Autonomia ed orario delle lezioni: dubbio di illegalità
Franco Varrese - 20-02-2002
Sono il prof. Franco Varrese ed insegno Scienze Matematiche nella Scuola Media dell’Istituto Comprensivo “C. Alvaro” di San Pietro a Maida (CZ).
Chiedo un parere in quanto

io ritengo di operare con un orario scolastico sicuramente “anomalo” e, - secondo il mio modesto parere, - al di fuori della legalità.

Preciso, innanzi tutto, che nella Scuola in cui opero tutte le classi sono a “tempo prolungato”, per cui l’organico è tutto per il suddetto tempo scuola.

Lo scorso anno scolastico, gli organi collegiali si sono espressi per l’attivazione della “Settimana corta” nella nostra scuola approvando un documento illustrato dal sottoscritto, nel mese di settembre, in una riunione pubblica sia agli alunni che ai rispettivi genitori e da questi ultimi approvato nella stessa seduta ed in un immediato referendum proposto dal Dirigente Scolastico.

Dal documento è stato elaborato l’orario scolastico per l’anno 2000-2001.

Nel mese di settembre del corrente anno scolastico, senza alcuna delibera degli Organi preposti e senza neanche mettere al corrente l’utenza (Ma a che cosa serve il POF?), l’orario delle lezioni ha subìto un totale stravolgimento: sono scomparse le “ore di laboratorio”, sono scomparse le “compresenze”, è scomparso il modulo per il “recupero dei 10 minuti”.

Ho più volte pregato il Dirigente Scolastico a voce di riunire il Collegio dei Docenti per discutere sull’orario e, - anche per tutelare la mia persona da eventuali sanzioni amministrative, - ho scritto una lettera al Dirigente stesso, ottenendone una risposta negativa ed anche ironica.

Finalmente, il 13.12.2001, il Collegio dei Docenti viene convocato con il seguente O.d.G.:

1. Approvazione Piano dell’Offerta Formativa (nelle parti variabili);

2. Modalità di espletamento delle ore di At (attività) per il completamento dell’orario di servizio dei docenti ((D.M. 22.07.83);

3. Modularizzazioni curricoli (DPR 275/99: flessibilità oraria; monte ore annuali);

4. Organizzazione delle attività di recupero;

5. Ora di flessibilità (DM 234/00);

6. Varie ed eventuali.

Passano al 2° punto dell’Ordine del Giorno, chiede la parola il sottoscritto ed invita il Dirigente ed il Collegio, prima di parlare di “Orario Scolastico”, di discutere sulla legalità o meno dell’orario in vigore, in via definitiva, dall’8.10.2001.

“Secondo il parere del sottoscritto, - ho sottolineato, l’orario è illegale per i seguenti motivi:

a) Non prevede il recupero dei 10 minuti/ora; non prevede, in altre parole, l’utilizzazione e la finalizzazione delle risorse di tempo “liberate” così come indicato in una nota dal Sindacato CISL (Documento sindacale riportato in calce) e dalla C.M. n° 225/01 emanata dal M.P.I. Il sottoscritto, stante l’orario attuale, effettua, settimanalmente, 900 minuti di servizio contro i 1080 spettanti e 700 minuti di lezione contro i 960 dovuti. Pertanto si può facilmente dedurre che il sottoscritto effettua tre ore di servizio e ben 4 (sottolineo quattro) ore di lezione in meno la settimana!

b) Non tiene conto che le classi sono tutte a “tempo prolungato”: non consente lo svolgimento di attività che sono proprie del tempo prolungato quali recupero, potenziamento, consolidamento e non prevede lo svolgimento di quelle attività integrative che, nel passato, sono state il fiore all’occhiello della nostra scuola: giornalino scolastico, attività teatrali, ecc. L’ora di flessibilità prevista dal D.M. 234/00, mio avviso, riguarda la scuola e le classi a “tempo normale”quelle classi il cui orario non prevede spazi per queste attività. In una classe abbiamo un paio di alunni che hanno necessità di “recuperare” nelle materie letterarie, in Matematica, in Francese e Inglese: un’ora di flessibilità, “rubata” alle materie letterarie, mi sembra solo una semplice presa in giro all’utenza e alla professionalità del docente: una goccia in mezzo all’oceano.

c) Contrasta con quanto deliberato dagli Organi Collegiali e dall’utenza lo scorso anno. E’ vero che la riduzione dell’orario delle lezioni è di competenza del Dirigente Scolastico (DPR 275/99) ma solo nei casi di “forza maggiore” (e solo in questo caso non vanno recuperati i 10 minuti) e sulla base dei pronunciamenti del Consiglio d’Istituto e del Collegio dei Docenti, ciascuno per le materie di propria competenza.

Il Collegio, nella stessa seduta, con il solo voto contrario del sottoscritto, ha approvato l’orario delle lezioni in vigore dall’8.10.2001 (vale a dire quello da me definito “illegale”) senza discutere del punti 2, 3, 4, 5, e 6 dell’O.d.G.

Come si può facilmente intuire si è venuto a creare un clima di astio tra il sottoscritto ed il resto del Collegio. E, credetemi!, non tanto mi ha meravigliato l’atteggiamento dei colleghi (sicuramente disposti a lavorare meno) ma quello del Dirigente Scolastico. Ma, signori, pensate un po’: un docente chiede al suo Dirigente di lavorare di più (che poi sarebbe il giusto) e viene deriso in faccia. Ma come possiamo salvare questa scuola?

Io chiedo e spero di poter ottenere, nel più breve tempo possibile, una risposta a questa mia al fine di verificare la fondatezza o meno delle mie asserzioni, discuterne con i colleghi, ritrovare la serenità collegiale ed eventualmente ripristinare la legalità.

Franco Varrese

DOCUMENTO SINDACALE

I “10 minuti”: la posizione della Cisl Scuola

Nella nota sotto riportata la Cisl Scuola fa chiarezza sulla riduzione dell’ora di lezione


L’art. 41 del CCNL ‘95 e la successiva interpretazione autentica del 1° luglio ’97, prevedono che la riduzione delle ore di lezione dovute a causa di “forza maggiore” determinata cioè da motivi estranei alla didattica, non deve essere recuperata da parte dei docenti.
Tale norma è stata ribadita tra l’ARAN e le OO.SS. firmatarie del Contratto Nazionale il 27 luglio 2000 con la sottoscrizione della sequenza contrattuale, prevista dall’art. 24, comma 3, del CCNL ’99, relativa agli obblighi di lavoro del personale docentein relazione alla piena attuazione dell’autonomia scolastica.
Con l’entrata in vigore di quest’ultima (lo scorso 1° settembre) è stato artatamente alimentato un dibattito confuso sulla materia.
E’ necessario quindi fare il punto per ripristinare la chiarezza.
L’autonomia consente (e non obbliga) di deliberare modelli organizzativi dell’attività didattica non coincidenti con la tradizionale unità di 60 minuti, finalizzati al successo formativo.
In questi casi, le risorse di tempo “liberate” devono essere organizzate per offrire agli studenti diversificazioni dei percorsi didattici e formativi e in nessun caso possono restare prive di finalizzazione. Non possono cioè essere , ad esempio, utilizzate, anche mediante il cumulo di frazioni orarie, come “ore a disposizione” da utilizzare per le sostituzioni.
Il collegio dei docenti definisce tali interventi nell’ambito dell’elaborazione del POF.
In proposito, la normativa di riferimento è la seguente:
-DPR 8 marzo 1999, n. 275, precisamente l’art. 3, comma 3 e l’art. 5 commi 3 e 4;
-Decreto ministeriale 26 giugno 2000, n. 234, precisamente l’art. 3, comma 5.
Nel caso in cui invece, l’istituzione scolastica operi in una situazione ambientale che richiede, per i cosiddetti “motivi di forza maggiore”, riduzioni dell’orario quotidiano delle lezioni degli alunni, queste non essendo determinate da motivazioni di natura didattica non comportano obbligo di recupero da parte dei decenti.
Tali riduzioni vanno operate nei limiti previsti dalle Circolari Ministeriali nn. 346/94, 281/87, 192/80 e 243/79.
Il Consiglio d’Istituto indica i criteri generali relativi all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali (D.Lvo 297/94, art. 10, comma 4) e, se ne ravvisa l’esigenza, deve esprimersi in merito alla questione.
Pertanto al consiglio d’istituto compete rappresentare tali esigenze mentre al collegio dei docenti verificarne la compatibilità sul piano didattico.
L’autorizzazione alla riduzione dell’orario delle lezioni, dovuta a causa di forza maggiore, é ora di competenza dei Dirigente scolastico, ai sensi del DPR 275/99. Questi, verificata l’esistenza di cause di forza maggiore sulla base dei pronunciamenti del Consiglio d’Istituto e del collegio dei decenti, ciascuno per le materie di propria competenza, ne dispone l’attuazione con provvedimento motivato.

In materia, sempre in data odierna, il MPI ha emanato la CM. N. 225 che, nel ribadire la validità delle disposizioni contenute nell’art 41 del CCNL ’95, conferma “in toto” i contenuti della presente nota interpretativa.

26.10.2000



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 Carlo Burichetti    - 26-02-2002
Come si può facilmente intuire si è venuto a creare un clima di astio tra il sottoscritto ed il resto del Collegio. E, credetemi!, non tanto mi ha meravigliato l’atteggiamento dei colleghi (sicuramente disposti a lavorare meno) ma quello del Dirigente Scolastico. Ma, signori, pensate un po’: un docente chiede al suo Dirigente di lavorare di più (che poi sarebbe il giusto) e viene deriso in faccia. Ma come possiamo salvare questa scuola?

Cito la frase del signore che scrive perché sinceramente io mi chiederei come mai sono in contrasto con tutto il collegio forse uno solo è illuminato e gli altri sono tutti poco pensanti e molto corporativi. Sinceramente no credo e cercherei una sana mediazione.
Anche nella mia scuola sta venendo fuori questo problema che viene spacciato come un problema legato all'autonomia. Si dice: "prima il provveditorato autorizzava o, quanto meno non diceva di no" oggi il provveditorato non c'è più e la scuola deve garantire agli alunni le ore di 60 minuti.
Io non ho oponini in proposito so solo che non voglio recuperare un bel niente e che se si vogliono fare le ore di 60 minuti si fanno una dopo l'altra al mattino come si faceva una volta quando andavo a scuola io senza chiacchierarare tanto.
Vorrei sapere, a vostro avviso quali sono i vantaggi dell'autonomia per gli studenti e per gli insegnanti?
io per ora ho notato solo questo:
Il preside fa sempre il preside ma si chiama dirigente ed il suo stipendio è raddoppiato.
Il/ segretario/a idem.
Noi non stiamo meglio di prima, neanche peggio ma non possiamo votare più neppure per il vicepreside.
Fra un po' sparirà il consiglio d'istituto.
poi???
Sapete trovarmi qualche lato positivo?
Grazioe.
Sono un Vostro assiduo lettore e rimango in attesa della vostra risposta.
Cordiali Saluti
Carlo Burichetti