Per Libera
Vincenzo Viola - 24-02-2002
APPELLO URGENTE

Il Ministro dell’Istruzione, sempre ligia – come è suo compito - a dare attuazione alle linee politiche del Governo nel campo dell’attività scolastica, ha negato il riconoscimento di “ente di formazione” all’Associazione LIBERA, che da anni combatte contro la mafia su un terreno e con un metodo di fondamentale importanza: organizzando corsi di educazione alla legalità nelle scuole di tutta Italia.
L’ineffabile ministro motiva il suo rifiuto dichiarando che l’Associazione guidata da Don Ciotti “ha finalità poco chiare” e che quindi non può essere riconosciuta come “ente di formazione”.
È naturalmente comprensibile che alla signora Letizia possa sfuggire cosa significhi educare alla legalità dal momento che negli ambienti che frequenta questo concetto non è molto in auge; è anche probabile che abbia chiesto a qualche collega di partito che cosa significhi antimafia e che abbia avuto rassicuranti conferme che si tratta di un vizio antico, una malattia segreta e vergognosa e, si spera una volta per tutte, ormai in via di estinzione; addirittura è pensabile che abbia insistito presso il Primo ministro in persona, il venerabile Cavaliere, per sapere cosa sia la legalità e come ci si possa educare ad essa ed egli abbia avuto la delicatezza di dimostrarle che, essendo la legalità un concetto astratto, egualitario (e quindi in puzza di comunismo) e refrattario a una proficua commercializzazione, non può essere confuso con l’educazione, che, come ben si sa, consiste nel dire sempre di sì al padrone (tanto per essere moderni, diciamolo in inglese: essere yes-men).
Ha dunque ragione la signora Brichetto: l’antimafia e l’educazione alla legalità, finché una commissione formata da Previti, Squillante e Dell’Utri non le avrà rese tanto trasparenti da essere invisibili, se ne stiano fuori dalla scuola: hanno finalità poco chiare, potrebbero essere un subdolo strumento di malviventi.
Lei i suoi dubbi ce li ha; noi i nostri no. Ci è del tutto chiara la finalità della Brichetto Moratti: ferire con un solo colpo la scuola, privata di un apporto che si è dimostrato negli anni sempre più importante ed efficace, l’Associazione, che non si è unita al coro dei celebratori del Nuovo Corso Berlusconiano, la società civile che in molte forme e con molti accenti alza la voce contro le leggi a tutela dell’illegalità prodotte in continuazione da questo governo, i giovani e in generale i cittadini che si sentono ancora una volta umiliati dall’arroganza dei governanti.

Contro questo ennesimo scempio della scuola, della coscienza civile e della legalità propongo, come prima misura, di inondare il Ministero di e.mail di protesta indirizzate a it.didattica@istruzione.it (si tratta del sito dell’innovazione tecnica della didattica: se l’innovazione è questa…) e di realizzare in tutte le scuole raccolte di firme su documenti e dichiarazione da inviare al Ministero dell’istruzione – via Trastevere – Roma e poi di concordare ulteriori passi con l’Associazione Libera.

AGGIORNAMENTO NECESSARIO

Il comunicato stampa del Ministero del 25.02.02 fornisce le seguenti motivazioni in merito al mancato accreditamento di Libera:

"a) L'Associazione, pur dichiarando di possedere tutti i requisiti,
evidenzia nei dati forniti carenze riguardo alla innovazione metodologica
e all'utilizzo delle tecnologie;
b) La documentazione delle attività svolte è inadeguata perché non vengono
fornite indicazioni riguardo alle finalità, ai materiali utilizzati, al
tipo e al numero dei corsisti, alle verifiche effettuate e agli esiti
raggiunti".

Ogni commento è superfluo: qui si raggiungono vette di squallore e di ipocrisia difficilmente eguagliabili.



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Rolando Alberto Borzetti    - 25-02-2002
Invio alcune testimonianze alla decisione della Moratti che considero un pericoloso segno dei tempi.
Saluti
Rolando Alberto Borzetti

"Colpendo Libera, ed il suo fondatore Don Ciotti, oggi il Ministro Moratti colpisce uno degli avversari storici della cultura mafiosa e dell'illegalità”. Così si è espresso il Senatore Nuccio Iovene dei Ds che ha anche dichiarato che “la decisione del Ministro Moratti di negare il riconoscimento a Libera come ente di formazione non ha nulla a che vedere con le motivazioni di tipo tecnico addotte dal Ministero ma è un pericoloso ed inaccettabile segno dei tempi” ed ha ricordato le dichiarazioni del Ministro Lunardi sul fatto che "occorre convivere con la mafia", le decisioni adottate in materia di falso in bilancio, rogatorie internazionali ed il rientro dei capitali, che - ha detto – “rendono più debole e meno efficace la lotta delle istituzioni conto le mafie, come denunciato da tanti magistrati”.
”Libera - continua il Sen. Iovene - rappresenta fin dalla sua nascita una realtà associativa di lotta alla mafia ed all'illegalità, da anni impegnata nelle scuole e sul territorio in un'opera di educazione, informazione e sensibilizzazione, uno dei principali antidoti contro ogni cultura criminale. Tra le tante iniziative meritorie ricordare la petizione per modificare la legge sulla confisca ed il sequestro dei beni ai mafiosi, al fine di accelerare le procedure e per consentire il riutilizzo dei beni a scopi sociali, rivelatosi uno degli strumenti più efficaci per colpire le cosche ed un nuovo modo di concepire il rapporto tra legalità e sviluppo”.
”Quella di oggi - ha concluso - è l'ultima di una lunga serie di decisioni sbagliate e contro il mondo del sociale di questo Governo, basti pensare, come hanno lamentato nei giorni scorsi molte associazioni, alla sospensione delle convenzioni con il Gruppo Abele e con l'Agenzia Redattore Sociale della Comunità di Capodarco. Sarebbe opportuno che il Ministro Moratti ritornasse sui suoi passi.

Anche l'Auser esprime solidarietà a Libera e al suo presidente, don Luigi Ciotti, in merito all'atteggiamento assunto dal ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti. “La negazione del riconoscimento quale "Ente di formazione" di Libera, da parte del Ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti – scrive l’Auser – lascia allibiti. Non si sa se pensare ad ignoranza o insensibilità. Ma forse la spiegazione più semplice, anche alla luce della disdetta della convenzione che Libera aveva con il Ministero del Lavoro, è quella della discriminazione. Don Ciotti è personaggio scomodo, mentre la parola d'ordine del Governo è quella di non disturbare il conducente. A Libera e a Don Ciotti, va tutta la solidarietà dell'Auser Nazionale”.


La scheda:

AUSER - Associazione per l'autogestione dei servizi e solidarietà
Indirizzo:Via Nizza, 154 - 00198 - Roma (RM)
Tel: 06/8440771, Fax: 06/84407777
E-mail:auser@cgil.it
responsabile:Maria Guidotti
addetto alla comunicazione:Giusy Colmo
sito/i internet:
http://www.auser.it

L'Auser è un'organizzazione di volontari anziani nata nel 1989 su iniziativa del Sindacato Pensionati della Cgil e della stessa Cgil. La filosofia che anima le attività di questa associazione è che "gli anziani sono una grande risorsa, attiva e positiva, per la società civile". L'Associazione Auser ha oggi 200.000 soci e 1000 associazioni divise in: Filo d'Argento, Università Popolari della Terza età, circoli, centri e gruppi attivi su progetti e temi specifici. L'AUSER è un ente nazionale con finalità assistenziali. Fa parte dell'Osservatorio Nazionale del Volontariato, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è membro del Forum Permanente del Terzo Settore.


La decisione del ministro Moratti di negare il riconoscimento a Libera come
ente di formazione poco ha a vedere con motivazioni di tipo tecnico, ma
risponde a logiche e strategie esclusivamente politico-ideologiche: premio
(riconosco) gli 'amici' e boccio (non riconosco) i 'nemici'". Così Lucio
Babolin, vicepresidente del Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di
Accoglienza), commenta la scelta del ministro dell'Istruzione di escludere
dalla formazione nelle scuole italiane il coordinamento fondato da don Luigi
Ciotti, che riunisce circa 740 associazioni e gruppi impegnati nella lotta
alle mafie.

Secondo Babolin “il criterio per discriminare tra amici e nemici è
altrettanto chiaro e semplice". E cioè: "Chi condivide le politiche e le
strategie del governo è certamente 'amico', chi non le condivide e assume
atteggiamenti e posizioni critiche è annoverabile tra i 'nemici'". Il Cnca,
invece, sostiene "i metodi del riconoscimento delle diversità e della
pluralità delle esperienze, lo stile dell'accettazione della dialettica, del
confronto e della critica".
Per Babolin la decisione di questi giorni "non è la prima e non rimarrà
l'unica di questo Governo: si pensi alla sospensione delle convenzioni con
il Gruppo Abele e con l'Agenzia Redattore Sociale della Comunità di
Capodarco, e alla contemporanea attivazione di linea telefonica con Telefono
Azzurro".

Il Coordinamento esprime quindi solidarietà a don Ciotti e a
Libera, così come nei mesi scorsi aveva fatto con don Vinicio Albanesi e
Capodarco e, prima ancora, con Vittorio Agnoletto, invitando il Governo, i
suoi Ministri, i sottosegretari, "nel momento in cui vanno a ridefinire i
tavoli delle rappresentanze nazionali del privato sociale (tra cui la
Consulta tossicodipendenza e l'Osservatorio sui Minori) a volersi sottrarre
a questa impostazione che suona come discriminante e punitiva e a voler
privilegiare il metodo del riconoscimento della pluralità delle esperienze,
delle culture, delle strategia di lotta all'esclusione sociale, assumendole
come grande patrimonio della politica e della società italiane".

Il Cnca invita i suoi gruppi "a dare un inequivocabile segnale politico
sostenendo questa posizione su tutti i tavoli nazionali, regionali e locali
e a voler esprimere la condivisione all'azione di Libera divenendone soci e
sostenitori delle iniziative sul territorio".


LE SCHEDE:

Libera
Indirizzo:Via Marcora, 18 - 00153 - Roma (Roma)
Tel: 06/5840406, Fax: 06/5840662
E-mail:libera@libera.it
responsabile:don Luigi Ciotti
addetto alla comunicazione:Andrea Campanozzi
sito/i internet:
http://www.oliolibera.it
http://www.libera.it

Libera è un'associazione di associazioni che raccoglie 700 gruppi nazionali
e locali ed ha riferimenti in tutte le regioni d'Italia.
Elemento unificante per le diverse associazioni è la consapevolezza che per
sconfiggere le mafie l'azione repressiva delle forze di Stato è necessaria
ma non è sufficiente. All'associazione possono aderire, come sostenitori,
anche i singoli. Per Libera fondamentale, ai fini della sconfitta delle
mafie, è la prevenzione. Prevenzione nelle scuole, nei quartieri, nella
creazione di prospettive di lavoro per i giovani.
Tra gli obiettivi che Libera si pone: promuovere l'internazionalizzazione
dell'associazione, continuare l'azione di formazione nelle scuole e sul
territorio, sollecitare le istituzioni a rendere effettivamente operativa la
legge sulla confisca dei beni della mafia, promuovere una iniziativa al
Senato per l'approvazione definitiva della legge antiracket. Libera fa parte
della Conferenza nazionale volontariato giustizia.


CNCA - Coordinamento nazionale comunità di accoglienza
Indirizzo:Via Baglivi, 8 - 00161 - Roma (RM)
Tel: 06/44230395, Fax: 06/44117455
E-mail:cnca.roma@flashnet.it
responsabile:don Vinicio Albanesi (cnca@sapienza.it)
addetto alla comunicazione:Gianni Tarquini - Laura Badaracchi (addetta
stampa)

Il CNCA è la maggiore federazione italiana di gruppi (associazioni,
cooperative ecc.) impegnati nel fornire risposte alle persone in disagio
sociale. Ne fanno parte 260 realtà di tutta Italia, che gestiscono oltre
2000 servizi e impiegano 12.000 operatori, metà dei quali a titolo
volontario. La principale area di impegno è la tossicodipendenza (350
comunità residenziali, 7.500 ragazzi accolti), seguita dai minori in
difficoltà, l'handicap fisico e mentale, la prostituzione ecc. In totale le
persone accolte sono circa 24.000 e quelle contattate oltre 100.000. Quasi
12.000 gli operatori, metà dei quali volontari.
Tra gli appuntamenti organizzati dal Cnca, si segnala "Redattore Sociale",
il "seminario di formazione per giornalisti a partire dai temi del disagio e
delle marginalità" che si svolge dal 1994 presso la Comunità di Capodarco di
Fermo. Dall'edizione 2001 il seminario è organizzato in collaborazione con
l'Agenzia Redattore Sociale, testata che proprio da questi seminari ha avuto
ideale origine.