Contrordine, compagni….
Pino Patroncini - 15-01-2005
Se il povero Giovannino Guareschi fosse ancora vivo ne avrebbe di materiale per le sue vignette sui “trinariciuti” che devono all’improvviso cambiare linea! Solo che dovrebbe cambiare anche l’obiettivo della sua satira e mettervi al centro anziché il rigido militante del PCI la nuova Destra che governa il Paese, che in quanto a ordini e contrordini non è seconda a nessuno.

L’ennesimo esempio lo abbiamo avuto giovedi scorso nella cosiddetta audizione sulla riforma della secondaria superiore. I sindacati convocati non si sono trovati ad un tavolo di confronto ma ad un comizio con 200 persone comprendenti l’universo mondo, non escluse le associazioni di caccia e pesca e i quattro gatti del club del ramino, i quali magari sono pure intervenuti pretendendo di rappresentare, che so, i dirigenti scolastici e magari per invocare il ritorno del latino. Ma di fronte a cotanto pubblico e ai pavoneggiamenti dei vertici ministeriali, tutti schierati (in rivista,è proprio il caso di dire) chi si aspettava il testo del decreto ha dovuto subire un’amara delusione, o, meglio, un’amara prolusione della nostra ministra la quale tra voli retorici e voli pindarici è riuscita fornire un’altra versione ancora del progetto, di cui solo pochi giorni fa era stata fatta circolare una bozza del tutto diversa.

Quali sono dunque le principali novità che escono da questo “incontro” rispetto alla bozza già nota?

Prima di tutto gli orari dei licei: non più 30 ore obbligatorie + 3 facoltative nei licei senza indirizzi o e 33+3 in quelli con (artistico, economico, tecnologico), bensì 27 obbligatorie + 3 opzionali nei primi bienni dei licei senza indirizzi e di 28 obbligatorie + 3 opzionali + 3 facoltative nel secondo biennio e un ultimo anno con 25 ore obbligatorie + 3 opzionali + 2 facoltative. Nei licei con indirizzi invece ognuno va per conto proprio. Così nel liceo economico avremo 27 obbligatorie + 3 opzionali nel primo biennio, 27 obbligatorie + 6 opzionali + 3 facoltative nel secondo biennio e 25 + 5 + 3 all’ultimo anno. Nel liceo tecnologico avremo 27 + 3 nel primo biennio e 25 + 8 +3 negli ultimi tre anni. Nel liceo artistico 27 + 6 nel primo biennio e 30 + 3 + 3 negli ultimi tre anni.
Tenendo conto che nelle ore opzionali giocano le discipline tecniche di indirizzo, assistiamo dunque ad un relativo rafforzamento di queste ultime, ma nel quadro di un abbassamento maggiore dell’orario obbligatorio, che è quello su cui si costruirà l’organico di diritto.

Seconda novità è la crescita degli indirizzi del liceo tecnologico. All’inizio dovevano essere solo sei, poi sono diventati sette e adesso salgono a otto. Si aggiunge infatti l’indirizzo trasporti. Cosa sia si capisce poco tanto le discipline sono generiche nella loro dizione (tecnologie informatiche, processi tecnologici, geografia commerciale, organizzazione dei servizi e normative). Un nuovo indirizzo? O un contentino a nautici e aeronautici? Comunque gli indirizzi del tecnologico a questo punto saranno: meccanico, elettrico-elettronico, agrario, informatico-comunicazioni, sistema moda, chimico-biochimico, territorio e costruzioni e, per l’appunto, trasporti.

Altra novità è la scomparsa del latino dal curricolo obbligatorio. A questo punto il Miur non sembra aver tenuto conto del prodotto di quanti hanno lavorato agli OSA (obiettivi specifici di apprendimento) e tutt’al più si può pensare che il latino venga lasciato come opzione nel biennio nelle tre ore che possono essere dedicate anche ad un’area linguistico-espressiva. Latino resta naturalmente nel classico e nello scientifico, ma con un’ora in meno nel biennio iniziale, così come greco nel classico.

Meno ore anche per educazione fisica, ridotta da due a una, in tutte le classi e in tutti i corsi. Con una compensazione ( o una consolazione) dell’istituzione di un’area di scienze motorie nelle tre ore opzionali dei primi due anni dei licei con indirizzi e nei primi quattro di quelli senza.

Quinta novità è appunto la presenza di queste tre ore opzionali, corrispondenti a scelta alle aree linguistico- espressiva, matematico-scientifica e di scienze motorie, nei bienni iniziali di tutti i licei e nei secondi bienni dei licei senza indirizzi.

L’ultima novità riguarda l’attivazione del tutto. Resta fermo l’anno scolastico 2006-07 per l’attivazione dei nuovi percorsi liceali e quindi non si dice apertamente se tutti gli istituti tecnici diventeranno licei ( il ministro nella sua prolusione ha riferito i nuovi licei più alle sperimentazioni già esistenti che ai vecchi ordinamenti), mentre non si parla più di istruzione professionale che passa le regioni ma si sua la perifrasi “percorsi professionalizzanti statali” e si aggiunge “secondo modalità e tempi definiti da un DCPM”. E’ segno che le prime reazioni all’ipotesi che nel 2006 iniziasse il passaggio dell’istruzione professionale alle regioni hanno sortito qualche effetto. Ma il Miur non demorde e pensa solo di addolcire la pillola con alcuni eufemismi.

Tutto più chiaro dunque? Neanche per sogno!
Tutto ciò non sta scritto su un testo codificato e neppure su una bozza, ma su lucidi utilizzati per l’illustrazione. La bozza sarà pronta lunedì e chissà se sarà identica alle cose che sono state dette.
La politica dei “ballons d’essai” non finisce qui.


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 ilaria ricciotti    - 19-01-2005
Gli ordini ed i contrordini ormai sono la regola. Non c'è da meravigliarsi! Ciò che al contrario mi meraviglia è che il termine scuola sembra essere scomparso in chi dovrebbe informare sui suoi sviluppi. Mi riferisco in primis agli organi di stampa, ai sindacati, ai partiti.
E' doveroso che questi ultimi richiedano spazi nei mass media, specialmente nella radio o nella TV di stato.