L'uccello azzurro
I bambini della prima C - 09-11-2005
Un uccello, dopo aver mangiato un pesce blu, diventò azzurro.
Un vecchio mago, attratto da quel suo particolare colore, lo rapì e lo rinchiuse in una gabbia d'acciaio. L'uccello, addolorato per aver perso la libertà, si ammalò di varicella e le piume gli si ricoprirono di macchie rosse.
Il mago chiamò un dottore, il quale gli ordinò di prendere delle pillole e uno sciroppo. Ingoiata la prima pillola, le macchie da rosse si fecero gialle e non scomparvero più. L'uccello agitava le ali per la rabbia.
Un giorno il mago, mentre infilava la mano nella gabbia, perse la chiave del catenaccio che bloccava lo sportellino. L'uccello se ne accorse e, veloce come il vento, volò via attraverso una finestra aperta. Si fermò in aperta campagna.
Due cacciatori si accorsero di lui. Il primo, sottovoce, disse all'altro: "Che curioso uccello! Spariamogli".
Il secondo acconsentì, poi gli bisbigliò: "Lo imbalsameremo".
Presero la mira e i fucili fecero BAM BAM.
L'uccello, colpito ad un'ala e ad un occhio, precipitò su di una casa gridando: "GOGO GUGO (che vuol dire AIUTO)! ".
Sfondò il tetto e finì su un letto. Le coperte si macchiarono di rosso, perché dalle ferite usciva tanto sangue. La casa tremò ed i proprietari scapparono in giardino credendo fosse il terremoto.
Cinque minuti dopo rientrarono e scoprirono l'uccello sanguinante sul letto.
Dapprima si spaventarono, poi la donna disse al marito: "Presto, corri a chiamare un medico".
L'uomo telefonò alla dottoressa, la quale fece una trasfusione di sangue all'uccello.
L'uccello azzurro guarì e tornò al suo nido, dove lo aspettavano la moglie e i figli.
Il tetto della casa fu poi riparato dai muratori.


I BAMBINI DELLA PRIMA C
(classe sperimentale)
22 ottobre 1983

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 Rosa Boccia    - 09-11-2005
I bambini avevano dipinto alcuni cartelloni. Fui colpita dallo strano uccello azzurro che risaltava da uno di essi. Iniziai a fare domande, a stimolare la loro fantasia, mentre tutti insieme, seduti su una vecchia pedana di legno, analizzavamo ogni particolare della coloratissima opera d’arte.
Classe sperimentale”, perché con la presentazione di un progetto (approvato dal Collegio Docente) in cui illustravo la mia scelta educativa, uscivo quell’anno allo scoperto. Finalmente non mi sarei (speravo) sentita la clandestina del Circolo Didattico.