breve di cronaca
Riparte dalla Lombardia la carovana antimafie
Jole Garuti - 15-09-2004
IN VIAGGIO PER LA LEGALITÁ DEMOCRATICA E LA GIUSTIZIA SOCIALE


Anche quest’anno la Carovana antimafie comincia il suo viaggio, il decimo, dalla Lombardia.


Perché una carovana antimafie in Lombardia?” è stata, il primo anno, la domanda ricorrente, a volte implicita negli sguardi di cittadini intervenuti alle manifestazioni per la curiosità di vedere personalità note.

Oggi che siamo al terzo passaggio della carovana nella nostra regione si comincia a capire che Carovana antimafie significa impegno contro le mafie e anche contro il lavoro nero, l’usura, il racket e ogni sopraffazione e violenza. O, per dirla in positivo, la carovana si muove per difendere i diritti dei cittadini - primi fra tutti i più deboli e sfortunati - e attraversa tutta l’Italia per ricordare che un paese non può dirsi civile se non si pone l’obiettivo dell’uguaglianza e della giustizia sociale.

In Lombardia le mafie ci sono tutte, proprio tutte, quelle italiane e quelle straniere, e in più continua ad esserci, nonostante l’intenso lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine, un alto livello di corruzione, che inquina l’economia e azzera nei fatti l’uguaglianza dei diritti. Le mafie si sono mimetizzate,
la corruzione non si vede a occhio nudo, ma sarebbe sbagliato e pericoloso illudersi di vivere in un paese pacifico, ordinato e onesto, dove tutto va bene e si può stare tranquilli.

L’appuntamento con la carovana ci ricorda il dovere di essere cittadini consapevoli, rinnova sentimenti fondati su idee e aspi-razioni comuni, rafforza la prospettiva di una società che cambia.
Suscita domande e dà risposte precise, dà forza
.

Arrivano dal Sud i giovani delle cooperative che lavorano i terreni confiscati ai boss, portano l’olio, il vino, la pasta che pro-fumano di legalità e diventano cibi da consumare insieme, tro-vano in Lombardia come da loro case confiscate ai mafiosi e trasformate in centri per disabili o per anziani, trovano scuole
che hanno realizzato progetti di educazione alla legalità, raccontano le loro difficoltà, le loro emozioni e le loro speranze.

Ogni anno si rinnova l’alleanza per camminare insieme, nel ricordo di Placido Rizzotto da Corleone, di Peppino Impastato da Cinisi, di Rita Atria da Partanna, di Giorgio Ambrosoli da Milano, nel ricordo di tutti gli altri che senza volerlo sono diventati eroi perché volevano la libertà dalla violenza, dall’oppressione e dall’inganno.

La carovana è partecipazione corale, è presa di coscienza e consapevolezza che siamo noi che facciamo la società in cui viviamo e ne siamo responsabili, con le nostre azioni quotidiane e con le nostre scelte. La speranza di futuro nasce anche da qui.

Jole Garuti - Libera

Flavio Mongelli - Arci

Guarda il depliant completo, con le tappe della carovana e gli interventi.




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