Nuovi docenti: arriva il praticantato
Gianni Mereghetti - 21-07-2004
Non sempre quando vengono date informazioni specialistiche dai quotidiani coloro che vivono direttamente il problema ne sono soddisfatti, perché vi sono dei particolari decisivi che non vengono riportati. E’ così per quanto riguarda l’informazione data circa un nuovo meccanismo di assunzione dei docenti che il Consiglio dei ministri dovrebbe varare in questi giorni.

Il futuro della scuola italiana dovrebbe essere senza precariato – e qui chiunque direbbe finalmente! – grazie all’introduzione dell’assunzione diretta da parte delle scuole dei nuovi docenti. Il ragionamento non fa una grinza, se così fosse sarebbe perfetto, ossia finalmente le scuole possono scegliere i loro insegnanti! Saremmo entrati dopo tanto penare in un sistema libero.

Però ci sarebbero due cose da chiedere al ministro su come questo nuovo meccanismo funzionerà.

La prima riguarda da dove le scuole attingono per scegliere. È chiaro che il ministro risponderebbe da “un albo regionale degli specializzati”, ma è qui il problema. Questo albo degli specializzati sarà formato da un numero ampio di possibili docenti oppure sarà esiguo, ossia corrispondente alle stime che il Ministero avrà fatto circa il bisogno reale di insegnanti? Il problema quindi è l’accesso alla laurea specifica, il famoso “+2”, ossia se sarà possibile attraverso un numero chiuso rigido oppure saranno ampie le possibilità di iscrizione. Sarebbe un grave errore limitare la scelta, di fatto si contraddirebbe la libertà di chiamata delle scuole predefinendo il numero di coloro che possono essere chiamati.

La seconda domanda cui il ministro dovrebbe rispondere riguarda il 50% dei precari storici, i quali possono continuare ad accedere all’assunzione in base a graduatoria. Questo non rischia di rimandare di fatto alle calende greche l’introduzione del nuovo meccanismo? Com’è possibile pensare di svuotare le graduatorie permanenti in tempi brevi? Sembra infatti questa una pia illusione, che lascerebbe sulla carta la possibilità per i giovani di essere assunti nella scuola.

Da come è stato presentato questo decreto per l’assunzione dei nuovi docenti appare parecchio contraddittorio: infatti se da una parte sembra ispirato a principi di libertà e sembra voler snellire il pachiderma delle assunzioni, dall’altra sembra introdurre una pratica di selezione del personale docente per nulla libera, perché sarà l’Università a imporre la scelta dei docenti e nella qualità e nel numero!

Passare dal precariato al docente omologato non è una grande innovazione!

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