Aggressione squadristica
Pierluigi Nannetti - 05-01-2005
Mario Luzi ha subito e sta subendo una vera e propria aggressione squadristica, per aver espresso una sacrosanta opinione sulla vicenda del treppiede lanciato da un turista contro Berlusconi. Condivido pienamente l'opinione di Luzi, che ha visto nell'episodio qualcosa di molto simile alle reazioni di Mussolini dopo l'attentato del gennaio 1925. Addirittura c'é già chi propone nuove leggi, che inaspriscano le pene previste dall'attuale codice penale in episodi simili. E c'é perfino chi, senza la minima vergogna, propone di destituire da senatore lo stesso Luzi (e meno male che non hanno alcun appiglio giuridico!). Ma al di là di tutto questo, tutta la canea inscenata da personaggi, che, quanto a spessore culturale (e meno che mai quanto a decenza ed onestà personale), non sono nemmeno minimamente paragonabili allo stesso Luzi, ha il cattivo odore di una vera e propria *aggressione squadristica*.
Possibile che nessuno lo dica con forza? E non mi riferisco tanto alla nostra lista, ma ai grandi leaders del centro sinistra o, come si chiama adesso?, della ......GAD?....., cosa che mi fa impressione solo a pronunciarne il suono. Si tratta di un reticente silenzio ancora inquadrabile nella scelta del rifiuto di affrontare Berlusconi sul terreno dei grandi principi morali? Mah!!!!! Avete qualche altra spiegazione?


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 ilaria ricciotti    - 05-01-2005
E la bontà del premier nei confronti del suo aggressore come la spieghi?
E' un gesto proprio "degno" di un GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Soltanto chi è" saggio, buono ed usa il perdono contro chi ti ha fatto del male", non richiedendo il rispetto di regole, ma accettando le scuse del suo aggressore è davvero un GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' "ER PIU", non cè che dire.
Ma, dovrebbe essere lo stesso magnanimo con i magistrati che lo hanno accusato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Dovrebbe perdonare anche tutti quei "faziosi comunisti" che sparlano contro di lui , perchè non hanno altro da dire al popolo italiano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Grazie, o GRANDE imperator per le varie lezioni che ci propini quotidianamente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Passerai alla storia come un GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 Emanuela Cerutti    - 05-01-2005
Trascrivo una poesia tra le molte di Mario Luzi; una le cui parole si fanno strada nella nebbia di certe giornate e di certi eventi e ci fanno davvero chiedere che luogo è questo? Il suo richiamo finale "Devi crescere: crescere in amore e in saggezza" sembra una promessa: sapremo realizzarla?

Tra notte e giorno

"Che luogo è questo?" mormora tra il sonno il mio compago
scuotendosi al sussulto
del treno fermato in aperta linea.
"E' un luogo verso Pisa" rispondo
mentre guardo nella profondità grigia il viola
cinerino dei monti affondare nel colore dell'ireos.
Una tappa del lungo andirivieni
tra casa e fuori, tra la tana e il campo,
rifletto io pensando a lui
che spesso parla della nostra vita
come del lavorio d'un animale strano tra formica e talpa.
E ancora dev'essere un pensiero
non dissimile da questo
che muove ad un sorriso
colpevole le labbra
di lui riverso con la testa contro lo schienale in quest'alba.
O morire o piegarsi sotto il giogo
della bassezza della specie, leggo
in quel viso servo e ghiotto,
fiducioso della buona sorte
dell'anima e, perché no, della rivoluzione inesorabile ch'è alle porte.
"Anche tu sei nel gioco,
anche tu porti pietre
rubate alle rovine
verso i muri dell'edificio" penso;
e penso ad un amore più grande del mio
che vince questa ripugnanza
e insieme a una saggezza più perfetta che prende il buono
e per il buono chiude un occhio sul corrotto e il guasto.
Fugge, fuoco di rondine
saettato dalla pioggia,
si spenge alto
il grido del ferroviere che dà il via
al convoglio impigrito tra l'erba folta.
"Devi crescere: crescere in amore
e in saggezza" m'intima quel viso
disfatto che trasuda in questa luce di giorno incerto.


Tratta da Testimone del Tempo


 Grazia Perrone    - 05-01-2005
Che ci sia stato - da parte di autorevoli esponenti post fascisti della compagine governativa - un tentativo di strumentalizzazione, di matrice autoritaria, del gesto "bosconiano" mi sembra ben evidenziato dall'intervento di Nino Condorelli che riporto senza commento.



Caso Dal Bosco : sintomatiche e allarmanti le reazioni della CdL
di Nino Condorelli *

Le reazioni di alcuni uomini di Governo e di esponenti della Maggioranza alle decisioni de libertate del Giudice per le indagini preliminari di Roma nei confronti di una persona arrestata con l'accusa di lesioni volontarie in danno del Presidente del Consiglio costituiscono una anticipazione esemplare, ancorché di gravità inaudita, di quanto potrebbe accadere nel caso in cui il disegno di asservimento della Magistratura e di sottoposizione del PM all'Esecutivo dovesse andare in porto.

Straparlando su una presunta "mancata convalida dell'arresto" (evidentemente confusa con le misure cautelari), ed invocando "una visitina di ispettori ministeriali" al magistrato presunto responsabile di "provvedimenti che fanno vomitare", un Ministro della Repubblica ha infatti fatto intendere chiaramente quale tipo di giustizia si stia progettando, e quali funzioni si intende ad essa assegnare dopo che sarà portata a termine l'opera di completa manomissione della Costituzione, in parte già intrapresa, ed in parte preannunziata tra l'altro dal Ministro della Giustizia (appartenente allo stesso partito politico del primo).

Fino ad oggi, infatti, come conseguenza inevitabile di una impressionante serie di interferenze politiche su processi in corso o addirittura su decisioni e sentenze già pronunziate dai Tribunali italiani nei confronti di imputati con ruoli di primo piano, o addirittura assoluti protagonisti nella vita del maggior partito al Governo, di fronte al grandinare di leggi-fotografia tutte mirate a cancellare le condanne già pronunciate e/o a impedire la celebrazione stessa dei processi, l'attenzione dell'opinione pubblica o almeno dei commentatori non cooptati nel partito-azienda, è stata attratta sulle conseguenze devastanti in termini di impunità diffusa e di vanificazione del controllo di legalità.

Ora invece, con quest'ultima vicenda, deve risultare ancor più chiaro a tutti che la Controriforma, con la sostituzione (pur fermamente stigmatizzata dal Presidente della Repubblica) dei poteri del Ministro a quelli assegnati dalla Costituzione al Consiglio Superiore della Magistratura, e le future modifiche costituzionali sull'assetto del P.M., mirano non solo a proteggere i potenti che eventualmente delinquono, fornendo loro comodi salvacondotti, ma anche ad usare la magistratura come una clava, e se del caso ad impartire, anche con la carcerazione preventiva, pesanti ed "esemplari" lezioni "educative", a prescindere da leggi e commi, così ridotti ad inutili orpelli.

Se quindi non si tratta "soltanto" di garantire l'impunità di alcuni, ma anche di mettere in pericolo la libertà personale di ogni altro cittadino eventualmente inviso al Potere, la minaccia dell'azione ministeriale contro i fondamentali poteri di garanzia della magistratura giudicante in materia di custodia cautelare costituisce una gravissima e definitiva rottura delle regole fondamentali dell'ordinamento giuridico di un moderno Stato democratico.

* magistrato, segretario nazionale del Movimento per la Giustizia

 Pierangelo    - 05-01-2005
Segnalo da Repubblica del 5.1.2004

L´AMACA
di MICHELE SERRA

Le dichiarazioni di Mario Luzi hanno riaperto, a destra, un´antica ferita: la sbigottita coscienza di contare poco nel mondo della cultura, tanto da dedurne, ogni volta, che qualcosa di storto e di ingannevole deve avere determinato una così iniqua ripartizione nelle accademie, nei rettorati e financo tra i senatori a vita.
Ora, a parte che Luzi di sinistra non è mai stato, la cosa più seccante è che un problema della destra (la perdurante penuria di intellettuali, poeti, scrittori eccetera) debba diventare un problema della sinistra, accusata di averne troppi. Gasparri e Calderoli sono ancora abbastanza giovani per provare a diventare poeti, oppure per promuovere tra le loro fila corsi di metrica e scuole di retorica: altrimenti, se la gara è tra Mario Luzi e Lando Buzzanca, non si lamentino se il Quirinale preferisce nominare senatore a vita il primo. Questa faccenda, ormai annosa, dell´egemonia culturale della sinistra mi fa sempre venire in mente un´eccellente battuta di Marcello Veneziani: "È durissima essere un´intellettuale di destra, perché gli italiani di sinistra leggono solo libri di sinistra, e gli italiani di destra non leggono affatto".

 Pierluigi Nannetti    - 06-01-2005
Condivido le varie considerazioni. Tuttavia io volevo sottolineare la totale insipienza e accettazione di fatto del regime, gradualmente ma progressivamente introdotto da questo governo ,di questa strana "opposizione". Essa, con i suoi leaders più rappresentativi, avrebbe dovuto cogliere l'occasione per gridare alto e forte che le volgarità dette a raffica contro la persona di Luzi, dai vari gerarchi e gerarchetti, erano da qualificare chiaramente come dei metodi squadristici ed intimidatori. Al contrario, anche in questa occasione, la "strana" opposizione si é dimostrata acquiescente, per il cosiddetto quieto vivere. In nome di che? Che non si deve accettare un terreno rissoso di scontro? Che la lotta politica contro questo governo deve avvenire senza la cosiddetta "demonizzazione" dei suoi personaggi? Secondo me sono tutte scuse per coprire una sostanziale pusillanimità di fronte a chi ostenta, e sa usare, il potere politico in modo sfacciatamente interessato verso chi si prostituisce e in modo altrettanto sfacciatamente intimidatorio per chi osa mantenere autonomia di giudizio e di critica di tali metodi.
Pierluigi