Razzismo e antisemitismo in Italia contro il razzismo
Francesco Martino - 05-04-2002
La guerre est la force des fables,
la paix est la force de la raison



Il 2 aprile 2002 si è svolto un importante incontro, abbastanza affollato, nella sala del Convento dei Filippini – luogo del “dies natalis” di S. Francesco Caracciolo – ad Agnone, per la presentazione del libro Razzismo ed Antisemitismo in Italia sotto il fascismo, redatto dalla classe V A dell’I.S.I.S.S. – Liceo Scientifico “Giovanni Paolo I” di Agnone. Sono intervenuti: il prof. Antonio Palumbo, Dirigente Scolastico dell’I.S.I.S.S. di Agnone, la prof.ssa Rossana Di Pilla, Ispettrice Ministeriale, Mons. Antonio Santucci, Vescovo di Trivento, la prof.ssa Ada Labanca, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico “Mario Pagano” di Campobasso, il prof. Don Claudio Palumbo, Docente di Storia della Chiesa presso il Pontificio Seminario Regionale di Chieti – Università Lateranense, il prof. Francesco Paolo Tanzj, docente di Storia e Filosofia presso l’I.S.I.S.S. . Moderatore della Tavola Rotonda è stato il Prof. Francesco Paolo Mazziotta, che ha coordinato il lavoro degli studenti per la pubblicazione del volume.
Ha concluso i lavori Don Francesco Martino, docente di Religione Cattolica presso l’I.S.I.S.S., autore dell’appendice del libro relativa al rapporto “Chiesa ed Ebrei”.
L’ispettrice Di Pilla, dopo che il dirigente scolastico Palumbo e il prof. Mazziotta hanno evidenziato l’importante ricerca storiografica svolta dagli alunni, che ha permesso di raccogliere una sintesi abbastanza ricca di documentazione sui problemi storici più scottanti relativi alle persecuzioni razziali in Italia, ha sottolineato la ricchezza del materiale documentario raccolto. Ha elogiato il metodo seguito, relativo all’apprendimento dei processi storici, di livello europeo, concernente lo studio fattivo e critico dei documenti, con osservazioni personali e di approfondimento. Ha concluso legando tale lavoro alla vivacità culturale degli Istituti Superiori di Agnone, che non merita di perdere le scuole i servizi, come proposto dagli organi regionali, fonti di vita e arricchimento culturale e sociale per la zona.
Il Vescovo di Trivento ha presentato la figura esemplare di un sacerdote, morto in concetto di santità, Don Gaetano Tantalo, impegnato in maniera eroica nella difesa della famiglia ebrea Orvieto-Pacifici, da lui ospitata nella casa canonica di Tagliacozzo durante l’infuriare della persecuzione razziale tedesca, che è stato oggetto della ricerca degli studenti.
La prof.ssa Ada Labanca si è soffermata sul rapporto tra gli Ebrei e le altre ideologie nella storia, mettendo in risalto come l’identità ebraica, molto caratterizzata e caratterizzante, spesso sia entrata in conflitto con la visione europea cristiana (fenomeno del “ghetto”) e con il comunismo (Marx e gli Ebrei, rapporto tra Gramsci e Tatiana) e nazismo (il nuovo messianismo ariano contro il messianismo ebraico).
Il prof. Claudio Palumbo ha sviluppato la tematica scottante del rapporto Chiesa ed Ebrei durante la seconda guerra mondiale, sottolineando la duplice linea vaticana dell’ “operosità silenziosa” e della “trattativa diplomatica”. In particolare si è soffermato sul “silenzio” di Pio XII, mettendo in evidenza come esso, drammatico, sofferto e difficile, sia stato imposto dalle contingenze storiche del momento per poter consentire alla Chiesa di salvare “almeno” un milione di vite umane.
Il prof. Francesco Tanzj ha sottolineato l’impegno dei giovani dell’I.S.I.S.S. nel progetto “I giovani e la memoria” , che ha portato le classi V a produrre due testi, che si completano a vicenda, e pongono gli Istituti Superiori di Agnone all’avanguardia per le ricerche storiche di settore.
Dulcis in fundo, è intervenuta a nome della ex classe V sez.A Annamaria Di Lizia, che ha illustrato la metodologia, le alte finalità educative, il lavoro svolto da lei e dai suoi compagni nella redazione del libro.
Molto animato è stato il dibattito, in cui sono emerse dialetticamente due posizioni, quella relativa alla straordinaria azione compiuta dalla Chiesa in difesa degli Ebrei perseguitati, grazie alla diplomazia di Pio XII, e quella di chi avrebbe voluto un’aperta ed ufficiale presa di posizione del Papa contro la Shòah.


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