breve di cronaca
Bolzano, scuola bilingue
Alto Adige - 23-04-2002

BOLZANO. Ci credono: vogliono la scuola bilingue. Poco importa se l'argomento sia tabù per mezza Volkspartei, e se a Durnwalder viene l'orticaria solo a sentirlo pronunciare. Loro vanno avanti. Ostinati. "Loro" sono gli studenti della rivista «Die Brücke, il Ponte»: periodico che ha fatto una bandiera della bilinguità e della convivenza. Venerdì rilanceranno l'idea con un convegno, che produrrà una proposta articolata. «Che - spiegano - vorrà essere un segnale forte, un sasso lanciato nelle stanze dei bottoni».
Qualche mese fa, dopo i settemila in piazza contro la riforma Moratti, i ragazzi del "Ponte" volevano replicare con un corteo a favore della scuola mista. Richiesta troppo impegnativa, le consulte studentesche dissero no, e la cosa non si fece. Adesso sono tornati alla carica: hanno proposto un convegno «ragionato, concreto, pensato». E, questa volta, le consulte hanno detto sì. Si terrà nell'aula magna delle Iti: i presidi (a parte qualche scuola tedesca) hanno già dato il permesso di partecipare a due rappresentanti per classe. Gli studenti si confronteranno con il linguista Sigfried Baur, il giurista Francesco Palermo e il teologo Paolo Renner. I tempi per la scuola bilingue, dicono, sono maturi. «Non si capisce perché - si chiede David Unterholzner - da una parte si faccia l'università trilingue, e dall'altra si neghi lo stesso principio alle scuole dell'obbligo e superiori». E ancora: «Noi - spiega Stefano Fronza - siamo la prova vivente che la comunicazione bilingue è possibile. Probabilmente siamo un'avanguardia, ma la politica dovrà tenerne conto».

Gli studenti della rivista bilingue «die Brücke/il Ponte»



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