breve di cronaca
Milano, giorni di passione
La Repubblica - 15-04-2002
E sciopero sia, anche nelle scuole. Dai nidi alle superiori martedì sarà un giorno di black out quasi completo. E durante il resto della settimana scioperi a scacchiera manderanno in tilt le attività di materne e nidi in tutta la città.
Alle due manifestazioni di martedì - quella dei confederali da porta Venezia e quella dei Cobas da Cairoli - parteciperanno i professori, i maestri, gli educatori, ma anche i bidelli, il personale amministrativo e gli addetti alle mense. All'ingresso di tutte le scuole sono già comparsi i cartelli che avvisano le famiglie dei disagi in vista per la giornata di martedì: in molti casi non ci sarà del tutto lezione, oppure salteranno alcune ore, all'entrata e all'uscita. Quasi ovunque il servizio offerto da Milano Ristorazione è a rischio perché i pasti non verranno cucinati e non verranno recapitati. Quindi, come minimo, la previsione per martedì è di orario ridotto e pranzo al sacco per i 70.000 alunni di nidi, materne, elementari e medie.
Idem per le superiori, con l'aggiunta che dove non saranno gli insegnanti a scioperare, è probabile che le scuole restino chiuse per iniziativa degli studenti. I ragazzi delle diverse sigle politiche hanno infatti deciso di aderire alla giornata di mobilitazione con due distinti cortei, con picchetti e con assemblee in tutti i licei e gli altri istituti.
Sarà insomma un settimana di passione per la scuola, anche perché la giornata di sciopero generale in difesa dell'articolo 18 si incrocia con lo sciopero cittadino indetto dalle Rappresentanze sindacali di base per i contratti delle educatrici, protesta che interessa a scacchiera i nidi e le materne comunali dei diversi quartieri. Domani si fermeranno le prime e le ultime due ore di turno le scuole della zona cinque e sei, dalla Fiera alla Barona; mercoledì toccherà alle scuole delle zone sette e otto, dalla Bovisa a San Siro; venerdì, sarà il turno della zona 9, dalla Bicocca ad Affori. Nelle prime giornate di mobilitazione, nella settimana appena conclusa, le adesioni sono state buone e molte scuole hanno offerto servizio ridotto.
L'evento clou della settimana resta comunque lo sciopero generale, in preparazione del quale già da domani in molte scuole superiori sono previste assemblee e anche occupazioni simboliche organizzate dall'Unione degli studenti e dal Coordinamento collettivi. Gli studenti medi aderiscono alla protesta contro il governo Berlusconi aggiungendo le proprie parole d'ordine, che riguardano soprattutto la riforma Moratti e il rischio di privatizzazione del sistema scolastico.
Un tema che sarà sottolineato anche dalla Rete di resistenza, il movimento in difesa della scuola pubblica, che ha partecipato ieri al girotondo al Cattaneo. La Rete martedì sarà in manifestazione con un banchetto per raccogliere firme contro la Moratti. Gli studenti dei collettivi aderiscono al corteo dei Cobas e dei No global, che si concentra alle 9.30 in Cairoli. I collettivi faranno un presidio durante la mattina e promettono per il pomeriggio una carovana verso alcuni luoghi simbolo della città (Piazza Affari, piazza Diaz, corso Vittorio Emanuele e piazza Fontana) per parlare di immigrazione e anche di guerra in Medioriente.
Diversamente l'Unione degli studenti - più vicina alla Cgil e al centrosinistra - sfilerà accanto ai sindacati confederali, nel corteo che partirà alle 9.30 da Porta Venezia per arrivare in piazza Duca D'Aosta. Anche qui sugli striscioni compariranno i temi che riguardano tutto il mondo del lavoro, ma l'attenzione sarà rivolta anche alle questioni strettamente scolastiche. Difesa della scuola pubblica, non alle scuole gestite con logiche paraaziendale, completamento degli organici e rifiuto dei buoni scuola istituiti dalla giunta Formigoni per sovvenzionare le famiglie che scelgono i costosi istituti privati.

Zita Dazzi

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