Il vero nemico dell'Europa
Alberto Biuso - 01-11-2005
Le rivelazioni sulla disinformazione che la Cia e i servizi segreti italiani hanno messo in atto per giustificare l'aggressione armata contro l'Irak, il completo disordine e la vera e propria guerra civile in corso in quel Paese, i silenzi, la parzialità, la falsificazione delle notizie operata dai democratici telegiornali e sulla stampa italiana, stimolano qualche breve riflessione a quasi due anni, ormai, dall'inizio della guerra.

Quanto sta accadendo in Irak - e quanto è avvenuto nella seconda metà del Novecento in Corea, Vietnam, Cile e intero Centro e Sudamerica, Africa, Afghanistan...- conferma che gli Stati Uniti d'America sono una Nazione fondata su tre capisaldi: il danaro, la violenza, la menzogna.

Danaro, il cui conseguimento - come ha mostrato Max Weber- era segno per i Padri Fondatori della benevolenza divina e della predestinazione alla salvezza già in questa vita. Il riferimento ultraterreno si è attenuato ma la ricerca del profitto a tutti i costi è nel dna di quel popolo. È anche per questa ragione che negli Usa i non abbienti vengono lasciati nella malattia e nella miseria, privi di assistenza sanitaria e di garanzie: "se sono poveri è perché già da ora Dio li ha abbandonati". Le guerre statunitensi sono guerre per il danaro, il petrolio, il controllo delle risorse mondiali, mascherate - agli occhi degli ingenui - da guerre per la democrazia.

Violenza. Già le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki avrebbero dovuto aprire gli occhi sul potenziale di distruzione dell'armamento statunitense, che aveva dato prova di sé nel radere al suolo una città strategicamente inutile e abitata solo da civili come Dresda. Dove mettono piede, gli statunitensi portano lutti, morte e terrore, sempre. La loro è, infatti, una Nazione costruita sul genocidio dei nativi Pellerossa e sulla messa in schiavitù dei neri deportati dall'Africa, una Nazione che nel 1823 - con il Presidente Monroe - proclamò il diritto a fare dell'America Latina un'appendice dei propri interessi, che con i 14 punti del Presidente Wilson impose nel 1918 una visione fondamentalista della politica mondiale, che si ritiene l'unica autorizzata a detenere arsenali atomici e a controllare quelli degli altri, che si giudica eletta da Dio per il dominio del pianeta, che è quindi convinta di avere Dio dalla propria parte, esattamente come i nazionalsocialisti, i sionisti, i fondamentalisti islamici.

Menzogna. Il più grande successo degli USA non è militare, politico o economico ma si pone sul piano della cultura e dei simboli. Questo Paese ha convinto il mondo intero di costituire il baluardo della democrazia, mascherando la propria natura di Impero finanziario e militare. L'ascesa e la conferma di George W. Bush alla Presidenza del Paese sono state un vero e proprio imbroglio elettorale e mediatico, come una serie ormai nutrita di documenti ha dimostrato. Gli Stati Uniti d'America non sono un Paese democratico ma uno dei più grandi pericoli per la libertà dei popoli del mondo.

Fra questi popoli, ci sono gli Europei. Il processo di unificazione del Vecchio Continente, le sue potenzialità produttive, la forza ormai evidente dell'Euro nelle contrattazioni internazionali, la ricchezza della nostra storia, la bellezza e la misura delle nostre città, sono tutti elementi che gli strateghi statunitensi hanno perfettamente compreso costituire un abisso fra la loro visione del mondo, i loro interessi e quelli dell'Europa. Ecco perché trattano i Governi europei ora come dei fedeli servi (Inghilterra, Italia), ora come dei veri e propri nemici (Francia e, in parte, Germania). All'inverso di ciò che molta propaganda vuol far credere, non siamo noi a essere antiamericani ma sono gli USA a essere antieuropei; sono gli interessi economici, militari e geopolitici statunitensi a far ritenere a molta opinione pubblica - ma soprattutto alla classe dirigente - di quel Paese che l'Europa debba rimanere sempre più sottomessa alle decisioni della superpotenza atlantica.

Fino a che non comprenderemo - come cittadini e come classi dirigenti - questa banale verità, non capiremo che il vero nemico dell'Europa oggi più che mai non sono i cinesi, i giapponesi, i Paesi islamici ma gli USA, il cui dominio sulle nostre vite è completo anche e soprattutto attraverso l'imposizione dei modelli di vita, degli spettacoli, dei prodotti televisivi, di quella società dello spettacolo che Guy Debord descrive come «il sole che mai tramonta sull'impero della moderna passività» (La société du spectacle, Gallimard 1992, af. 13, pag. 21)

Difendere la nostra differenza e l'identità di «vecchi europei», come ci accusano di essere i corifei del potere statunitense, è ormai essenziale per conservare le nostre risorse economiche, la bellezza e la profondità della nostra cultura, le vite dei nostri concittadini che vengono mandati a morire per difendere gli interessi di una delle Nazioni più volgari, avide e brutali che abbiano mai dominato il mondo.


L'articolo è pubblicato sul sito dell'autore, che ringraziamo per il contributo - Red
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