breve di cronaca
Quindicenne si uccide a scuola per un brutto voto in inglese

LEGNANO (Milano) — Una verifica andata male. Un brutto voto, che gli avrebbe abbassato la media in quell'unica materia per la quale non aveva avuto la sufficenza in pagella. Pare proprio non ci siano altre motivazioni per spiegare il tragico gesto di un quattordicenne, che ieri mattina ha deciso di togliersi la vita gettandosi dal terzo piano dell'edificio di via Gorizia che ospita il liceo scientifico «Galilei».
L'unica insufficienza
Francesco, che frequentava la prima C, avrebbe compiuto 15 anni il prossimo 4 aprile. Si era iscritto al liceo dopo gli studi alle medie Bonvesin de la Riva: era uno dei più bravi, cordiale, brillante, che era stato scelto dai compagni per essere il loro rappresentante di classe. E sono stati proprio i suoi compagni, appena suonata la campanella dell'intervallo, a rincuorarlo per quella verifica non riuscita alla perfezione. Francesco però si sente ferito e umiliato: il suo era il voto più negativo dell'intera classe. Come giustificarlo ai genitori? E a se stesso?
Al suono della campanella la classe si svuota in un attimo: Francesco no. Rimane al suo banco, deluso, ferito. E' in quei pochi attimi che decide di uccidersi. Appoggia una sedia alla finestra, che era stata aperta per ospitare i raggi di una calda mattinata primaverile. Prende la rincorsa, sale sulla sedia, un piede sul davanzale, poi, davanti a lui, solo il vuoto. E' questa la drammatica seguenza che vede dalla porta dell'aula un amico di Francesco, che era tornato per parlargli.
Il precedente
L'emozione è forte e segna i volti di tutti, studenti e docenti. La morte di Francesco viene costatata da un medico che, nelle vesti di genitore, stava parlando con alcuni insegnanti. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Ilda Boccassini, vengono avviate dalla polizia: si cercano motivazioni diverse da quella del brutto voto, ma non si trova nulla. Sul diario del ragazzo, oltre alle indicazioni dei compiti e dell'orario di lezione, ci sono solo alcune poesie, alcune dediche alla ragazza del cuore con la quale, hanno confidato gli amici e la sorella, non aveva avuto di recente alcuno screzio.
E' il secondo suicidio in pochi mesi di uno studente del «Galilei». A luglio, pur dopo aver saputo della promozione in terza, per un diverbio in famiglia si era suicidato un diciassettenne. «Il suicidio, con gli incidenti stradali, è fra le prime cause di morte degli adolescenti», spiega Agostino Contini, responsabile del dipartimento di Salute mentale dell'Azienda ospedaliera di Legnano. «Non ci si ammazza per un insuccesso scolastico — dice —. Questo è certamente un fattore precipitante di un disturbo depressivo. Ci saranno stati segnali indicatori non colti. E' comunque difficile discriminare eventuali stati mentali dai malumori dell'adolescenza, che è una età di transizione».

Giovanni Chiodini


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