breve di cronaca
I finanziamenti per l'aggiornamento
Il Messaggero - 14-04-2002

ROMA - Per ora settanta miliardi, in futuro di più. Gli insegnanti per i loro programmi di aggiornamento riceveranno finanziamenti diretti. «Mi sembra sacrosanto - afferma Alessandro Ameli, coordinatore nazionale della Gilda - Così si valorizza la professione docente. Eppoi, i mega-piani di formazione si sono rivelati un vero sperpero di denaro pubblico, sono stati un fallimento». Altrettanto convinto Massimo Di Menna, segretario nazionale della Uil-scuola: «E’ questa la strada da percorrere. E’ in corso la contrattazione integrativa con il ministero e di questo stiamo parlando. Per ora si afferma il principio e si investe una cifra limitata, ma sono dell’idea che tutto debba essere affidato direttamente ai prof. In che modo? Con il sistema della defiscalizzazione e del rimborso spese».
Secondo il segretario della Uil l’aggiornamento professionale dei docenti dovrebbe essere sottratto ai vincoli del centralismo amministrativo: «Se un professore, per esempio, ha voglia di andare a Parigi due settimane e fare un corso alla Sorbona su un tema legato alla sua materia o comunque su un argomento che lo qualifica dovrebbe essere libero di poterlo fare». Intorno ai corsi di aggiornamento ruotano interessi economici rilevanti. Affianco ai vecchi Irrsae (gli istituti regionali) sono nate organizzazioni che talvolta hanno lucrato senza fornire servizi di livello. Ora, dopo il fallimento di tante esperienze, dopo tanti corsi e corsetti, si fa il primo passo per cambiare rotta. Nelle scuole i prof da anni si lamentano: «C’è bisogno di aggiornamento vero, troppe volte abbiamo perso tempo nelle mani di formatori improvvisati e incompetenti». Sotto accusa anche i temi bizzarri sui quali si sono tenuti i corsi: «Pretesto per dare finanziamenti compiacenti».
La novità viene dall’ultima Finanziaria. I 70 miliardi fanno parte di un pacchetto di risorse da assegnare alla scuola. Il ministro dell’Istruzione Moratti vuole che i 70 miliardi vadano nelle buste paga dei prof. Anche se per ora non è una gran cifra. «In media 80 mila lire a testa - aggiunge Di Menna della Uil - però conta l’affermazione del principio. L’anno prossimo torneremo alla carica. Visto che questo è anche l’orientamento del ministero non ci dovrebbero essere ostacoli. E il principio legato a questa Finanziaria può diventare una scelta stabile». Dunque, rimborsi diretti agli insegnanti che documenteranno le spese, dalle riviste ai libri, ai corsi specifici. Un rimborso diretto e non più il finanziamento di corsi di aggiornamento. La novità è che per la prima volta i finanziamenti non sarebbero utilizzati per organizzare corsi, ma verrebbe lasciata ai docenti la libertà di scegliere le modalità di autoaggiornamento. C’è anche l’ipotesi che ogni scuola riceva un budget per i rimborsi ai docenti. La materia sarà comunque definita da un'intesa contrattuale tra sindacati e ministero dell'Istruzione.
Intanto, oggi a viale Trastevere debuttano i "girotondi" contro la riforma Moratti. Dopo le manifestazioni per l’indipendenza della magistratura ed il pluralismo dell'informazione a Roma e nel resto d’Italia ci saranno proteste in difesa della «istruzione pubblica e laica». I "girotondi" si svolgeranno anche davanti alle scuole e ai provveditorati di molte città italiane, tra cui Bologna, Catania, Milano, Napoli e Torino.


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 Vittorio Todisco    - 21-04-2002
Male! Male! Va bene tutto, ma è pura teoria, pura illusione che ci siano benefici per i docenti, concedendo questa libertà di scelta dei corsi di aggiornamento, interni o esterni al proprio istituto.
Vi saranno sempre, purtroppo, i soliti trafficoni, presidi in primis, che faranno carte false per ricevere fondi e distribuirli in parte alla corte immancabile dei cosiddetti "collaboratori", ma prima di tutto ad personam, vale a dire a sé stessi. SE avanza qualcosa, cioè le briciole, si faranno circolari con strombazzature varie sulla efficienza della scuola, del preside e di tutto l'entourage che lavora per il bene di tutti!
Queste cose sono all'ordine del giorno, le sanno anche le pareti della Scuola, i banchi, gli ultimi impiegati dei Provveditorati ecc. L'unico a ignorarle, forse, è proprio il Ministero P.I.