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Festival dei filosofi e degli aedi della Tuscia
Pasquale Picone - 16-09-2004



SFI/VT - SOCIETÀ FILOSOFICA ITALIANA
SEZIONE di VITERBO

FESTIVAL DEI FILOSOFI E DEGLI AEDI DELLA TUSCIA

18-28-29 settembre 2004



L’ASCOLTO IN FILOSOFIA


La disposizione di spirito di chi ascolta un filosofo, ammesso che le sue parole siano utili e salutari ed arrechino medicamenti contro gli errori ed i vizi, non ha l’agio ed il tempo di profondersi in abbondanti lodi. Chiunque sia l’uditore, a meno che non sia totalmente corrotto, è inevitabile che, appunto durante il discorso del filosofo, rabbrividisca, si vergogni in silenzio, si penta, gioisca, stupisca, che assuma svariate espressioni e diversi stati d’animo, secondo come l’approfondita trattazione del filosofo abbia colpito lui, la sua coscienza e le une e le altre parti dell’animo, quelle più sane o quelle più malate.
Musonio Rufo da Bolsena, I sec. d. C.


Musonio fu, con Socrate, “ modello di vita perfetta”. Origene, Contro Celso, III 66


LA PRATICA FILOSOFICA

Sarebbe necessario scrivere una storia della rivendicazione di una filosofia “ libera” contro una filosofia “ mercenaria”, rivendicazione che si può osservare ad esempio alla fine del Medio Evo, ma anche e a pari titolo tra l’altro in Kant, in Schopenhauer e infine in Wittgenstein, di cui Jacques Bouveresse riassume mirabilmente il pensiero, quando dice che ciò che conta agli occhi di Wittgenstein non è tanto il “ cumulo di conoscenze teoriche” di cui dispone il filosofo ma il “ prezzo personale che ha dovuto pagare per ciò che egli crede di poter pensare e dire”.
Pierre Hadot

Il programma delle giornate


Pasquale Picone
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