Campagna per il Diritto all'educazione
Luisa Morgantini - 05-11-2005
Care tutte e tutti,
vorrei porre alla vostra attenzione una importante iniziativa sulla questione del diritto allo studio in Palestina, promossa dagli studenti e professori dell'Università di Birzeit e sostenuta da una crescente rete di gruppi universitari, Unioni dei professori, Campagne Nazionali e organizzazioni in diverse parti del mondo. Come tutti sappiamo il coprifuoco, i blocchi stradali, i check points, fanno si' che frequentare le lezioni sia per molti studenti palestinesi un'impresa quotidiana. Le università e le scuole vengono spesso chiuse, quando non trasformate in avamposti militari, gli studenti sono regolarmente soggetti a intimidazione, violazioni ed arresti da parte dell'esercito israeliano.
Contro tutto questo, che vorrebbe impedire la crescita culturale e sociale dei giovani palestinesi, il rafforzamento delle loro capacità critiche e la loro professionalizzazione, professori e studenti palestinesi hanno lanciato la Campagna per il Diritto all'educazione.
Fondata sull'autorità legale e morale di decine di accordi internazionali, convenzioni e dichiarazioni sul diritto all'educazione ed alla protezione per studenti e bambini, la Campagna nasce con l'obiettivo di fare pressione su politici e governanti affinché le autorità israeliane garantiscano un libero e sicuro accesso allo studio per gli studenti palestinesi.
Con questo obiettivo una delle prime necessità é il coinvolgimento della comunità internazionale, a livello sia delle istituzioni che della società civile, affinché si verifichi una presa di coscienza generalizzata in grado di fare sufficiente pressione alle autorità israeliane.
Il diritto allo studio é infatti sancito nell'art.26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (http://www.unhchr.ch/udhr/lang/eng.htm), nell'art. 13 della Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (http://www.unhchr.ch/html/menu3/b/a_cescr.htm), peraltro ratificata nel 1991 da Israele, nell'art.50 della IV Convenzione di Ginevra (http://www.unhchr.ch/html/menu3/b/92.htm), e nella Convenzione per i Diritti del Bambino (http://www.unhchr.ch/html/menu3/b/k2crc.htm).
E' quindi possibile e importante appellarsi alla normativa internazionale per fare pressioni su Israele, che continua impunemente a trascurare il diritto internazionale operando in una maniera autoreferenziale che non é più accettabile.
Vi segnalo il sito della campagna, dove trovare ulteriori indicazioni sulle attività promosse fino ad ora, sulle future iniziative e sui metodi con cui possiamo contribuire al suo successo: http://right2edu.birzeit.edu/ .
Vi pregherei di far circolare queste informazioni nelle liste accademiche e scolastiche.
Un abbraccio,
Luisa Morgantini
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