Notizie dalla neo-neoscuola
Mario Menziani - 22-10-2005
Anno secondo della neoscuola. Mese primo: 17 ottobre 2005.

Decreto legislativo 17 ottobre 2005 , Articolo 25: (Insegnamento dell'inglese, della seconda lingua comunitaria e della tecnologia)
1. Al fine di raccordare le competenze nella lingua inglese, nella seconda lingua comunitaria e nella tecnologia, in uscita dal primo ciclo, con quelle da raggiungere al termine dei percorsi liceali: b) l'orario annuale obbligatorio (...), è incrementato di 66 ore, di cui 33 ore destinate all'insegnamento della lingua inglese e 33 ore destinate all'insegnamento della tecnologia; conseguentemente, l'orario annuale rimesso alla scelta facoltativa ed opzionale degli studenti, di cui al comma 2 del predetto articolo 10, è ridotto di un corrispondente numero di ore; (...)
2. Al fine di offrire agli studenti l'opportunità di conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italiana è data facoltà, nella scuola secondaria di primo grado, alle famiglie che ne facciano richiesta, di utilizzare, per l'apprendimento della predetta lingua, anche il monte ore dedicato alla seconda lingua comunitaria.(...)
3. Resta ferma la possibilità, per gli studenti di cui al comma 2, di avvalersi dell'insegnamento di una seconda lingua comunitaria nell'ambito delle attività ed insegnamenti facoltativi.


La neoscuola, proclamava solo due anni fa un decreto fratello del neonato decreto per le superiori: si fonda su 27 ore obbligatorie e sei opzionali, introduce lo studio della seconda lingua straniera; aggrega gli insegnamenti di tecnica, matematica e scienze; prevede delle 27 ore obbligatorie che un'ora settimanale sia assegnata alla tecnologia, un'ora e mezzo all'inglese, due ore alla seconda lingua straniera.

La neo-neoscuola proclama ora il neonato decreto in una piega affatto speciale destinata alla secondaria di primo grado (l'articolo 25, per l'appunto), si fonda su 29 ore obbligatorie e 4 opzionali, destina 2 ore all'insegnamento della tecnologia e 3 ore all'insegnamento dell'inglese. Quest'ultimo però, se le famiglie lo scelgono, può essere esteso fino a 5 ore curricolari alla settimana (rinunciando all'insegnamento curricolare della seconda lingua straniera, che potrà comunque essere studiata per 2 ore settimanali come insegnamento opzionale).
Da sottolineare che la neo-neoscuola offre il conseguimento di un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italiana.
Basiti da tanto ardire... che dire? Un miracolo, null'altro!

E' la collocazione stessa di questa nuova riforma strutturale (così è, di fatto!) della scuola media a rilevare il destino della stessa second oil pensiero dei neo-neoriformatori: tra le pieghe della scuola superiore, perchè di questa pura appendice. Scuola senza capo e senza coda, senza senso: pura attesa di un passaggio già predeterminato: liceo o formazione professionale è scritto nella culla. Un anticipo di liceo linguistico o una scuoletta breve breve, con un'infarinatura veloce, tanto per gradire: un po' di quello un po' di questo?

Rivolta a chi? Già, rivolta a chi? A questi preadolescenti né carne né pesce, né piccoli, né grandi: niente di niente. Una scuola insipida, per gente ancora insipida, una scuola d'attesa per gente in attesa, una scuola scelta da altri per gente che non è destinata ad imparare a fare proprie scelte.

Va da sé che l'offesa sia forte. L'ignoranza manifesta di chi ne è responsabile, non rende meno grave l'atto.
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 Anna Manao    - 23-10-2005
Ricevo da un’amica del corso per formatori di formatori che si è tenuto a Vichy la scorsa estate l' informazione gravissima sul destino dell’insegnamento delle lingue straniere diverse dall’inglese (ovviamente in barba a tutto quanto è sancito a livello europeo) :

" Ciao a tutti!
Oggi ero a Cagliari per un seminario di aggiornamento per docenti di FLE organizzato dall'Ambasciata di Francia ...
Si è discusso anche del futuro del francese nella scuola della riforma secondo quanto previsto dai decreti attuativi pubblicati il 18/10. Beh, non c'è da stare allegri per niente. Sentite cosa recita il comma 2 dell'art. 25
(Insegnamento dell’inglese, della seconda lingua comunitaria e della tecnologia)

(...)
2. Al fine di offrire agli studenti l’opportunità di conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italiana (???) è data facoltà, nella scuola secondaria di primo grado, alle famiglie che ne facciano richiesta, di utilizzare, per l’apprendimento della predetta lingua, anche il monte ore dedicato alla seconda lingua comunitaria. Tale scelta è effettuata al primo anno della scuola secondaria di primo grado e si intende confermata per l’intero corso della scuola secondaria di primo grado ed anche per i percorsi del secondo ciclo di istruzione e formazione. I livelli di apprendimento in uscita dalla scuola secondaria di primo grado e dai percorsi dei licei sono determinati, per gli studenti che si sono avvalsi della scelta medesima, secondo l’allegato D-bis al presente decreto.
Ciò vuol dire che, se un ragazzo che va in prima media (o meglio, la sua famiglia) sceglie di destinare all'inglese il monte ore del francese, non se ne vanno a ramengo solo i colleghi delle medie, ma noi li seguiamo a ruota!!!
Lo trovo scandaloso... ma possibile che non ci sia niente da fare???
M."


Un altro motivo per mobilitarci contro il decreto sulla secondaria.


 oliver    - 25-10-2005
Qualcuno potrebbe dirmi per cortesia se è vero che è stata ripristinata la terza ora di inglese e la seconda ora di tecnologia nel segmento della scuola Media?
Oliver

 Eleonora Zancanaro Schio-Vi    - 04-11-2005
Che dire?
Ci eravamo illusi che questa riforma avesse almeno qualche aspetto positivo, ma le nostre illusioni sono state di breve durata e - alla fine - ci siamo ritrovati in una situazione peggiore di quella da cui siamo usciti.Infatti, promettere alle famiglie nel contempo
una materia in meno da studiare (e un libro in meno da acquistare) e una conoscenza della lingua inglese paragonabile a quella della lingua italiana equivale ad un attacco mortale all'insegnamento di tutte le lingue minoritarie quale non si era mai visto nella storia della scuola italiana.
Pensate a cosa succederà se a qualche genitore delle future seconde e terze medie verrà in mente di protestare perché il proprio figlio non ha avuto questa possibilità di scelta - vincolante per tutti e otto gli anni di istruzione secondaria! E che accadrà a tutti quegli indirizzi di studio che prevedevano da sempre - nella scuola secondaria superiore - lo studio di due lingue straniere?
Il problema è che questo provvedimento è pura demagogia e andrebbe perseguito come s ifa con la comune pubblicità ingannevole, poiché chiunque abbia un minimo di preparazione sulle modalità di insegnamento delle lingue sa che far studiare una lingua straniera per complessivi tredici anni - e per cinque ore alla settimana per gli ultimi otto anni - equivale a precipitare i futuri fruitori di questa opzione in una palude di noia e di mancanza di significativi
progressi e non a portarli a chi sa quali vette nella competenza comunicativa in lingua inglese. Infatti solo alunni tenacemente motivati allo studio di una determinata lingua ( una minoranza, comunque) potrebbero reggere un così prolungato sovradosaggio e non certo la massa che sceglierebbe questa opzione magari solo per poter studiare una materia in meno o perché odia le lingue e una lingua straniera "basta e avanza"!
C'è poco da dire quando alla voglia di demagogia e di trovare alla svelta un facile consenso per una riforma che viene attaccata da più parti (non importa qui dire se a torto o a ragione) si unisce l'incompetenza nelle materie sulle quali si vorrebbe legiferare...
Possiamo solo cercare di fermare questa ennesima sciocchezza e sperare che una volta tanto il Ministero dia retta anche a chi parla con cognizione di causa.