"FAZZOLETTI BIANCHI PER LA SCUOLA"
Fuoriregistro - 07-03-2002
Campagna contro la Riforma degli OO.CC. prevista dalla CdL
Movimento per una nuova partecipazione scolastica


Iniziata alla Camera lunedì 4 marzo, con anticipo di una settimana sulla data prevista, la discussione sul nuovo assetto degli organi collegiali della scuola è stata successivamente rinviata a mercoledì 13 marzo, per concludersi presumibilmente il 18.


Alle ore 11 del 7 marzo – a solo quarantotto ore dall’avvio dell’iniziativa - 23.472 docenti hanno risposto all’appello di Fuoriregistro, Didaweb, Educazione&Scuola, Proteofaresapere news.
Si stima che l’11 e 12 marzo – date confermate per l’iniziativa - saranno oltre 100.000 le persone che andranno a scuola con una fascia od un fazzoletto bianco per inviare un segno di protesta al Parlamento Italiano.


Riportiamo il TESTO dell' APPELLO, ricordando gli indirizzi ai quali inviare le adesioni:

- se aderisci individualmente all’iniziativa manda una e-mail ad uno solo dei tre indirizzi di posta elettronica (ci serve per dare il numero di adesioni alla stampa)
Organicollegiali@edscuola.com
Organicollegiali@didaweb.net
Organicollegiali@proteofaresapere.it

- se aderisci come scuola, collegio, gruppo od associazione invia a tutte e tre le seguenti e-mail l’adesione (saranno messe sui tre siti)
Mail@proteofaresapere.it
info@didaweb.net
Mail@edscuola.com


La Camera dei deputati ha iniziato la discussione conclusiva sul nuovo
assetto degli organi collegiali della scuola



Il disegno di legge prevede una feudale commistione di poteri:

- il dirigente scolastico sarà contemporaneamente organo di controllo, indirizzo ed esecutivo
- i docenti da paritetici diventeranno minoranza nel consiglio scolastico
- il personale Ata non sarà più presente nel consiglio
- saranno aboliti i Consigli di Classe
- saranno liquidate le assemblee per genitori e studenti
- verrà cancellato il comitato di valutazione come emanazione del collegio docenti
- sarà istituito un nucleo di valutazione - in cui la presenza dei docenti è minoritaria e schiacciata tra un genitore garante ed un non ben definito esperto - che dovrà, tra l’altro, confermare l’assunzione definitiva del personale della scuola.


Tutto questo stravolge i principi basilari della democrazia nella scuola, principi che dovrebbero fondarsi sulla separazione dei poteri, rappresenta l’umiliazione dell’autonomia professionale e prefigura forme di reclutamento che - negando le competenze professionali - mettono in serio dubbio le garanzie costituzionali sulla libertà d’insegnamento.


Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di fermarsi, di non umiliare i docenti, di rispettare la Costituzione e l’autonomia professionale della scuola.

Per queste ragioni chiediamo ai nostri colleghi di andare a scuola indossando un fazzoletto bianco in segno di protesta, nei giorni 11 e 12 Marzo , affinché sia chiaro a tutti che le nostre coscienze di cittadini ed educatori non accettano in silenzio un atto tanto grave.



Una fascia bianca che è il segno della pace e della nonviolenza ma che è anche il simbolo di chi crede nella scuola di tutti e per tutti.


Emanuela Cerutti responsabile Fuoriregistro
Omer Bonezzi responsabile Proteofaresapere news
Dario Cillo responsabile Educazione&Scuola
Antonio Limonciello responsabile Didaweb

Manda questo appello alla tua lista personale di posta elettronica, stampalo e portalo a scuola, diffondilo, convinci i tuoi colleghi ad aderire all’iniziativa


.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 mariella    - 08-03-2002
Aderisco alla protesta, mi chiedo però se dei fazzoletti bianchi possono incisivi. Sento che la scuola pubblica, la professionalità dei docenti, il nostro futuro è seriamente in pericolo.

 Un Genitore arcistufo della scuola    - 08-03-2002
Il pianto greco della classe Docente e semplicemente patetico. Dopo anni di pseudo democrazia nella scuola finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di chiamare le cose per nome. Il docente faccia il Docente. Lo studente lo Studente e il Genitore faccia il Genitore. Finiamola di prenderci in giro, chi bazzica la scuola come il sottoscritto, non si lascia di certo incantare da questo improvviso vostro rigurgito di democrazia. Grazie a Voi ho imparato a leggere e non capisco come mai ora vi accanite contro una riforma che semplifica, ma non modifica, il testo approvato dalla Commissione la passata legislatura.
Finitela di autoincensarvi, imparate a guardarvi allo specchio, accettate di confrontarvi con la realtà e cercate di essere messi nelle condizioni di fare il vostro lavoro al meglio, battetevi realmente nella scuola dove lavorate affinchè la democrazia sia rispettata e non calpestata come avviene regolarmente adesso.

 Elio Fusco    - 08-03-2002
Alzi la mano chi non si è mai lamentato della pletoricità e della inutilità di alcuni organi collegiali.
Alzi la mano chi ha ritenuto il Comitato di valutazione un'ottima cosa, valida ed efficiente e non un inutile rito formale.
Ora sembra che quegli organi collegiali, dopo oltre venticinque anni di onorata (?) esistenza siano il baluardo della democrazia.
Per favore, colleghi, vogliamo pensare a cose più serie?
Elio Fusco

 Andrea Profeti    - 08-03-2002
Poche chiacchiere! Chi tenta di difendere questa riforma lo fa solo per sostenere questo governo e non per la convinzione che la riforma sia giusta. Studenti, Genitori sappiate che questa riforma potrebbe essere il definitivo colpo di grazia inflitto alla scuola pubblica, che già fatica a respirare. Volete avere sulla coscienza questa responsabilità? Io che vivo e lavoro "dentro" la Scuola ho assistito al progressivo deteriorarsi del ruolo e della qualità d'insegnamento della scuola pubblica, ma ancora resiste ed è vivo il principio della democrazia, la scuola è ancora uno strumento pubblico: non lo sarà più dopo questa riforma. Ognuno in coscienza decida che cosa fare. Io Lotterò a difesa della scuola pubblica e voi?


 Giuseppe Parini    - 08-03-2002
Non si può far altro che aderire a questa iniziativa ed a tutte quelle azioni di RESISTENZA UMANA che tendono, almeno, a non sopportare ed assistere passivamente al volgare ed ipocrita tentativo di svilimento ed appiattimento della scuola pubblica (azione iniziata tra l'altro dal Governo, sic!, di centro-sinistra), che si preferisce in coma irreversibile ( "La scuola pubblica non funziona!" : aberrante luogo comune ) e quindi non più degna di riforme e miglioramenti. Giuseppe Parini, maestro elementare del XXI sec.

 Giovanna Casapollo    - 08-03-2002
Vi giunga l'eco della mia indignazione. Solidarietà ai colleghi che vorranno aderire a tutte le forme di lotta per fermare il disegno di legge che relega i docenti ad un ruolo minoritario e stravolge il carattere dell'autonomia scolastica. Cordialmente Giovanna Casapollo

 Giovanna Casapollo    - 08-03-2002
Vi giunga l'eco della mia indignazione. Solidarietà ai colleghi che vorranno aderire a tutte le forme di lotta per fermare il disegno di legge che relega i docenti ad un ruolo minoritario e stravolge il carattere dell'autonomia scolastica. Cordialmente Giovanna Casapollo

 Claudia Fanti    - 08-03-2002
Sono vicina a tutte/i quelle/i che esprimono con fermezza e trasparenza il loro dissenso nei confronti di provvedimenti che non tengono conto minimamente della voce autorevole di chi lavora quotidianamente nella scuola e ne conosce i reali e concreti bisogni.

 Vittorio Delmoro    - 10-03-2002
A Gianni Mereghetti
A me pare che la strana presa di distanze del Mereghetti risponda più a convinzioni ideologiche, che alla sostanza dei fatti : i due punti da lui rivendicati (libertà e responsabilità) sono credo condivisi da tutti e pure il ruolo da lui disegnato del Collegio e del Consiglio di classe; mi pare anzi che gli attuali ordinamenti, al di là del collettivismo sovietico (sic!), garantiscono tutto ciò; quello che invece è accaduto è che la partecipazione democratica (garantita dalla legge) si è via via dissolta per una serie di motivi.
Ciò che invece non quadra nel discorso del Mereghetti è quel controllo dell'operato dei docenti, di cui dovrebbe fornire indicazioni più specifiche, dopo che si è vista la fine fatta dal concorsone berlingueriano.

 Enrico Maranzana    - 12-03-2002
Un fazzoletto bianco per la scuola: alla ricerca dell'idea di professionalità che è alla base della contestazione
Nei giorni 11 e 12 marzo e in tutta la settimana successiva molti insegnanti indosseranno un fazzoletto bianco come segno di protesta del nuovo assetto degli organi collegiali della scuola, in discussione alla Camera dei deputati. Qui di seguito sono riportati e commentati i punti salienti della contestazione:
* Il dirigente scolastico sarà contemporaneamente organo di controllo, di indirizzo ed esecutivo Il disegno di legge dice tutt'altro: nella relazione di presentazione del provvedimento viene riaffermato il contenuto della legge 29/93 che risolve il problema della razionalizzazione dell’organizzazione della pubblica amministrazione postulando la separazione delle funzioni di indirizzo e di controllo (organismi collegiali) da quelle di gestione (dirigente);
* I docenti da paritetici diventeranno minoranza nel consiglio scolastico. La funzione del Consiglio della scuola è di tipo organizzativo/amministrativo e, in conformità ai principi delle scienze dell'organizzazione, la sua composizione deve differenziarsi da quella del Collegio dei docenti: se un problema viene studiato da due punti di vista differenti la probabilità di successo cresce significativamente. Inoltre tale organismo rappresenta il momento di sintesi delle esigenze di chi usufruisce del servizio.
* il personale ATA non sarà più presente nel consiglio. Il direttore dei servizi generali e amministrativi (segretario economo) è membro di diritto dell'organismo: chi meglio di lui conosce le esigenze amministrative/organizzative della scuola?
* Saranno aboliti i consigli di classe. Affermazione solo parzialmente vera; la proposta di legge, infatti, prevede gli organi di valutazione collegiale degli alunni: i problemi di coordinamento e relativi ai rapporti interdisciplinari sono trasferiti al Collegio dei docenti. Si tratta di una scelta molto discutibile dal punto di vista dell'accentramento di poteri in un organismo di grande dimensione, di una scelta che non si fa carico delle esigenze di apprendimento dei singoli studenti; si tratta di una scelta intempestiva, di una scelta non socializzata in quanto presuppone l'organizzazione modulare della didattica.
* Saranno abolite le assemblee per genitori e studenti. Si trascrive l'art. 8 del disegno di legge: "1. Le istituzioni scolastiche, nell'ambito dell'autonomia organizzativa e didattica riconosciute dalla legge, valorizzano la partecipazione alle attività della scuola degli studenti e delle famiglie, di cui garantiscono i diritti di riunione e di associazione. 2. Il regolamento della scuola può stabilire altre forme di partecipazione dei genitori e degli studenti" (si consideri quanto affermato sopra, in relazione alla composizione del Consiglio della scuola: il regolamento è deliberato in tale sede).
* Verrà cancellato il comitato di valutazione come emanazione del collegio docenti. L'art. 16 recita:"Sono abrogate le disposizioni di cui alla parte I, titolo I, capi I, V, VI e VII, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, incompatibili con la presente legge". Nella proposta non si trova alcun elemento che giustifichi un'eventuale soppressione dell'organismo in parola.
* Sarà istituito un nucleo di valutazione in cui la presenza dei docenti è minoritaria e schiacciata tra un genitore garante ed un non ben definito esperto. Non si tratta di una novità: i Decreti Delegati del 1974 prescrivono che il Consiglio di Istituto, per valutare l'efficacia e l'efficienza del servizio, esprima annualmente un giudizio sull'andamento della scuola. La proposta in oggetto non è altro che l'esplicitazione della modalità secondo cui tale controllo deve essere esercitato: se la presenza dei docenti fosse maggioritaria si costituirebbe un organismo in cui la funzione di valutatore é ricoperta dalle persone che devono essere valutate.
Il documento di protesta prosegue affermando: " tutto questo stravolge i principi basilari della democrazia nella scuola, principi che dovrebbero fondarsi sulla separazione dei poteri, costituisce l'umiliazione dell'autonomia professionale e prefigura forme di reclutamento che, negando le competenze professionali, mettono in serio dubbio le garanzie costituzionali sulla libertà d'insegnamento." Si prenda in considerazione solamente l'affermazione conclusiva riguardante la libertà di insegnamento: le altre questioni trovano risposta nell'esposizione precedente. Fissiamo il significato di libertà di insegnamento: si tratta della facoltà del singolo docente di scegliere i contenuti della disciplina insegnata per conseguire gli obiettivi generali e gli obiettivi specifici della materia, di ideare/di scegliere la modalità organizzativa del lavoro di classe, di ideare/di scegliere le modalità per verificare l'apprendimento dei propri allievi. Come si vede la protesta è infondata.
Chi ha realmente a cuore la valorizzare la professionalità dei docenti dovrebbe puntualizzarne funzioni e compiti personali/collegiali, dovrebbe pretendere la definizione delle modalità attraverso cui le scelte e i risultati del loro lavoro sono fatti risaltare. Ma dal volantino di protesta questa sensibilità non traspare. Un esempio può chiarire cosa si vuole intendere per insensibilità. Si consideri la separazione tra funzioni di indirizzo e di controllo (organi collegiali) e quelli di gestione di cui si è detto. Il ministero nel 1999, avendo osservato che il Collegio dei docenti non assolveva detti compiti di indirizzo, di controllo e di gestione dei processi educativi, ha incaricato alcuni docenti (funzioni obiettivo) di stimolare l'attività collegiale. Ma questa iniziativa non ha avuto successo: i docenti si sono fatti fagocitare dal dirigente scolastico e hanno dimenticato l'origine e il senso del mandato ricevuto. Con il preside concordano i piani d'azione, a lui rispondono delle scelte effettuate. Si può ipotizzare che la mancanza di una chiara idea della professionalità del docente, professionalità fondata sulla progettualità educativa e didattica, professionalità che distingue il livello della programmazione dell'azione educativa dal livello del coordinamento e dell'organizzazione didattica sia alla base di questo fallimento. Le 25.000 adesioni scritte che sono arrivate ai promotori della contestazione e i 100.000 fazzoletti bianchi esibiti nelle scuole, oltre a confermare detta carenza, indicano la necessita di un'iniziativa volta all'educazione alla legalità.
Enrico Maranzana zanarico@yahoo.it