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Nobel a Pinter
Alberto Biuso - 19-10-2005
Il premio Nobel per la letteratura a Harold Pinter è uno dei più meritati degli ultimi anni. È un grande drammaturgo, erede di autori come Beckett e Ionesco. In più, ha assunto posizioni molto nette contro il governo del suo Paese e ha definito Tony Blair un "criminale di guerra" per quanto sta accadendo in Irak. Naturalmente, i media italiani si guardano bene dal dare informazioni di questo genere. Riporto quindi più sotto una dichiarazione dello scrittore inglese.

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Una delle immagini più nauseanti del 2002 è quella del Primo ministro Tony Blair che si inginocchia in chiesa, il giorno di Natale, pregando per la pace sulla terra e per il bene dell'umanità. Nello stesso preciso momento Blair si preparava a partecipare e contribuire al massacro di migliaia di innocenti in Iraq. Sono dell'opinione che un atto bellico del genere non sia semplicemente tacciabile di criminalità, perversione e barbarie. Ravvedo in esso anche una forma di gioia nella distruzione. Il Potere, come spesso è stato sottolineato, è un grande afrodisiaco così come, almeno dalle apparenze, anche la morte altrui.



Gli americani si garantiscono il cosiddetto appoggio della "comunità internazionale" attraverso varie modalità di fuoco protetto, esploso a mò di intimidazione: condizionamento, corruttela, ricatto, mistificazione. La cosiddetta "comunità internazionale" si è trasformata via via in un'entità degradata, totalmente dedita a legittimare e appoggiare un'istituzione militarizzata completamente fuori controllo. Quanto all'Inghilterra, ciò che appare più deprecabile di ogni altra cosa è il fatto che essa pretenda di stare alla pari del suo grande alleato americano - quando invece viene trattata alla stregua di un cane indocilito a forza di percosse, esattamente come gli altri Paesi. Siamo umiliati, disonorati e messi in gravissimo pericolo dal comportamento servile senza riserve che il nostro governo ha adottato nei confronti degli Stati Uniti.



Questa guerra che hanno pianificato può ottenere soltanto esiti come: il collasso di quanto rimane in piedi del sistema di infrastrutture in Iraq, la morte di massa, mutilazione e malattia, un milione circa di potenziali profughi, un'incontrollabile escalation di violenza in tutto il mondo. E tuttavia continuano a mascherarla come "crociata morale", "guerra giusta", un conflitto scatenato dalle "democrazie in nome della libertà", al fine di portare "democrazia" in Iraq. Il puzzo di ipocrisia è soffocante. Questa mascherata è un bel raccontino che dovrebbe coprire l'invasione di uno Stato sovrano, l'occupazione militare dello stesso e il controllo dei giacimenti petroliferi. Noi abbiamo un compito irrinunciabile e chiaro: resistere a tutto questo.

Harold Pinter

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