Cara Fallaci, il sangue uniforma tutto
Jack Folla - 17-04-2002
L’Oriana non è riuscita, stavolta, a farmele girare come un elicottero; l’Oriana, stavolta, mi ha suscitato solo umana compassione. Anch’io sono stato un esaltato, ma da giovane. Alla sua età, il non avere mai dubbi, dovrebbe provocarle un dubbio enorme. Gerusalemme, come ha detto un soldatino israeliano, “è tutto un fronte”. Non c’è più “qui la casa” e “lì la guerra”. I funerali, da una parte e dall’altra, ormai se li celebrano nelle vene; è un sangue nero, pesto, che uniforma tutto, i diritti dei vivi e quelli dei morti; i martiri d’Israele e i martiri palestinesi; le colpe di Sharon, le colpe di Arafat. Sì, Jack Folla è più filopalestinese. Interessa? A me no. Ma visto che, volente o nolente, Alcatraz è uno show delle opinioni, vi spiego con disarmante semplicità il perché. Perché Israele è uno Stato ricco, armato e forte. E la Palestina è un non-Stato, una colonia; una terra disperata. Ed io –non chiedetemi perché- ma sto coi disperati. E poi vorrei capire la differenza che c’è tra Via Rasella e un kamikaze palestinese. Perché se fossi figlio della Palestina non la capirei. Ma -vedete- questo non m’impedisce di disperarmi per i bimbi, le donne, i civili ebrei trucidati dal fondamentalismo kamikaze. Se fossi ebreo, e avessi il DNA marchiato da Aushwitz e da Dachau, vorrei capire la differenza che c’è tra Gerusalemme d’oggi e i forni crematori. Perché se fossi figlio d’Israele non lo capirei.
La pace, il pacifismo, è un ostinato, duro, quasi violento atto d’amore che non può essere mai di parte, altrimenti si fa inevitabilmente complice del sangue innocente e delle armi. Chi, come l’Oriana, ha un così grande seguito nell’inconscio collettivo dei lettori, farebbe meglio a non recitare la macchietta dell’Oriana di un tempo, con quei giochini letterari da donna barbuta del Circo Barnum, tipo la ripetizione ossessiva, egocentrica e moralista, di un’affermazione “Io trovo vergognoso”, che merita una sola risposta “chi se ne frega”, e poi via, sciò, voltare pagina, perché non si usano questi espedienti da best-seller di quarta quando i bimbi di Gaza saltano sulle mine, i civili ebrei crepano negli autobus, e i carri armati israeliani rispondono decimando altri innocenti, invadendo altrui territori, facendo le stesse cose identiche dei kamikaze, ma con un esercito regolare. Sì, la Fallaci è uno di quei rari casi (a parte quelli di dementia precox) in cui un vecchio è addirittura più coglione di quand’era giovane. Ma a questo punto, al di là della bieca operazione commerciale, comincio a nutrire seri dubbi anche su chi, in questi suoi fallaci deliri di punti esclamativi e d’indignazione da bancarella del mercato delle pulci, ci si rivolta felice come un porcello nel fango, cioè il Corrierone, Panorama, e i nuovi nani e ballerine del generone che sta governando il paese, con uno scimmiottamento (da destra) del peggio a cui ci aveva abituato la sinistra. No. Noi tutti dobbiamo capire di essere complici, colpevoli, e che saremo giudicati tutti, dalla Storia e dal Tempo, né più né meno di chi, negli Anni Quaranta, vedeva passare i treni degli ebrei deportati e fingeva di non vedere e di non sapere. Perché noi non possiamo pretendere che un palestinese capisca. Non possiamo pretendere che un ebreo di Gerusalemme (convivente col terrore kamikaze dall’alba al tramonto) capisca. Palestinesi e ebrei non possono più capire, e tutti coloro, come l’Oriana, che si schierano atrocemente e senza dubbi con gli uni o con gli altri, alimentano il non dialogo e prolungano le stragi. Perché noi europei possiamo capire, loro no. La Fallaci, Mieli, Gad Lerner, Giulianone e il sottoscritto, non siamo sotto schiaffo della morte, quella morte; non siamo sotto schiaffo delle religioni, quelle che diventano odio; e stasera se vogliamo continuiamo a litigare al ristorante, davanti alla birra. Ma loro a Gerusalemme non possono farlo, perché nella lattina di birra ci può essere il tritolo. E non possono farlo i palestinesi, perché come escono di casa un soldato israeliano gli taglia le gambe, dopo averlo umiliato fin nelle viscere. Umiliando Arafat. E allora le chiacchiere stanno davvero a zero e siamo tutti assassini, soprattutto noi che tromboneggiamo. Ma dove sta l’Europa? Che fanno le Nazioni Unite? Dov’è l’invincibile NO di tutta la terra? Si è perso in mille rivoli di fango, dove rotolano leader e capetti, Oriane e copie vendute, e perfino io prenderò diritti d’autore per queste parole. Sono i nostri interessi che stanno sparando a Gerusalemme e in Palestina. E’ il nostro granitico egoismo che ci rende tutti ciechi e colpevoli. E’ solo questo che “io trovo vergognoso” cara Oriana. E non ho bisogno di ripeterlo mille e una volta come fai tu. Perché è scritto nel mio sangue.
Siamo tutti infami.



da: "JackFolla c'è" - 17.4.2002

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 laura POLITI- docente Pescara    - 21-04-2002
caro jack folla, io la penso esattaemte come te e non riesco a capire come mai, insieme a tante nobili battaglie non si faccia anche questa per far capire alla gente che non c'è differenza, che la Comare Secca è eguale per tutti, è una livella TUTTI come diceva Totò!
Vedi, io apprezzo la battaglia che sta facendo Pannella (nel silenzio quasi generale!!!) ma mi sarei aspettata da lui e dai movimenti "ILLUMINATI" proprio una mobilitazione su questo dramma dell'Umanità.
E' un dramma talmnte devastante "VERGOGNOSO, perdirlo con Oriana) da superare la DX e la SX!!! Come sentirsi di una fazione (contro l'altra) che non condanni apertamente, con decisione l'eccidio nel Medioriente

 piero    - 21-04-2002
bell'articolo, scritto bene, con civile furore. complimenti!
un solo dubbio: ogni qualvolta un gruppo, ben definito peraltro, viene preso con le mani nella marmellata, quello stesso gruppo diventa generalista, buonista, pacifista, con i tormenti interiori, con i dubbi esistenziali, con l'incubo della storia che deve giudicare( il sangue è tutto nero, è lo stesso per quelli di quà e gli altri di là... eccetera..eccetera... )
Anzichè accettare la provocazione di Oriana ( che ti ha dato fastidio, diciamocela tutta: alcuni aggettivi, alcuni avverbi sono troppo chiari... ) cosa aspettavi a scrivere di questo tuo pacifismo tout court, in tempi non sospetti, diciamo.. un mesetto fà?
O eri forse anche tu alla famosa manifestazione per la Palestina e per quel sant'uomo di Arafat?
Hai visto com'è finita con Powell?
Io posso capire che ciascuno di noi, per formazione o de-formazione ideologica, può pensarla in modo diverso, ma i velati mi danno fastidio.
Secondo me, tu sei pro palestinese, perchè nel tuo scrivere c'è parecchio di cultura ideologica di sinistra, solo che oggi è più corretto definirsi equilibrati, pacifisti, nè con Sharon, nè con Arafat....
dopo, però.... le dita nella marmellata.
Non me ne volere....
ti apprezzo e ti stimo, anche così, pur non conoscendoti.
Io sono per il popolo israeliano e con Oriana Fallaci. Non mi vergogno a dirlo.
ciao

 Elena Beddini    - 21-04-2002
Commento con grande ammirazione l'articolo perchè ritengo che il perbenismo inculcatoci dai genitori ci ha portato ad una quasi totale mancanza di giudizio,ad un disinteresse per tutto ciò che ci circonda,ho ancora in mente la frase di mia madre, quando dicinnovenne freguentavo il primo anno di architettura a Roma; "non parlare con nessuno, non accettare niente da nessuno e cosi via".
Questo articolo mi ha posto un grandissimo dilemma -
se avessi ubbidito sempre, come sarei ora?

 Maria Schirone    - 21-04-2002
I have a dream:
che l'Israele d'oggi - e non sembri un paradosso - venga chiamata un giorno a rispondere di crimini contro l'umanità.
Tacciare di antisemitismo chi comprende le ragioni del popolo palestinese che - questo sì - rischia l'estinzione (non Israele: la Palestina!) è un bieco ricatto, è una inaccettabile pressione emotiva, morale, di fronte a cui dobbiamo rimanere lucidi.
Fa venire i brividi sentire il linguaggio di certi israeliani: rappresaglie, rastrellamenti, muri, ghetti. E 'soluzione finale'. Sì, soluzione finale è quella tentata a Jenin oggi, come a Sabra e Chatila ieri. Persino Primo Levi (Primo Levi, capite?) prese le distanze dal giovane Sharon. Antisemita anche lui??

 melinda    - 22-04-2002
vai Jack, sei lo specchio dei miei pensieri.
Le opinioni che esprimi sono pure mie e spero di tanti altri, ma tu sai dirle meglio di tutti.
Cosa si può fare per ridimensionare gli "sconsiderati"
che furoreggiano nella nostra storia?
in bocca al lupo!


 Maria Catani    - 24-04-2002
Caro Jack,
trovo, da sempre, la Fallaci "gigiona" e un po' volgare nei suoi furori e nelle sue indignazioni pur riconoscendole un coraggio ed, in altri tempi, una professionalità esemplari. Già in occasione dell'11 settembre le sue urla razziste e xenofobe mi erano suonate ormai senili. E' diventata vecchia come tutti e così ripete ad oltranza gli schemi della sua gioventù e della sua maturità senza riflettere sul fatto che il tempo cambia le cose e dovrebbe far cambiare anche gli uomini. Non sto sicuramente con lei ma devo dire che le immagini degli israeliani coinvolti negli attentati mi fanno piangere come quelle dei morti palestinesi e dei bamini kamikaze.

 Pierluigi Agnelli    - 25-04-2002
L'articolo della Fallaci mi ha provocato una enorme emozione: ogni frase, ogni riga, ogni parola! Ha avuto il coraggio e la faccia tosta di dire come la pensa senza giri di parole, senza per forza dover stare da una parte e anche dall'altra. Come per i fatti dell'11 settembre, occorre dire senza false ipocrisie da che parte si sta, semplificando le cose e questo è sicuramente il rischio, ma occorre farlo. Beh, io sto con Oriana, sempre e comunque. E non sono ebreo!