La scuola pubblica si difende
Scuola Futura - MCE - 14-01-2005
La scuola, solo la scuola pubblica, voglio dire proprio solo i 14 mila edifici della scuola pubblica, possono essere qui in Italia i luoghi del sapere e del recupero delle disuguaglianze intellettuali e sociali.” Tullio De Mauro

A quasi un anno dall’approvazione del decreto 59, quello che riguarda la scuola di base, proponiamo una riflessione su alcuni passaggi di questo progetto.
Una riflessione che si rivela urgente anche perché siamo di fronte ad una incalzante offensiva da parte di tutti gli apparati dirigenziali della scuola (ministero, direzioni regionali, dirigenti scolastici) che, con modalità diverse, cercano di accelerare l’applicazione del progetto.
Abbiamo così pensato di chiedere ad alcuni studiosi, figure di tutto rilievo del mondo pedagogico e culturale italiano, una riflessione sulle parole chiave di questa riforma.
Tre lezioni per riuscire a padroneggiare quei riferimenti teorici e culturali che riteniamo indispensabili per difendere la scuola pubblica. Perché il nostro intento è proprio quello di difendere la scuola pubblica e le funzioni democratiche e sociali che ad essa vengono affidate dalla Costituzione.

Cominceremo dal portfolio.
Uno strumento di stampo aziendalista che è stato forse un po’ sottovalutato all’inizio del dibattito sulla riforma, ma che nei fatti si è rivelato uno strumento strategico per l’attuazione di quell’idea di scuola di cui è portatrice la Moratti.

Il tutor è il secondo argomento di riflessione che abbiamo scelto.
Il tutor come anticamera del ritorno al maestro unico, che dimostra una volta di più la forte attenzione al risparmio della riforma senza alcun valido supporto né della comunità scientifica né dell’esperienza di 20 anni di collegialità che, pur con fatiche, hanno permesso alla scuola elementare di compiere un percorso di crescita e sviluppo.

Infine il terzo tema, quello che, in un certo senso, li comprende tutti.
Il nucleo teorico di tutto l’intervento riformatore e che ispira l’idea di scuola di questo ministro, di questo governo. Parliamo delle Indicazioni Nazionali per i piani di studio personalizzati, che intendono spostare il baricentro complessivo della scuola pubblica italiana: da una scuola che valorizza le diversità ad una che favorisce la disuguaglianza.
Dal fare insieme al fare da soli. Da una scuola che mette tra i suoi valori fondanti la cooperazione ad una che fa della competizione la sua carta vincente.
I relatori, col loro contributo, ci aiuteranno a districarci tra questi temi e gli intrecci culturali, filosofici e pedagogici che li legano gli uni agli altri.



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 ilaria ricciotti    - 14-01-2005
Che leggano bene i sostenitori della scuola della disuguaglianza se si è in grado di proporre qualcosa di diverso da quanto propinato da questo governo in merito a tale tema!!!!!!!
La scuola della diversità , fonte di ricchezza, va assolutamente salvata, difesa da un attacco che non ha precedenti.
I tre punti evidenziati vanno analizzati e smontati ad uno ad uno. Essi tra i tanti altri lacci e legacci sono la causa di uno sfascio che molti insegnanti, unitamente a genitori e studenti stanno attribuendo a questa scuola "riformata" MALE, anzi MALISSIMO.
Buon lavoro ai partecipanti!

 ilaria ricciotti    - 21-01-2005
E' ora che gli operatori della scuola si rifacciano sentire,
non è tempo di sonnecchiare e di dormire!!!
Chi dorme non piglia pesce,
e dalla scuola pubblica esce.
Vedete un po' voi!!!!!!!!!!!!!!!!!