breve di cronaca
L’America va verso una dittatura
L'Eco di Bergamo - 27-03-2002
Intervista a Lyndon LaRouche
di Fabrizio Vielmini
24/03/2002

Lyndon LaRouche ha ottant’anni suonati ma potrebbe ancora mettere in riga la maggior parte dei politici contemporanei di due-tre generazioni più giovani di lui.
Pre-candidato alle presidenziali americane del 2004, incaricato da Regan di condurre i negoziati con l’URSS riguardo al primo progetto di difesa anti-missile, quest’economista è oggi una delle voci più critiche del panorama politico statunitense. LaRouche ha tenuto questa settimana due conferenze alla Camera di commercio di Milano di fronte ad uno spaccato della classe politica ed imprenditoriale lombarda, a margine delle quali ha accettato di rispondere a qualche domanda per i lettori dell’Eco.

EdB Il capo della Federal Riserve, Alan Greenspan, ha recentemente dichiarato che gli USA hanno superato la crisi ?
LL Greenspan mente spudoratamente, sapendo di mentire. La verità è che l’economia americana sta andando al collasso. Dalla metà degli anni 60, il sistema economico degli USA si è spostato da una società di produzione ad una di puro consumo. Semplicemente abbiamo cominciato a disinteressarci della produzione pensando che i nostri bisogni potessero essere soddisfatti prendendo il necessario dai paesi del terzo mondo. Ed il tutto tramite dei meccanismi di credito. Quale conseguenza di questa distorsione introdottasi nel nostro modo di pensare, non solo le capacità imprenditoriali di base sono rimaste spiazzate ma la quantità di derivati ed altre alchimie finanziarie ha raggiunto la cifra astronomica di 400 miliardi di dollari. Al pari del debito estero USA, nessuno potrà mai far rientrare questa bolla speculativa che è destinata ad esplodere.

EdB Qual’è la relazione di ciò con la spirale di guerra che Washington sta portando avanti ?
LL Una relazione di totale interdipendenza. Il Dipartimento di Stato si riempie dichiara di aver vinto la guerra in Afghanistan. In realtà l’Esercito americano si trova oggi nella stessa condizione di quello sovietico all’inizio degli anni 80. Ed anche l’esito finale sarà lo stesso. Siamo andati in Afghanistan senza la minima prova di un legame fra Bin Laden ed i fatti dell’11 settembre. In tale situazione, tutta l’attuale politica US è un pretesto per attaccare l’Iraq. Gli uomini che controllano la Casa Bianca, personaggi quale H. Kissinger e Z. Brzhezinsky, gli stessi che finanziarono l’estremismo islamico contro l’URSS, tentano una fuga in avanti per ritardare il crollo del sistema economico che l’Argentina ha preannunciato. Per fare ciò, questi uomini vogliono creare una spirale di guerre, un conflitto di civiltà. Bombardando l’Iraq, sarà l’insieme del mondo arabo a sentirsi aggredito. Ma l’Iraq non sarà un osso facile. E per questo che a Washington stanno parlando di rivedere le dottrine d’impiego della bomba atomica.

EdB Sono note anche le sue tesi non troppo ortodosse sull’attuale crisi israelo-palestinese…
LL Israele, sotto la guida di spostati quale A. Sharon, legati a doppio filo con Kissinger e Brzhezinsky, è funzionale a questo processo. Ciò che stanno facendo contro i palestinesi non è altro che la tattica usata dai nazisti contro l’insurrezione di Varsavia. Il modo migliore per fare infuriare ancora di più gli arabi. A quel punto sarà Israele ad usare la bomba atomica. Con la crisi senza precedenti che ne seguirà il sistema politico americano diventerà una dittatura. Bush è un pover’uomo. Egli non fa altro che pronunciare discorsi che gli vengono scritti da altri, senza comprenderne il significato e le possibili conseguenze.

Ed Quale può essere il ruolo dell’Europa in tutto questo ?
LL L’Europa può indicare l’alternativa all’attuale situazione economica. L’unica via d’uscita da questa crisi totale è l’avvio da parte dell’Europa di una politica di grandi infrastrutture continentali che attraverso la Russia e lo spazio ex-sovietico colleghi la sua economia a quelle della Cina, dell’India ed del Medio Oriente. L’Europa ed il mondo hanno un interesse vitale in questo progetto di ponte eurasiatico. Questa è la sola via per innescare una spirale di crescita economica reale e eliminare la prospettiva della “guerra di civiltà”.

EdB Lei si è già presentato più volte alle presidenziali rimanendone sempre escluso. Cosa le fa pensare che nel 2004 sarà diverso ?
LL Innanzitutto, dobbiamo chiederci se vi saranno elezioni nel 2004. Ripeto qui stiamo andando verso una dittatura. E poi, in ogni caso, io sento che questo è il mio compito innanzi al mio popolo e lo porterò avanti fino alla fine.
discussione chiusa  condividi pdf