breve di cronaca
Cnpi: "Schiaffo alla Riforma Moratti"
KwScuola - 11-04-2002

Il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (Cnpi) boccia il disegno di legge delega sull'istruzione del ministro Moratti. In dodici pagine, il documento esprime una dura presa di posizione nei confronti della riforma Moratti, sia nel metodo (si respinge il ricorso alla delega) sia nel merito (si attaccano vari punti del progetto).
Il documento ha ottenuto la quasi unanimità: è infatti stato approvato con un solo voto contrario e quattro astenuti su oltre settanta membri. Un parere obbligatorio ma non vincolante, quello del Cnpi, che riveste però un significato politico, dato che fanno parte del Consiglio - che ha funzioni consultive - i rappresentanti eletti dei sindacati della scuola, del mondo dell'istruzione ed anche delle imprese.

Il Cnpi, in maniera articolata ha esaminato tutti i nodi fondamentali del disegno di legge delega sull'istruzione sottolineando, nella premessa, anche il suo mancato coinvolgimento nella messa a punto del provvedimento: "Un coinvolgimento tardivo - si legge - che giunge al termine di una lunga fase istruttoria, conclusasi con la predisposizione e il varo da parte del governo di una specifica iniziativa legislativa che comporta il naturale trasferimento del dibattito esclusivamente nella sede parlamentare, affidandone la responsabilità degli esiti al confronto tra le forze politiche". Un percorso istruttorio, sottolinea tra l'altro il Cnpi, che "non ha saputo prevedere adeguate forme e modalità di coinvolgimento e partecipazione delle scuole e dei suoi operatori, la cui stragrande maggioranza, totalmente esclusa dai circuiti delle consultazioni, lamenta e denuncia un deficit informativo".

Questi, in particolare, alcuni dei rilievi mossi dal Cnpi nel suo parere:

ASPETTI DI METODO

"La Commissione condivide la necessità di un'iniziativa parlamentare finalizzata alla riconsiderazione complessiva del sistema di istruzione e formazione tenendo conto del ridisegno delle competenze dello Stato e delle Regioni ... ritiene però che la legge delega non sia lo strumento adeguato per affrontare tale riforma. Una riforma di tale rilevanza dalla quale dipende il futuro culturale, sociale ed economico del paese deve essere il frutto del confronto più ampio possibile con il coinvolgimento del mondo della cultura, delle forze sociali ed economiche, della scuola e soprattutto del Parlamento". Ne consegue il "rischio di vedere la scuola costretta a subire una riforma che dovrebbe invece ottenere quel consenso indispensabile in vista di una sua piena realizzazione e del suo radicamento nel tessuto sociale". Il Cnpi ribadisce pertanto la richiesta al governo e Parlamento di recuperare un fattivo coinvolgimento delle scuole.
Il parere esprime anche "preoccupazione e dissenso per l'assoluta mancanza nell'articolato di richiami al ruolo del Cnpi nella definizione dei decreti legislativi di attuazione della delega, omissione gravissima e inaccettabile, e rivendica il diritto-dovere ad esprimere il proprio contributo".

ASPETTI DI MERITO

Tanti i punti non condivisi dal Cnpi:
- "La Commissione non condivide la previsione di riservare alle regioni una quota orario dei piani di studio in quanto ciò comprometterebbe l'autonomia didattica e organizzativa delle istituziuoni scolastiche" e la "necessità di assicurare l'unitarietà dell'offerta formativa su scala nazionale".

- "La Commissione non condivide la scelta, a regime, dell'anticipo a due anni e mezzo per la frequenza della scuola dell'infanzia e a cinque anni e mezzo per quella elementare, sia perchè la scelta adottata nell'articolato non tiene conto della storia e dell'esperienza della scuola dai 3 ai 6 anni, sia perchè lascia trasparire un'idea di scuola come servizio in cui pervale il carattere assistenziale su quello educativo".

- L'affermazione di "pari dignità" per i diversi percorsi previsti (istruzione e formazione professionale) "non fornisce adeguate garanzie circa l'effettiva uguaglianza che i percorsi dovrebbero invece assicurare e ciò è motivo di grave preoccupazione" comportando "un'irreversibile condizione di selezione socialmente intollerabile".

- In relazione alla realizzazione dei corsi in alternanza scuola-lavoro "non si possono non prevedere le difficoltà di organizzazione sul territorio si stage di massa in aziende pubbliche o private e non registrare situazioni sperequative tra un'area e l'altra del paese", mentre gli stage "dovrebbero essere accessibili a tutti gli studenti".

- "Mal si comprende come essendo già aprile inoltrato possa essere ipotizzato l'avvio della riforma dal primo settembre 2002".

CONCLUSIONE

- "La Commissione ritiene che nessuna riforma, e tanto meno quella della scuola, possa essere realizzata a costo zero. Per queste ragioni esprime fortissime perplessità rispetto alla scelta di subordinare il piano programmatico di interventi finanziari per la realizzazione degli obiettivi della riforma alle compatibilità e ai vincoli di finanza pubblica e, quindi, alle disposizioni delle annuali leggi finanziarie rendendo così aleatorio, ove non improbabile, il perseguimento degli obiettivi stessi".




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 C.Pisati    - 14-04-2002
Grazie per averci fatto conoscere il parere, non proprio secondario, del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che ribadisce quanto molti di noi vanno affermando da tempo nelle ns. scuole. Sull'informazione quotidiana non una parola, tutti sempre pronti solo a mostrare i girotondi, soprattutto se hanno avuto poco successo.
Lo sciopero di martedì darà un colpo definitivo a questa riforma? Non credo, come al solito siamo troppo divisi in piccole corporazioni, dove ognuno tenta di conservare i privilegi acquisiti.

 Elena Colombi    - 14-04-2002
Bene. Il parere del Consiglio Nazionale della pubblica Istruzione mi conforta: e ora che succede? Il Ministro dirà forse che le osservazioni sono pretestuose, il capo del Governo dirà forse che sono i soliti comunisti.... E il Prof Bertagna che dice?
Elena Colombi
Pavia