Un documento da Frosinone
un gruppo di docenti - 18-02-2005
Il giorno 15 febbraio 2005, presso l’IPSIA “G.Galilei” un gruppo di docenti di diversi Istituti Tecnici e Professionali della provincia di Frosinone ( ITCG di Anagni; ITIS di Frosinone; ITC di Frosinone; IPSIA di Isola del Liri; IPSCC di Sora; IPSS di Frosinone; ITG di Ferentino; IPSIA di Frosinone; IIS di Alatri; ITPSCT di Ferentino; ISA di Anagni; IIS di Arpino; Agenzia provinciale di Frosinone), dopo ampia discussione su quanto la Riforma Moratti prevede per la scuola di domani e sui nebulosi scenari che la stessa disegna,

nel sostenere che la qualità di un sistema scolastico si giudica dalla sua capacità:

  • di offrire proposte di Istruzione differenziate e di saper leggere, decodificare e gestire il cambiamento delle aspettative delle famiglie, dei ragazzi e delle ragazze

  • di fornire risposte adeguate, in termini di conoscenze e competenze a quanto la società cognitiva richiede

  • di promuovere conoscenze e senso critico, dotando tutti e ed ognuno di strumenti culturali capaci di durare nel tempo, di bussole per orientarsi ed affrontare scelte, compiti e responsabilità

  • di non ridurre la propria complessità e ricchezza che si sostanzia nella diversificata offerta formativa

  • di non disperdere quanto nella scuola reale si è fatto fino ad oggi, soprattutto per le fasce deboli

  • di credere e porre come presupposto imprescindibile che la “Scuola” deve essere l’unico luogo dove i ragazzi e le ragazze, fino a 18 anni, devono crescere, istruirsi e formarsi

  • di credere che lo “Stato” debba garantire il diritto allo studio di tutti ed ognuno e che il frantumare competenze, compiti e ruoli generi come naturale conseguenze disparità e disuguaglianze

  • di delineare un progetto, di investire risorse, di mettere in campo le migliori esperienze ed intelligenze al fine di combattere la dispersione scolastica e di evitare di risolvere il problema relegando i “dispersi” in un canale separato e subalterno


ritiene necessario:

  • che si delinei un altro progetto di “scuola secondaria”, diverso da quello definito dalla bozza di decreto legislativo presentata alla discussione, che, partendo dal principio costituzionale del valore di decondizionamento sociale dell’istruzione, garantisca più scuola per tutti, lasciando ai singoli la scelta di percorrere il “cammino di apprendimento” più confacente alle attitudini, agli interessi ed alle aspettative di cui è portatore

  • che sia ripensato integralmente il concetto di “pari dignità” delineato dalla bozza di decreto che non può assolutamente essere racchiuso in una logica che vede i soggetti canalizzati verso i licei oppure verso la formazione professionale

  • che si rifletta, se effettivamente si vuole intervenire per migliorare la scuola e i risultati della stessa, sulle riforme e sugli interventi fino ad ora fatti (come ad esempio la cancellazione degli esami di stato, sostituiti di fatto da un ennesimo consiglio quadrimestrale; la cancellazione dell’organico funzionale, la riduzione delle risorse professionali e finanziarie alle scuole, la riduzione del tempo scuola per tutti, la canalizzazione delle poche risorse disponibili alla realizzazione di sperimentazioni non monitorate e valutate) e si apra un discussione vera nella scuola

  • che il sistema dei tecnici e dei professionali mantenga il proprio assetto e la propria dignità come sistema di opportunità formative di diversa durata e con caratteristiche di “terminalità”

  • che i curricola dei percorsi tecnici e professionali siano caratterizzati
    a) da attività e strategie centrate sul soggetto che apprende e sul learning by doing come metodologia di intervento
    b) da attività laboratoriali, perno ed elemento portante dell’apprendimento
    c) da un forte legame con il territorio relativamente alla domanda di formazione
    d) da percorsi “formativi” che sappiano coniugare i saperi dichiarativi con i saperi operativi finalizzati a formare competenze alte

  • che i passaggi tra i sistemi avvengano attraverso non il computo e lo storno delle discipline, ma con l’individuazione delle “competenze chiave” richieste dai diversi sistemi di Istruzione

  • che sia data la possibilità a tutti coloro che operano nella scuola e per la scuola, attraverso la creazione di un “polo di ricerca”, di evidenziare tutte quelle risorse, esperienze ed intelligenze, che sono patrimonio vivo della scuola italiana, al fine di elaborare un programma volto a migliorare e potenziare il sistema scuola, perservandone, seppur nella specificità territoriale di appartenenza, il carattere nazionale ed unitario.

    interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

     Ipsar Alghero    - 03-03-2005
    Condividiamo pienamente il vostro documento, e da parte nostra stiamo promuovendo iniziative quali un coordinamento regionale degli Ipsar e un incontro con gli amministratori regionali per discutere sulla riforma della Istruzione professionale. Il nostro obiettivo è di convincere il nostro Governatore Soru a farsi da portavoce delle legittime esigenze della scuola pubblica, pilastro dello sviluppo culturale, sociale ed economico del paese e ad adoperarsi per la richiesta di referendum abrogativo della legge di riforma Moratti.
    CREIAMO UN COORDINAMENTO NAZIONALE!!