Tutor in trattativa
Flc - Cgilscuola - 27-08-2004
Dopo l'emanazione della direttiva parte la trattativa sul tutor

Lunedì 30 agosto, nel pomeriggio, partirà all’Aran la trattativa contrattuale sull’attuazione dell’art.43 del Contratto in seguito all’emanazione dell’Atto di indirizzo da parte del Governo

E’ un fatto importante perché dopo 18 mesi dall’approvazione della Legge 53 il Ministro è costretta ad aprire una trattativa che ha cercato di evitare in tutti i modi preferendo decidere unilateralmente su questioni che riguardano il rapporto di lavoro.

Questo risultato è stato reso possibile dal lavoro di Cgil, Cisl e Uil, da una straordinaria mobilitazione, dal rifiuto di migliaia di scuole, in nome dell’autonomia sancita dalla Costituzione, di impoverire la loro organizzazione della didattica.

L’apertura della trattativa scrive definitivamente la parola fine ad ogni tentativo di attuare il tutor o di intervenire sull’organizzazione del lavoro in assenza di un accordo contrattuale.

Quindi dal 1° di settembre non partirà nessun tutor e nessun inserimento di bambini anticipatari nelle scuole dell’infanzia; le decisioni, tutte, sono rinviate a quando sarà conclusa la trattativa fra Aran ed Organizzazioni sindacali; né possono essere chiamate le RSU a contrattare su questioni in contrasto con il contratto nazionale.

La stessa considerazione vale anche per quanto riguarda la formazione; sarebbe ben strano, infatti, che si avviasse una formazione senza sapere su che cosa.

Ribadiamo ciò con fermezza e per l’ennesima volta, visti i continui tentativi dell’amministrazione di forzare le decisioni: una pratica davvero inaccettabile.

Il contratto si rivela essere uno strumento forte, nulla hanno potuto fare per baipassarlo e i tre sindacati di categoria registrano il successo dei loro ricorsi e delle diffide su questa parte.

Lo diciamo anche per quelle organizzazioni che, non potendosi sedere al tavolo delle trattative perché non hanno i requisiti minimi previsti dalla Legge, dipingono le trattative come il massimo della colpa, una sorta di peccato in sé.

La trattativa, per quanto ci riguarda, si apre sull’art.43, cioè sulle eventuali modifiche da introdurre all’attuale contratto in seguito all’entrata in vigore delle disposizioni attuative della Legge 53; non ci sono temi esclusivi o conclusioni già scritte.

La nostra contrarietà al tutor, funzione gerarchica che impoverisce il modello organizzativo attuale, è stata ampiamente espressa in tutte le occasioni e sarà riproposta durante tutta la trattativa.

Infine, abbiamo un’idea radicalmente diversa da quella dell’insegnante tutor perché a nostro avviso vanno valorizzate la dimensione collegiale dell’insegnamento; la cooperazione e la corresponsabilità che rappresentano strade impegnative e faticose ma che sicuramente sono molto più efficaci dell’introduzione di una gerarchia inaccettabile nella scuola.

Come FLC Cgil siamo impegnati a costruire una proposta con i sindacati confederali della scuola, a discuterla in categoria per poi sostenerla in trattativa.

E’ evidente, per quanto ci riguarda, che il giudizio sull’esito della trattativa dovrà essere sottoposto al voto dei lavoratori.

Insomma, noi vogliamo, assieme alle altre organizzazioni, dare visibilità e rappresentanza ai lavoratori della scuola ed i percorsi democratici sono una condizione fondamentale.

Alla trattativa - che non si è avviata per 18 mesi per esclusiva responsabilità del Governo - ci auguriamo che nessun rappresentante dello stesso si presenti chiedendo di concludere tutto in pochi giorni come se si trattasse di un adempimento burocratico.

Roma, 26 agosto 2004


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Emanuela Cerutti    - 27-08-2004

C'è qualcosa di più, nell'idea di tutor, alla quale fare attenzione: i soldi. E non tanto come preoccupazione sul dove reperirli, quanto come materiale necessario per la realizzazione del famoso livello intermedio tra vertice e base. Le alte professionalità del feudalesimo scolastico, che fingendo di risolvere il problema della qualità, lavorano ai fianchi la piramide sociale, modello indiscutibilmente trendy.
Del resto "Quando torna il Medioevo?" chiedeva Dario Fo, ieri sera a Modena, non più profeta.
Ai Sindacati confederali, che parteciperanno alla trattativa grazie ad un "no" più generale che una parte composita del paese ha detto, chiederei chiarezza in tal senso, se non altro per non confondere i programmi e le prospettive.
E chiederei, nel frattempo, altre due cose non difficili per un'organizzazione:
- difendere con concrete disponibilità i "no" che hanno più di una ragione per vincere ricorsi o per ridersela dei castighi e della caccia alle streghe
- rendere fluido e determinante il parere della base nel corso della trattativa, correndo magari qualche rischio, ma salvando l'ideale democratico, che del Medio Evo è vera rivoluzione.

 Grazia Perrone    - 27-08-2004
(...)"E’ evidente, per quanto ci riguarda, che il giudizio sull’esito della trattativa dovrà essere sottoposto al voto dei lavoratori (...)".

Non è la prima volta che la Cgil-scuola promette di sottoporre l'esito della trattativa al responso (vincolante?) dei lavoratori.

In passato ("concorsaccio" docet) non ha mantenuto l'impegno per non "rompere" l'unità sindacale.

Sarà così anche questa volta?

 Cosimo Scarinzi    - 27-08-2004
Tutor: il bastone e la carota

È di pochi giorni addietro la minaccia di sanzioni agli insegnanti ed ai dirigenti che non si erano affrettati a designare gli insegnanti prevalenti (tutor).
Ma il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca conosce bene la vecchia regola secondo la quale si deve, contemporaneamente, minacciare e blandire.
Di conseguenza, visto che sente proprio l’esigenza di far nascere i tutor e visto che con le cattive non c’è riuscita, ha deciso di investire 63,81 milioni di euro (il 70% di quanto previsto per la riforma dalla legge finanziaria 2004) per incentivare i tutor.
Verranno, questo va da sé, tagliate altre spese quali quelle per combattere la dispersione scolastica, quelle per l’educazione degli adulti ecc..
Ma che importa? Il tutor deve nascere costi quel che costi.
Verificheremo ora se i sindacati istituzionali che, con qualche mollezza, si erano opposti al tutor terranno duro o accetteranno di concedere al ministero la possibilità di dividere la categoria in insegnanti prevalenti ed insegnanti sui quali si prevale. In fondo già in altre occasioni, chi non ricorda il concorso indecente, erano favorevoli a spaccare la categoria.
La CUB Scuola non ha dubbi. Siamo contro il tutor non perché non erano previste risorse per retribuirlo ma perché crediamo nel carattere cooperativo e collegiale della funzione docente, carattere che verrebbe frantumato dalle operazioni che il governo sta tentando e contro le quali dobbiamo sviluppare la mobilitazione sin dal primo giorno di scuola:

- rifiutando, nei collegi docenti, di stabilire i criteri per designare i tutor
- organizzando assemblee di scuola e di zona
- organizzando manifestazioni e presidi
- arrivando a breve ad uno sciopero della scuola

Per la CUB Scuola Il Coordinatore Nazionale Cosimo Scarinzi