Reclutamento con bando nazionale...
Adaco - 08-09-2005
...libero da condizionamenti e incentrato sul merito

Nelle recenti discussioni che hanno avuto luogo su vari forum, relative alla situazione dei precari e all´ultima immissione in ruolo nella scuola, non è stata sufficientemente tenuta in considerazione una serie di questioni. La prima è che si tende a non distinguere tra abilitazione e arruolamento.
Bisogna rendersi conto, infatti, che tanto i Sissini, quanto i precari "storici" e gli "ordinaristi" sono tutti abilitati, e pertanto tutti legittimati ad insegnare e ad essere inseriti nelle Graduatorie Permanenti (GP).

Invece l´entrata in ruolo è un'altra questione: secondo la legge vigente, l´arruolamento è previsto per concorso (GM) o attraverso le GP. Però - e questo è un punto su cui spesso non si riflette o che è addirittura ignorato - la stranezza dell´arruolamento nella scuola pubblica non è tanto ravvisabile nel 50% della GM, semmai nel 50 % della GP: solo nella scuola, infatti, tra tutti i settori della pubblica amministrazione, si può essere assunti senza aver superato un apposito concorso pubblico.
Ma come è possibile?

La seconda questione poi, che viene sostenuta da alcune categorie di abilitati, è che il concorso pubblico sia "ormai obsoleto": strano che questa procedura venga considerata tale solo per la scuola, mentre resta ancora attuale e ben funzionante per tutti gli altri settori della pubblica amministrazione (Grazia e Giustizia, Sanità, Difesa, Interni, Esteri, ecc...).

In realtà è "obsoleto" perché troppo costoso in termini economici: molto meglio spillare soldi agli aspiranti insegnanti, piuttosto che spenderli per verificarne la preparazione in modo più possibile obiettivo!

E poi (siamo onesti!) è "obsoleto" anche perché soltanto una minima parte degli insegnanti attualmente in servizio, e che lo saranno prossimamente, sarebbe in grado di superare prove del genere (per quelle di lettere, l´analisi di un testo letterario, senza l´ausilio di quelle belle e pronte dei libri in uso nelle scuole; la traduzione, il commento e l´utilizzazione didattica di un brano latino, senza la possibilità di usare tre traduzioni diverse come in quella contrastiva; la traduzione di un brano dal greco in latino, senza passare attraverso l´italiano; e solo limitandoci alle prove scritte delle discipline umanistiche, senza contare quelle cui sono stati sottoposti gli abilitati appartenenti alle altre classi di concorso).

Detto questo, c´è un altro aspetto ignorato da molti: la natura del concorso pubblico.

Facendo una piccola ricerca atraverso documenti di pubblico dominio, si riscontra che:
a) i bandi del concorso SSIS nelle varie regioni non sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, ma soltanto sul sito internet dell´università che organizza i corsi SSIS;
b) i membri delle commissioni sono scelti dal corpo accademico della stessa università (presumibilmente gli stessi che terranno poi i corsi);
c) la valutazione prevede 40 punti per la prima prova, 30 per i titoli, 30 per la seconda prova: nella regione Toscana si ritiene sufficiente il superamento della seconda prova nelle classi di concorso di lettere con 10/30 (mentre nel Concorso Pubblico del 1999 si sarebbe dovuto ottenere come minimo 28/40, in proporzione 21/30); la prima prova consiste in 50 domande a risposta multipla, di cui una sola esatta: venti possibilità su cento di "azzeccarci" anche se si ignora la risposta;
d) le prove, scelte dalle commissioni, si svolgono in tempi diversi e da università ad università; esse, quindi, non sono uniformi sul territorio nazionale. Ma si potrebbe anche continuare: non sembra esserci nulla che faccia pensare nè ad un concorso pubblico, nè ad un esame di stato.

Un'ultima considerazione: è vero che le SSIS sono a numero chiuso, ma lo sono anche molte facoltà, come quelle di medicina, o farmacia, ad esempio. Il fatto che le matricole di medicina superino lo sbarramento non garantisce loro certamente la laurea, né tantomeno la lode finale. Anzi, dopo la laurea, si deve superare l´esame di Stato (che non è una prova concorsuale, ma è paragonabile all´abilitazione ottenuta con il concorso pubblico) se desidera esercitare la professione medica. Lo stesso dicasi per chi voglia fare il commercialista, l´ingegnere o l´avvocato.

Ci ricordiamo bene il ricorso della SSIS contro i 18 punti: un perfetto esempio di prepotenza che riflette lo stile della politica scolastica di questo governo. Gli "ordinaristi", almeno, lottano per vedere affermati i propri diritti costituzionali (troppo spesso per non vederli calpestare), non per sottrarli agli altri, e la differenza non è da poco.

A.d.a.c.o. (Associazione dei docenti abilitati con concorso ordinario)

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