Classi o container?
Fiorenzo Sona - 04-04-2002
Il problema che vorrei sollevare riguarda la numerosità degli alunni per classe, con particolare attenzione ai rapporti spaziali.
Nella S.M.S. Cesare Battisti-Parona (Verona) in cui lavoro, abbiamo delle classi di 27 alunni. Le aule sono però progettate per contenere 20-21 alunni : pertanto i ragazzi non hanno spazio per muoversi e nemmeno gli insegnanti riescono a raggiungere gli alunni posizionati negli ultimi banchi.
Vista l'invivibiltà della situazione, ho deciso di scrivere al Quotidiano locale, ma, nonostante sia passato più di un mese, la mia lettera non è stata pubblicata.
Sto pensando di rivolgermi allora all'Asl per far verificare gli spazi minimi in cui questi alunni dovrebbero stare e anche le minime norme di
sicurezza che non vengono secondo me rispettate.

Nel frattempo diffondo uno stralcio della lettera che ho inviato, sperando che questo possa servire per ottenere qualche concreto cambiamento.

...Da qualche anno, l'amministrazione sta facendoci formare delle classi di 26-27 alunni.
Il problema è che le aule della nostra Scuola, sono piccole e sono progettate per contenerne al massimo 21-22.
Questo ci rende difficile fare lezione, è impossibile girare per i banchi, tanto questi alunni sono stipati.
Se il problema pur grave, può essere sopportato in prima media, quando gli alunni iniziano a crescere, vedi seconda o terza media, l'ambiente diventa
pesante e difficile da gestire.
Il nostro Dirigente scolastico, ci ha spiegato che per l'amministrazione, Cesare Battisti e Parona sono un'unica sede anche se fisicamente gli edifici
sono 2.
Perciò se gli alunni sono troppi in un edificio bisognerebbe trasferirli nell'altro.
Ora, l'utenza di Parona, è molto eterogenea, composta da alunni provenienti, oltre che da
questo paese, anche da Arbizzano, Pedemonte, Settimo di Pescantina e Corrubio di Negarine.
Come pensate che reagirebbero i genitori se dovessero portarli alle Battisti anzichè a Parona?
Sicuramente, come alcuni hanno già fatto, cambierebbero Scuola.
Concludo facendo un invito, a mandare un vostro fotografo o giornalista, a visitare la nostra Scuola per constatare di persona di come sono stipati in
queste classi i ragazzi.
Secondo me, i genitori avrebbero un'arma importante da fare valere: all'inizio dell'anno scolastico, potrebbero impedire con una manifestazione di protesta, l'ingresso degli alunni nelle classi.
Scusate la lunghezza e lo sfogo, ma penso che i ragazzi abbiano diritto ad una istruzione più seria e a condizioni sanitarie più vivibili
Si fa infatti tanto parlare di legge 626 sulla sicurezza, ma è certo che si predica bene...e si razzola male!"

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 Maria Grazia Melegari    - 04-04-2002
La situazione descritta esprime un disagio molto più diffuso di quanto si creda. Non si pone mai abbastanza attenzione alla struttura fisica e logistica dove alunni ed insegnanti vivono. Si parla spesso dell' organizzazione scolastica in termini di orari, risorse umane ed economiche, sottovalutando l' aspetto "ambientale", mentre invece il luogo, le sue caratteristiche, la vivibilità dello spazio anche e soprattutto in termini di sicurezza sono determinanti per instaurare un clima positivo. Tutta la mia solidarietà al collega e l'augurio che se ne parli, magari in un iniziativa pubblica a Verona.
Maria Grazia Melegari - Verona
(Esecutivo Regionale dei Verdi - Area tematica: scuola e ambiente)


 Claudia Enrico    - 07-04-2002
Condivido appieno le perplessità dei colleghi. Penso che, appellandosi al rispetto della L. 626 in materia di sicurezza, si dovrebbero davvero richiedere alle ASL e ai Vigili del Fuoco sopralluoghi in queste aule pericolosamente stipate. Se tutti i Dirigenti scolastici interessati dal problema lo facessere, forse si potrebbe muovere qualcosa!

 carmen 'ubimaior'    - 07-04-2002
è un problema enorme, aggravato dal fatto che in molti casi (la scuola dove insegno io, per esempio, collocata in provincia di Varese) nè edifici né locali sono adatti ad essere 'scuola' (spazi e disposizione inadeguati, acustica pessima, ecc.).
A questo punto, se è più che giusto che nel 2002 si pensi a mettere i PC nelle aule (é probabilmente qui che la formazione può fare un salto di qualità), è però anche vero che chi deve e può cominci ad occuparsi della ricettività delle strutture. L'aumento degli alunni per classe non può essere fatto indiscriminatamente solo per tagliare i costi (in Italia si è sempre fatto passare subliminarmente il concetto che sia l'istruzione a mandare inutilmente in rovina il bilancio),
ma solo in presenza di tutti i prerequisiti indispensabili in termini di logistica e di attrezzature. E la comunità dovrebbe sapere che ciò non va a vantaggio dei docenti, ma dell'utenza, che viene invece solo strumentalizzata dall'alto.

 Maria Grazia Sessa    - 07-04-2002
Sono perfettamente d'accordo col concetto che una classe non debba essere formata da più di 15 (quindici) alunni. Sono un capo d'istituto che cerca sempre di non far salire il numero di alunni a più di 20 perché comunque nelle singole classi c'è sempre o un portatore di handica o qualche alunno che ha bisogno di attenzione didattica individuale, e la risposta sapete qual è? il Provveditore mi toglie ogni anno una classe diminuendomi selvaggiamente l'organico. E' assurda questa punizione. voglio dare qualità ai miei alunni e ai miei docenti e ricevo solo disagi.
Grazie dell'attenzione, se volete conoscerci meglio visitateci in www.navigascuola.it

 Laura Fasiolo, dirigente scolastico    - 07-04-2002
Il problema é molto serio; trova coinvolta anche la scuola che dirigo. Non ricordo il riferimento preciso, ma lo stesso D. L.vo 626/94 richiede in un articolo che a ciascun alunno sia assicurato un tot. di mq e mc...
sarebbe il caso di rifarsi al preciso art. del decreto. Non ho il materiale sottomano in questo momento, ma vale la pena di approfondire il richiamo

 Caelli Dario    - 07-04-2002
E' uno dei punti su cui vale la pena di battersi.
Le classi ideali numericamente sono tra i quindici e i venti alunni, anche se ciò varia da disciplina a disciplina e secondo l'età.
Bisogna metodicamente rifiutarsi di avvallare soluzioni posticcie e rattoppate e comunicare per iscritto all'ASL la situazione dello stabile. Se necessario intervenire presso la magistratura per obbligare gli enti che hanno la responsabilità degli stabili (che non sono del ministro o del ministero della pubblica istruzione, ma degli enti locali, comuni, provincie e regioni) a provvedere, sia nella manutenzione, sia nella progettazione costruzione di nuovi edifici.

 fabrizio michelotti    - 16-04-2002
Il problema sollevato è sicuramente grave, e non sempre affrontabile direttamente anche perché i problemi dell'edilizia scolastica sono di competenza delle amministrazioni comunale che però, quasi sempre, di fronte a questi problemi sono sorde.
Se si provasse, una volta tanto, ad adire al pretore competente per territorio o al pretore del lavoro?