Perché oggi difendiamo la scuola pubblica
Alba Sasso - 15-02-2005

Con l'incontro di oggi (15 febbraio alle ore 17 all'Hotel Exelsior, al quale parteciperà Nichi Vendola) il mondo della scuola pugliese, insieme alle forze sindacali, associative, ai partiti, alle forze istituzionali, sulla base di un documento, ancora in progress, intende indicare le questioni, gli obiettivi e le finalità di un progetto per l'istruzione, alternativo rispetto alle politiche portate avanti dal centrodestra nel Paese e nella nostra Regione. "È necessario- si legge nel documento - un segnale forte e chiaro della volontà di cambiare rotta". Ed è anche necessario costruire dal basso un percorso e un progetto. "La scuola - si dice ancora nel documento - ha mostrato di non accettare riforme calate dall'alto. Il nostro progetto, invece, intende partire dal patrimonio di competenze accumulato dalle migliori esperienze della scuola e vivere nel confronto con tutti i soggetti che quotidianamente vivono e operano nella scuola e per la scuola. E il programma dell'intero centrosinistra dovrà necessariamente fondarsi su idee e su valori irrinunciabili e condivisi: la scuola pubblica come luogo in cui si formano i cittadini del domani e nel quale si garantisce lo sviluppo della coscienza critica; il diritto di tutte e di tutti a un'istruzione di qualità e alla formazione lungo tutto l'arco della vita. Un diritto negato dal progetto di scuola del centro-destra, che rinuncia al ruolo di decondizionamento sociale dell'istruzione per acquisire la fisionomia e l'identità di luogo in cui le differenze di censo e di classe vengono confermate e cristallizzate. In primo luogo attraverso la riduzione dell'obbligo di istruzione. A fronte di questo progetto, che corrisponde a una precisa idea di società, abbiamo tutte e tutti il dovere morale di opporre un secco no, e in particolare le forze politiche che si assumono la responsabilità di guidare il paese"... "La cosiddetta riforma Moratti è inemendabile, e va perciò cancellata". Basti pensare alle recenti ipotesi, relative alla secondaria superiore. Mentre il decreto, quello sul ciclo secondario superiore non è ancora stato reso ufficiale, si richiede l'approvazione di altri due decreti relativi alla scuola secondaria. Quello che sostituisce l'obbligo di istruzione, previsto dalla Costituzione, col più labile e aleatorio concetto di diritto-dovere e quello che prefigura l'alternanza scuola-lavoro come percorso alternativo e separato. Insomma si ripropone una scuola dove i percorsi previsti non hanno, di fatto, pari dignità. E questa scelta sta producendo anche nella nostra regione incertezza e fuga dagli istituti professionali. Non vogliamo certo che tutto rimanga così com'è nel sistema della secondaria superiore e nel sistema della formazione professionale e siamo i primi sostenitori della necessità di una riforma e di una ristrutturazione complessiva del settore.

L'articolo è pubblicato su Repubblica, Bari

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 ilaria ricciotti    - 15-02-2005
Condivido pienamente quanto esposto dall'On.Alba Sasso. E' ciò che molti di noi dubbiosi attendevano. Ora abbiamo le prove che se vincerà il centro sinistra la riforma moratti VERRA' CANCELLATA.
A me bastano queste dichiarazioni.

 gp    - 16-02-2005
(...)"La cosiddetta riforma Moratti è inemendabile, e va perciò cancellata (...)".

Così scrive l'ufficio stampa dell'Onorevole e non ho alcun motivo di dubitare che ciò corrisponda al vero.

Quello che mi chiedo è: Come? ... con quali "strumenti" legislativi?

Con quali "tempi" - quelli "biblici" della politica mentre la scuola reale - nel frattempo - langue nell'incertezza? - e con quali alleanze?

Forse quella con lo "statista" di Ceppaloni?

Sono, quasi, certa che questa mia nota resterà - come sempre - lettera morta ma colgo l'occasione per ricordare ai politici (e ai sindacalisti di professione) che scrivono su questa news l'iniziativa referendaria promossa, tempo fa, da uno dei cinque sindacati rappresentativi del comparto scuola con la quale si invitano i presidenti delle Regioni (ne bastano cinque) a farsi promotori, presso i rispettivi Consigli regionali, di un referendum abrogativo della legge n. 53/03 (la, cosiddetta, riforma Moratti).

Quale migliore occasione di un referendum per "estendere" alla società civile il dibattito sul futuro della scuola pubblica che - altrimenti - resterebbe esclusivo appannaggio della politica?

Il partito della Sasso - nell'auspicabile caso di vittoria di Nicki Vendola alle prossime elezioni regionali - è disposto ad impegnarsi, fin d'ora, in tal senso?