I 30 punti della discordia
Giancarlo Fullin - 13-03-2002
Comunicato stampa


A proposito dei 30 punti - Quale formazione dei docenti per quale scuola?

D¹improvviso sindacati della scuola e stampa scoprono che esistono le SSIS, le Scuole interateneo di Specializzazione postuniversitaria per la formazione degli Insegnanti della scuola Secondaria, istituite a partire dall¹anno accademico 1999-2000 (D.M. n. 460 - 24 novembre 1998) , il cui diploma finale è titolo direttamente abilitante all¹insegnamento (Legge n. 306 - 27 ottobre 2000).

Una novità assoluta:
- nella formazione dei docenti, del tutto inesistente nella tradizione universitaria italiana;
- nel conseguimento dell¹abilitazione, da sempre affidata - secondo norma - al superamento di mega concorsi ordinari a cattedra (dotati di ben poche cattedre ma abilitanti gran parte delle centinaia di miagliaia di partecipanti); nella realtà - a ricorrenti corsi abilitanti riservati al personale in servizio, precario e non.

Una novità che, dopo aver coinvolto decine di realtà universitarie in tutto il paese e migliaia di specializzandi, non si sa perché sparisce dal Disegno di legge Moratti, che affidala formazione degli insegnanti ad un inesistente secondo livello di laurea specilistica e ad un biennio di servizio nelle scuole con contratto di formazione e lavoro (sic!).

Non è tuttavia per questa stranezza politico-legislativa - che annulla l¹esistente e attribuisce alle facoltà universitarie competenze inesistenti - che si è improvvisamente scoperta l¹esistenza delle SSIS.
L¹occasione è stata data invece dalla riapertura delle graduatorie provinciali permanenti per gli incarichi di insegnamento e dal riconoscimento, nelle stesse, di 30 punti aggiuntivi agli abilitati SSIS.

Un problema di tutto rispetto, in quanto ha a che vedere ­ come è fin troppo facile capire - con le opportunità di lavoro, sempre più scarse nella scuola italiana, del cui ridimensionamento - in termini di costi e di organici - e della cui ridefinizione - in termini di contenuti e finalità - non si riesce a vedere la conclusione.
Ecco allora che alcuni sindacati della scuola, Snals e Gilda in testa, raccogliendo lo scontento di un precariato senza conclusione anch¹esso, si sono fatti portatori di un ricorso nazionale al Tar del Lazio contro i 30 punti di recente (D.I. n. 268 - 4 giugno 2001) riconosciuti agli abilitati SSIS.
Il nome SSIS si è così finalmente meritato l¹onore di comparire all¹opinione pubblica delle cronache locali, alla quale i ³sissini² sono stati additati come immeritatamente privilegiati rispetto agli altri abilitati, ordinari e riservati.

Difficile dire se 30 punti sono troppi, pochi o giusti per:
- due anni di scuola di specializzazione con frequenza obbligatoria (1200 ore);
- una decina di insegnamenti e di esami di area comune ai vari indirizzi (pedagogia, didattica, psicologia, sociologia, politica organizzazione e legislazione scolastica, logica e filosofia della scienza, ecc.);
- una serie di indirizzi e di esami specialistici capaci di coprire tutte le abilitazioni all¹insegnamento;
- didattiche e laboratori disciplinari e multidisciplinari;
- 300 ore di tirocinio diretto e indiretto, valutate in sede di esame, condotte:
- sotto la supervisione di docenti in servizio reclutati dalla scuola secondaria mediante concorso,
- sotto la guida di docenti accoglienti in servizio presso le scuole convenzionate con l¹università;
- un esame finale di specializzazione con prova scritta ed orale
- la produzione e la discussione di una tesi in forma di progetto didattico disciplinare .

Più difficile però, difendere modalità di formazione e di reclutamento del personale docente che hanno segnato profondamente la scuola italiana, e non certo in positivo.

Se lo si ritiene legittimo, si ricorra dunque contro i 30 punti riconosciuti agli abilitati SSIS .
Non ci si sottragga però alla necessità di affrontare la questione di quale formazione dei docenti per quale scuola, questione che le SSIS hanno avuto il merito di aprire e di sperimentare per la prima volta nel nostro paese (). E non ci si sottragga alla necessità di intervenire e di prendere posizione nel merito del Disegno di legge Moratti.

Giancarlo Fullin
Responsabile Ufficio Stampa QUALE SCUOLA?"
SSIS Veneto

discussione chiusa  condividi pdf

 Giuliano    - 19-03-2002
In linea di principio sono d'accordo con quanto lei dice, ma puntualmente anche le migliori intenzioni spesso producono sperequazioni, in questo caso nei confronti di un precariato che aveva maturato sul campo esperienza, purtroppo, è vero, spesso sulla pelle dei ragazzi. Ma la responsabilità di questo va imputata al legislatore. Venedo nel merito dei corsi biennali di specializzazione, lei è per caso a conoscenza del fatto che oltre ai 30 punti della discordia, molti "sissini" , con quattro esami, in alcuni dipartimenti universitari dati all'acqua di rosa, hanno avuto l'opportunità di essere abilitati anche all'insegnamento del Sostegno. Inoltre le dovrebbe risultare che un diploma polivalente di sostegno, veda quello organizzato a Modena, e anche quelli frequesntati precedentemente secondo quanto previsto dalla Legge 104/92 , constano di una frequentazione, se ben ricordo, di corsi polivalenti di ben 1500 ore altrettanto impegnativi di quelli sostenuti appunto dai "sissini", ma non abilitanti e tantomeno valevoli ai fini del punteggio in altre classi di concorso. Una vera e propria ingiustizia, questa, nei confronti degl insegnanti di sostegno che hanno sostenuto apunto specifici corsi polivalenti peraltro non abilitanti. L'eliminazione della quarta fascia ha inoltre creato sperequazioni per quegli insegnanti abilitati in concorsi riservati, illusi finalmente di poter regolarizzare, dopo tanti anni di servizio, la loro posizione. In tal senso, poi, una non minore ingiustizia è stata perpetrata nei confronti di coloro che hanno sostenuto l'abilitazione ordinaria. Non dimentichiamo poi che molti dei cosidetti "SISSINI", quelli della prima e seconda ondata, si sono riversati sui biennali per non aver superato il concorso ordinario. Per concludere, l'attuale governo sul precariato è giunto alla quadratura del cerchio, dividento con una mirabile operazione una "categoria", quella degli insegnanti, già fin troppo divisa, con una ricaduta estremamente negativa sulla scuola pubblica. Così, mentre ci si affanna a predisporre ricorsi su ricorsi, a mio avviso legittimi ma inconcludenti perchè questo governo procede per delega e fa ciò che vuole come nelle peggiori dittature, non si ha il tempo di convogliare le proprie forze su obiettivi più nobili, quali la difesa della scuola pubblica dagli attacchi di una destra arrogante e reazionaria. Dubito che in uno Stato in cui l'illegalità è diventata la norma, un corso biennale per insegnanti possa innalzare la qualità e la professionalità dei docenti. Queto tutalpiù potrà riuscire alle sentinelle della Moratti, mi riferisco alle/agli insegnanti di religione che avranno la possiblità di entrare in ruolo e chiedere il passaggio su classi di concorso, oltre, naturalmente, agli insegnanti che hanno prestato servizio presso le scuole parificate, secondo criteri di arruolamento trasparenti.
Prof. Giuliano Spignoli