Etimologie
Pierangelo Indolfi - 05-10-2004
Con una certa delusione nel volto, mia figlia Letizia mi mostra un passaggio del suo libro di letteratura latina del primo liceo classico.

Su di esso è presente il seguente passo:
"Un'analisi accurata del lessico latino nella sua fase ormai classica rivela, meglio di ogni altra indagine, il fondamento rurale, laziale e sabino, della cultura e della mentalità romana. Pecunia e peculium (il denaro) derivano ad esempio da pecu e pecus (il bestiame)... laetus deriva da laetamen (il letame), che rende rigoglioso e fertile il terreno"

Dato che laetitia deriva da laetus, la povera Letizia, convinta finora di portare un nome che indicasse gioia interiore, applicando la proprietà transitiva ne ha dedotto di portare un nome di merda.

Con paterna premura l'ho tranquillizzata, ricordandole che nell'immaginario collettivo la merda è ed è sempre stata beneaugurante. Sognare la cacca ha sempre portato bene. Inoltre, Miguel Bosè in una trasmissione televisiva ci ha insegnato che in spagnolo esiste quello strepitoso "Mucha mierda" per augurare in bocca al lupo. Un manifesto della mia generazione fu "Via del campo", conclusa da Fabrizio de André con quel "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior", ripetuto per ben due volte.

Questa occasione di approfondimento mi ha chiarito anche come mai le iniziative della Ministra dell'Istruzione, omonima di mia figlia, mi spingano così spesso a fare mio quell'intercalare usato ossessivamente dai Francesi: "Merde!".

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 pino    - 05-10-2004
Comunque il latinista è un po' ignorante perchè è il laetamen, letteralmente allietamento, che deriva da laetus e non viceversa. I latini usavano immagini concrete non astratte e più o meno in tutte le lingue l'etimo concreto precede quello astratto. Comunque il senso è proprio quello di ciò che rende rigoglioso, ridente. E probabilmente, come oggi, anche allora i "burini" del Lazio erano dotati di una certa dose di arguta ironia.

 Riccardo Ghinelli    - 05-10-2004
Non credevo che sarei andato a ricercare un libro edito anni fa per la Fertimont (leggi Montedison) per rinfrescarmi le idee circa l'etimologia della parola "letame".
Nel testo "9000 anni di fertilità" di Roberto Anderlini si legge : "Bisogna anche considerare che la parola 'letame' è di conio latino: 'laetamen' trae origine da 'laetare' (fertilizzare) e quest'ulima da 'laetus' che ancor prima di acquistare il significato di 'lieto' aveva quello di 'fertile'.
Noi appassionati di giochi di parole sappiamo che nel campo delle etimologie può accadere di tutto, come racconta Dossena nel suo "Dizionario dei giochi con le parole" alla voce "false etimologie", ma questo le supera tutte.
In questo caso appare evidente, anche a un professore di agricoltura come me, che si sia addirittura capovolto il rapporto fra parola originaria e derivata. Non capisco come si possa sostenere che letus deriva da laetare e non viceversa. Per quel che ne so di solito i verbi derivano dai sostantivi e non viceversa.
Ma questo non è il mio campo (è il caso di dirlo) e potrei sbagliare.
Saluti a Letizia (la figlia) e che stia lieta!