Interrogazione al senato su via Quaranta
Redazione - 23-09-2005
Riceviamo e volentieri diffondiamo - Frg

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro dell'Interno

Premesso che
:

nei primi giorni del mese di settembre, il Comune di Milano, con una lettera spedita dagli uffici del settore Educazione, ha stabilito la chiusura "per motivi igienici" della "scuola araba Fajr" sita in via Quaranta;

tale scuola, situata nella periferia della città, ospitava da più di sei anni centinaia di bambini e bambine (oggi 500) per la maggior parte figli di famiglie egiziane, a cui i genitori pensavano di far completare gli studi nel Paese d'origine;

sin dal mese di giugno i dirigenti della scuola erano a conoscenza dell'intenzione di dichiarare inagibile l'edificio e si erano resi disponibili ad affrontare la questione, nonché a presentare un progetto per ottenere la parificazione;

il comune, da parte sua, aveva promesso loro uno stabile adeguato;

la chiusura della scuola è avvenuta in coincidenza con l'apertura dell'anno scolastico, cogliendo di sorpresa sia i dirigenti della scuola, che le famiglie dei 500 bambini che avrebbero dovuto seguire le lezioni;

proprio le scuole milanesi, prima della decurtazione delle spese scolastiche del 2000-2001, erano rinomate per le sperimentazioni in merito all'integrazione scolastica tramite facilitatori di apprendimento, laboratori linguistici e mediatori culturali;

l'"integrazione" nella scuola pubblica proposta da esponenti del governo, ad oggi, sarebbe comunque ostacolata dal fatto che il governo ha imposto, con la sua riforma, l'insegnamento di due lingue straniere, obbligatoriamente "comunitarie", di fatto discriminando le altre lingue;

imporre la frequentazione della scuola pubblica unicamente agli studenti di religione islamica si configura come un atto discriminatorio nei confronti di una sola comunità e come un diktat politico inaccettabile.

Considerato che:

la soluzione da noi auspicata è la frequentazione delle scuole pubbliche statali, adeguatamente attrezzate per accogliere studenti anche "non comunitari", all'insegna del pluralismo e dell'intercultura;

la Costituzione, in ogni caso, prevede che enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione;

in Italia esistono numerose scuole private e parificate ad indirizzo confessionale;

la chiusura della scuola, in mancanza di alternative accettabili per la comunità coinvolta, sta provocando episodi di dispersione scolastica, di marginalità e di clandestinità, nonché legittime manifestazioni di protesta da parte delle famiglie;

i responsabili della scuola di via Quaranta sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie per adeguarsi ai criteri di insegnamento e di sicurezza previsti dal nostro ordinamento.

Si chiede di sapere:

quali soluzioni, anche temporanee, il Ministro intenda adottare per consentire la prosecuzione delle attività della "scuola araba Fajr" in via Quaranta o in spazi idonei;

quali misure intenda adottare per non inasprire il dialogo con le comunità islamiche, anche al fine di non aumentare lo spirito di inesistenti scontri di civiltà.

Roma, 20-09-05

Sen. Luigi Malabarba
Sen Tommaso Sodano
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