenuta da una rigorosa competenza progettuale da parte del decisore politico, perché i tempi cambiati la esigono; e, soprattutto, la restituzione alle istituzioni scolastiche - e formative - di quel protagonismo che è stato loro riconosciuto con l'autonomia (che da un semplice dpr ha assunto un rango costituzionale!) e che la sciagurata vicenda morattiana ha loro violentemente sottratto!
Restituire la parola alle scuole significa progettare con loro, per loro, soprattutto per i nostri giovani che esprimono bisogni ed attese sempre più complessi a cui occorre dare risposte, subito per un domani più certo.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 gp    - 10-11-2005
(...)"riprogettare ... in continuità (...)".

E' questa la ratio di questa, lunga, e - per taluni aspetti, scontata - nota.

Si era capito fin dall'inizio che il centrosinistra non intende recedere di un passo dai "guasti" già prodotti nella passata legislatura (quando era al potere). Ora, con questa nota, si esplicita - in modo chiaro e univoco - che i "guasti" continueranno.

Ringrazio l'ispettore Tiriticco per aver espresso, con chiarezza, quello che molti politici (e sindacalisti di professione) tacciono.

 ilaria ricciotti    - 11-11-2005
"I gausti" del centrosinistra -se si possono definire così - non possono essere rapportabili alla politica alquanto impopolare di questo governo, sia secondo me che, a quanto pare, secondo i milioni di persone che ultimamente con il voto hanno espresso il loro indice di gradimento nei confronti del centrosinistra e non nei partiti della cdl.
Pertanto, se alle prossime elezioni politiche gli italiani che oggi, ogni giorno si lamentano di esso e della vita che, a 360%, peggiora sempre piu dovessero scegliere di nuovo la cdl, sono liberi di farlo, ma non certo di continuare a lamentarsi, come alcuni stanno facendo ora, per quanto concerne l'economia, la scuola, la sanità, la giustizia, i mass media, il lavoro, le tasse, l'età pensionabile, la Costituzione, lo spettacolo e tantissimi altri aspetti della vita sociale e politica che costringono non tanto i cattocomunisti, ma gli italiani in genenere a scendere in piazza per protestare, protestare e a riprotestare.

 isa    - 11-11-2005
Allora probabilmente l'ispettore Tiriticco ritiene che vada bene tenerci l'abrogazione del tempo pieno nella scuola primaria, l'orario ridotto a una specie di formula matematica in cui le compresenze dal prossimo anno probabilmente spariranno (con grande risparmio per il Ministero che taglierà il 10-15% dei posti ..riparmio però che andrà a discapito della didattica e dell'individualizzazione dell'insegnamento), all'Ispettore va bene che all'interno delle 27 ore obbligatorie ci siano anche le ore opzionali di religione, va bene che i docenti personalizzino l'insegnamento lasciando inalterati i livelli di partenza dei bambini e aumentando quindi sempre più la forbice dell'emarginazione, va bene imporre un metodo di programmazione, va bene tagliare posti di sostegno, gli specialisti della lingua straniera, va bene la prossima probabile introduzione del tuor, la rivisitazione unilaterale dei programmi di insegnamento, il taglio alla formazione, vanno bene le prove di valutazione invalsi che eludono da ogni contesto didattico.. per non parlare dell'intervento nelle scuole medie e nelle superiori..
ecco, io vorrei sapere dall'Ispettore cosa salverebbe della Riforma e cosa butterebbe.. perchè nessuno di coloro che predicano il salvataggio di parte della riforma lo chiariscono.
Siccome è un Ispettore, avrà pure avuto modo di capire e di sentire, di proporre e di chiarire, o lo sapremo solo dopo le elezioni, quale sarà il nostro destino?
Anche io sono preoccupata, e anche se non sono un Ispettore, il futuro della scuola mi tiene col fiato sospeso..è come un giallo in cui nessuno espone in modo chiaro le sue carte..
Grazie
Isa

 Grazia Perrone    - 11-11-2005
- Autonomia;
- dirigenza scolastica;
- parità (e finanziamenti pubblici) con (al)la scuola confessionale;
- modifica (a maggioranza risicata) del Titolo V della Costituzione;
- settennio (4 di scuola elementare + 3 di scuola media ... era questa la proposta di Berlinguer contenuta nella legge 30/00) per la scuola di base (primaria);
- 3+2 all'Università;

Questi sono solo alcuni dei “guasti” legislativi prodotti dal centrosinistra (quando era al potere) denunciati dall'opposizione sociale. "Guasti" che sono stati amplificati dalla "coniugazione" - in chiave liberista - operata dalla Moratti.

Se la “continuità” che l’ispettore Tiriticco reclama è questa sappia che troverà sempre qualcuno disposto ad opporsi utilizzando le “armi” che Don Milani riteneva, eticamente, corrette: la parola e lo sciopero.

 Vittorio Delmoro    - 12-11-2005
No, io non credo, Isa, che Tiriticco voglia mantenere nella scuola le nefandezze che tu elenchi; avrei invece molte perplessità sull'elenco di Grazia, per quanto attiene l'ispettore, che comunque spero risponda da solo.

La ratio di Tiriticco mi sembra invece molto chiara : tutte le cose elencate da Isa, in particolare il decreto sul primo ciclo, andranno abolite, ma non attraverso quell'articolo unico da lui citato, fotocopia di quello morattiano del luglio 2001, se non altro per non copiare la destra!

Lo si farà invece attraverso singoli provvedimenti ad hoc che piasn piano toglieranno di britto quel che va tolto e renderanno più fluido e con nuovi intendimenti ciè che sarà difficile spazzare via.
Più difficile sia per questioni di politica di coalizione, sia soprattutto per questioni formali legate alla legislazione.

Vorrei rassicura Isa che questo non può che essere il sentiero : se non togliessero di mezzo le nefandezze sopracitate, ne pagherebbero le conseguenze (e lo sanno!).

 Irene Baule (1° Circolo di Alghero)    - 13-11-2005
Mah! Certo che ABROGARE mi pare più suggestivo (e più semplice)... Caro ispettore ma chi di voi si impegna DAVVERO a riprogettare ciò che è stato spazzato a colpi di DM e allegati non discussi?!?
Anche a me come ad Isa e ad altre migliaia di cittadini NON VA BENE che all'interno delle 27 ore obbligatorie ci siano anche le ore opzionali di religione ma nemmeno di non avere il tempo MINIMO per ogni disciplina, NON VA BENE che mi sia imposto il metodo di programmazione, di svogimento, di verifica degli apprendimenti, NON VA BENE il taglio dei posti di sostegno, di lingua straniera e comunque di figure progetto che in questi anni hanno arricchito la nostra offerta formativa PER TUTTI, NON VANNO PER NIENTE BENE le prove barzelletta di valutazione invalsi (speriamo che quest'anno non si ripeta la Mongolia...) - chi ci salverà da questa montagna di TRASH?!? Quando ho votato alle primarie, non ho visto una riga sulla scuola nel programma che mi è stato consegnato! :-((

 Irene Baule    - 13-11-2005
Ancora sull'intervento di Isa:
Lo sta già facendo (vedi dati sul taglio delle ore effettive d'inglese, ecc...) - noi quest'anno stiamo lavorando 2 docenti + 1/3 su due classi che fanno 33 ore settimanali - senza specialisti aggiunti di inglese e informatica (che faccio io) - con religione che tappa un buco di 2 ore... risultato... un solo esempio: con nessuna compresenza TEORICAMENTE non puoi fare nessuna uscita didattica poichè ci deve essere un insegnante accompagnatore ogni 15 alunni - PRATICAMENTE ci arrangiamo (come sempre) e le facciamo lo stesso!

 Gianfranco Scialpi    - 13-11-2005
Ritengo che la riflessione di M. Tiriticco miri all'approvazione di una nuova legge, dalla quale emerga il "contributo di tutta la scuola". A mio parere, l'iniziativa popolare di una legge sostitutiva della "Moratti", può essere intesa come l'espressione di una fretta ad eliminare "il mostro" (Legge Moratti e sua decretazione secondaria).

 Franco Labella    - 14-11-2005
Con la consueta chiarezza Maurizio Tiriticco ha ben definito la complessa situazione.
Ma... c'è un punto su cui bisogna intendersi: il " senza fretta ma senza tregua".
La fretta ( non quella della gatta certamente, ma quella dell'artificiere alle prese con la bomba sì) ci deve essere per una buona ragione: proprio il complesso meccanismo legato alla revisione costituzione richiede tempi lunghi (come ha sperimentato lo stesso Ministro Moratti) ma, senza il passaggio giuridico formale della abrogazione sic et simpliciter, dal 2007-2008 la riforma della secondaria partirebbe...
Quella del'altro segmento è partita già
All'attuale maggioranza il giochino di abrogare le leggi sulla scuola del centrosinistra è riuscito agevolmente perchè mancavano i decreti attuativi.
Adesso per la 53 ci sono... sta tutta lì , secondo me, la differenza.
Quando si fossero sedimentate le situazioni (basti pensare al groviglio di materie legate all'effettivo avvio che non mi auguro) sarebbe assai difficile smantellare tutto.
C'è poi un altro passaggio: con l'approvazione della devoluzione (che pare cosa fatta ormai) e prima dell'augurata mancata conferma con il referendum popolare lo scenario cambierebbe ancora.
Insomma, a mio parere, "senza tregua, con determinazione e in tempi rapidi" bisognerebbe decidere ora, nel programma del centrosinistra, per applicare le decisioni prese, da subito ed in fretta.
La scuola non può attendere e, soprattutto, vuole essere parte in causa
Franco Labella

 oliver    - 15-11-2005
Una nuova maggioranza non sarà velleitaria se cancellerà la mostruosità di questa riforma non condivisa dalla maggior parte degli insegnanti e da una fetta enorme di italiani. I nostri governmanti hanno deciso senza nessuna partecipazione di noi insegnanti che in tutti i modo abbiamo fatto capire che una riforma così importante come quella della scuola doveva essere fatta con il nostro apporto (insegnati) e non di quelle organizzazioni che sono fuori della scuola nascosti in baracconi (i.r.r.s.a.e.) o altro.
Oliver