Da Trinidad di Galapagos...
Federico Repetto - 04-04-2002
Vi scrivo in attesa del volo che mi portera' prima in Ecuador, poi in Italia.
Purtroppo, per i soliti guasti al mio computer subacqueo, non ho potuto seguire nei dettagli le lunghe discussioni sulla riforma della Moratti, sul documento Bertagna, sugli organi collegiali, la funzione del preside eccetera. Esse sono senza dubbio indispensabile premessa all'azione nella scuola, alla quale tornero' dopo il mio periodo tartarughesco.
Tuttavia, a me sembra chiaro che il contesto politico generale purtroppo renda secondario il discorso professionale sul dettaglio didattico, svilisca le nostre competenze, ma attenui anche le differenze tra le nostre posizioni. Il MIUR della Moratti (la quale potrebbe anche fare la fine di Ruggiero, ma non direi) fa parte del ministero Berlusconi, che oggi e' ad uno scontro con tutti i sindacati sul tema dell'articolo 18 e che probabilmente punta allo scontro con l'opposizione della societa' civile (l'unica opposizione che resta, visto che quella politica e', salvo novita', ancora in coma) e con la legittima resistenza istituzionale della magistratura.
Si puo' considerare un errore quello di Cofferati che, fiutando il clima della base dai numerosi scioperi spontanei, ha accettato il terreno di scontro voluto dal governo. Prudentemente un mese fa un mio amico della cisl scuola (un cislino atipico, laico e di sinistra) diceva che dopo lo sciopero generale il sindacato non avra' piu' colpi da sparare, e che quindi una risorsa del genere andava tenuta di riserva.
E' possibile che Berlusconi in effetti voglia esaurire l'opposizione sociale e sindacale in una lotta costosa e infine perdente (la maggioranza parlamentare e' quella che e') e che dopo questa lotta nessuno si muovera' piu', e magari sulle ceneri del movimento sindacale legale si svilupperanno movimenti estremistici e gruppi terroristici, alimentando il vecchio gioco degli opposti estremismi e della strategia della tensione.
Come vedete non sono a priori ottimista. Ma non si deve nemmeno essere a priori pessimisti. L'atteggiamento di Berlusconi, con la ridicola affermazione secondo cui per uno sciopero generale ci vogliono 21 milioni di scioperanti rischia di scatenare, non dico tutti i 21, ma un bel numero di loro si' (ho intravisto sul Guardian la previsione di 11 milioni di scioperanti - non ho fatto in tempo a sapere la fonte di questa ipotesi). E poi ci sono le amministrative che, se non toccano il governo di Berlusconi, possono sottrarre molti desiderabili cadreghini ai suoi alleati. E un referendum sull'art 18 potrebbe essere vincente.
Comunque il fatto e' che Cofferati e anche i restanti sindacati sono stati al gioco del governo e che ormai, ci piaccia o no, ci siamo dentro. Chi ne uscira' vincitore -o che tipo di sconfitta subiremo- dipende anche da noi.
Penso che nella scuola si possano identificare diversi temi unificanti:
--il numero degli studenti per classe
(che collega scuola, studenti e famiglie)
--i tagli generali di spesa per la scuola, decisi da Tremonti, che per certi versi e' la nostra controparte, piu' della Moratti
(stessi collegamenti con l'esterno)
--lo svilimento dell'insegnamento professionale, piu' coi tagli di spesa e con la riduzione del personale tecnico-pratico che con le riforme didattiche
(qui il collegamento potrebbe essere anche con la piccola industria e con l'artigianato, se avessero una qualche idea dei loro interessi di lungo periodo)
--la riduzione del numero dei rappresentanti dei docenti e del personale ata nel consiglio d'Istituto
(che dovrebbe unificare le diverse componenti della scuola e i simpatizzanti di diversi sindacati).

Molti temi adesso mi sfuggono, ma non mi sfugge
la minaccia all'articolo 18, che e' una battaglia simbolica (e' inutile discutere se ci saranno cento o centocinquantamila posti di lavoro precario in piu' l'anno prossimo o cinquecento o seicentomila licenziamenti fra tre anni) provocata furbescamente dal governo e dalla confindustria. In sintesi: dovete prima rinunciare ai vostri diritti e poi il governo vi dara' gli ammortizzatori sociali (lo giuro sui miei figli) - Qui il collegamento e' con forze sociali a cui molti di noi non sono (piu') abituati a guardare: i lavoratori dipendenti, in particolare dal capitale privato. Tuttavia, se il movimento sindacale subisce una dura sconfitta storica, la mossa successiva sara' la soppressione completa dell'art. 18, magari anche nell'azienda scuola.
E ho detto tutto, come diceva il principe De curtis.
E allora - ch'avimm' a facere?
Io penso che iniziative come quella dei fazzoletti bianchi anche qui proposte , come i girotondi e simili, debbano integrare gli scioperi (arma costosa e tradizionale) e essere pensati e diffusi on line. Soprattuto bisogna pensare agitazioni atipiche e comunicative su temi unificanti che si rivolgano a studenti, famiglie e societa' civile e possibilmente li coinvolgano (l'idea del fazzoleto bianco mi e' sembrata un po' debole quanto a coinvolgimento).
Ho sentito dei precari disperati che parlavano di blocco degli scrutini e di occupazione (nostra!) della scuola. Sul primo sono totalmente contrario, perche' colpisce troppo gli utenti ed e' ai confini della legalita'. Il secondo, pur illegale, se di breve durata
potrebbe avere una notevole visibilita' (insegnanti incatenati alle cattedre, o alle spalliere delle palestre) e non costituire un danno effettivo per gli utenti. Penso pero' che dobbiamo spremerci i cervelli per individuare forme di lotta pienamente legali, spettacolari e coinvolgenti genitori e studenti. Sit in e girotondi davanti ai fu-provveditorati, ai municipi, alle sedi della confindustria, alla camera del commercio sono una prima idea ovvia.
Ma, per trovare e diffondere idee un po' piu' nuove di queste, noi qui possiamo cominciare a diffondere sulle molte liste scolastiche che conosciamo l'idea di un'agitazione di base che integri (o scavalchi - se qualcuno preferisce) l'azione dei sindacati e integri e potenzi lo strumento dello sciopero. E si coordini magari con le forme di protesta atipiche di questi giorni.
Qualcuno sapra' certo dirlo con meno parole di me!

Ciao
Federico Repetto
Ps: magari ci vedremo in qualche piazza italiana - mi son stufato delle isole equatoriali. Comunque non ho rinunciato al carapace. Puo' essere utile, visti i tempi.

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