breve di cronaca
Carriera docente: un miraggio offuscato
ADi - 03-07-2004

I risultati della Commissione ARAN-MIUR-OOSS:...NOTHING!!!


Il 25 maggio, la Commissione di studio tra ARAN, MIUR e OO.SS prevista dall’art.2 del CCNL Scuola 2002-2005 ha concluso i propri lavori. Non ci siamo mai fatti illusioni sugli esiti di questa ennesima commissione, come testimoniano i nostri innumerevoli commenti pubblicati sul sito (v. ad es.”Il miraggio della carriera”), ma in tutta sincerità il risultato ha superato ogni nostra più pessimistica previsione. E vediamo perché:

1. Ha disatteso il compito ricevuto

Il compito assegnato alla commissione era quello di “elaborare soluzioni” per l'istituzione di “meccanismi di carriera professionale dei docenti” (problema che ci trasciniamo dal 1974 quando fu abolito il concorso per merito distinto) e di “definire i costi tendenziali” per realizzarli nel biennio 2004/2005.

• In merito al primo punto la commissione non ha presentato nessuna soluzione, ma ha fatto una semplice “ricognizione” ( termine usato nel documento), peraltro attraverso scontate petizioni di principio, obiettivi confusi e contraddittori, ipotesi fumose sul che cosa e come valutare, già presenti in toto o in parte in precedenti contratti e mai attuate.

• Per quanto concerne la “definizione dei costi”, che è questione necessaria e indispensabile, non solo non è stata predisposta nessuna “definizione”, ma nemmeno nessun vago, approssimativo, ipotetico calcolo.

2. Non ha individuato l' “oggetto” del proprio mandato

Il documento mescola e confonde 3 questioni:
- diminuzione della percorrenza retributiva, da 35 a 25 anni
- “accelerazioni di carriera” per “merito”
- creazione di nuove figure professionali dei docenti

Vediamo di esaminare ciascuno di questi problemi:

Diminuzione della percorrenza retributiva
Il percorso retributivo dei docenti italiani - 35 anni per raggiungere il massimo - è il più lungo nell'Unione Europea, ed è proprio dopo i 15 anni di servizio che si registrano le maggiori differenze in negativo rispetto agli altri Paesi. Il documento cita il problema senza affrontarlo. Va aggiunto comunque che tale questione riguarda tutti i docenti e non è pertanto ascrivibile al tema dell'articolazione e differenziazione della carriera professionale, bensì all'istituto contrattuale della retribuzione.

"Accelerazioni di carriera” per “merito”
Questa procedura, volta a premiare attraverso accelerazioni di carriera i docenti “bravi “ nell'attività di aula, è la questione posta al centro del documento. Noi crediamo invece che questo modello, eliminato nel 1974 dai Decreti Delegati, per quanto sotto l'onda di un'ideologia egualitaristica che non abbiamo mai condiviso, e fallito in tutti i DPR e CCNL successivi, debba essere definitivamente sepolto. E' un modello non solo difficilissimo da realizzare, ma soprattutto fondato su una filosofia sbagliata (nota1). La natura di un'organizzazione come quella scolastica richiede infatti un governo fondato sull'integrazione, sulla condivisione di valori, sulla predisposizione a convergere nell'azione, perché se ne condividono le premesse. Tutto ciò è inconciliabile con interventi gerarchici di controllo e supervisione, attuati mediante l'elargizione di “premi e castighi” che classificano pubblicamente in "bravi e mediocri" gli insegnanti che svolgono gomito a gomito lo stesso identico lavoro.

Docenti con elevata professionalità e figure di sistema
L'ultimo capitoletto del documento affronta in modo del tutto marginale la questione della “spendibilità” di forme di ”elevata professionalità”, anche "all'esterno della scuola" e con esonero parziale dall'insegnamento, e si spinge fino a prevedere “figure di sistema a tempo pieno” “connesse al funzionamento di reti di scuole, ad attività specialistiche, di supporto e di alta definizione”. Questa “elevata professionalità” sarebbe acquisibile solo “dopo molti anni di lavoro d'aula”, un'ipotesi in contrasto con le indicazioni dell'OCSE, secondo cui dopo i i primi tre anni di servizio, non si verifica una crescita dell'efficacia professionale (nota2).
In relazione alle nuove figure professionali il documento si limita ad una serie di affermazioni general-generiche senza affrontare i nodi connessi (quanti docenti, con quale retribuzione, attraverso quali modalità concorsuali ecc..) e infine ripiega sull'esistente: incarichi a docenti scelti dal Collegio con salario aggiuntivo.
E' nostra convinzione che la questione della “carriera professionale degli insegnanti” si identifica con la creazione di una fascia di docenti specializzati, a sostegno dei processi d' innovazione e progettazione dei curricula, di valutazione degli apprendimenti e di autovalutazione delle scuole ecc… Gli insegnanti bravi ed efficaci di cui la scuola ha oggi particolarmente bisogno, e ai quali va assegnato uno specifico riconoscimento, sono quelli che sanno disseminare e consolidare nella scuola le proprie e altrui buone pratiche, che alimentano il sapere professionale e contribuiscono a costruire vere e proprie comunità scientifiche e professionali. A tal fine occorre abbattere una volta per tutte il tabù dell'unicità della funzione docente, che il documento ARAN-MIUR-OOSS ripropone invece come premessa e coronamento di tutto il proprio lavoro. Fin dal 1999 l'ADi ha ipotizzato un percorso professionale su 3 fasce, una iniziale, una professionale, ed una specialistica. Questa impostazione, anche se con denominazioni diverse, è stata ora assunta a vari livelli, ma rimane, purtroppo, ancora minoritaria, come testimonia il documento ARAN-MIUR-OOSS. Nel settembre 2003 l'ADi ha ulteriormente approfondito l'argomento con il documento “La carriera degli insegnanti”, riaffermando la necessità indilazionabile di sciogliere il dilemma fra merit pay, e creazione di una leadership professionale intermedia, conditio sine qua non per dare corpo alla carriera degli insegnanti.


3. Non ha fatto nessuna seria proposta su perché si valuta, chi valuta, che cosa si valuta, come si valuta

Il capitolo che riguarda la valutazione dei docenti è dominato da confusione e contraddizioni. E' citata una sola volta e per inciso la “sede concorsuale”, mentre su tutto il documento aleggia, pur senza essere esplicitamente citato, il Collegio Docenti come suprema garanzia di obiettività e trasparenza. Anche in questo caso l'esperienza non ha insegnato nulla. La deludente , per usare un eufemismo, stagione delle Funzioni obiettivo, ora Funzioni strumentali, avrebbe dovuto ben chiarire che il Collegio non può essere lo strumento né per valutare in modo serio e rigoroso la “competenza professionale”, né per dare autorevolezza a chi deve svolgere e sostenere processi complessi e impegnativi, peraltro non tutti eseguibili all'interno dell'istituzione scolastica. Nel documento c'è infine un'incredibile e preoccupante confusione tra valutazione dei docenti e valutazioni degli apprendimenti effettuate dall'INValSI.

4. Non ha sciolto il nodo fra ciò che compete alla legge e ciò che compete al contratto

Infine, ma non certo per importanza, il documento non chiarisce la necessaria distinzione fra ciò che compete alla legge e ciò che compete alla contrattazione. Non fa nessun accenno allo Stato giuridico, contro il quale è schierata la tetragona opposizione sindacale. Noi ribadiamo qui la necessità che si ripristini correttamente lo strumento legislativo, e che la carriera docente sia stabilta per legge, come è avvenuto per la dirigenza scolastica.


- Leggi qui il testo del documento ARAN-MIUR-OOSS.

- Qui proponiamo invece un'analisi critica del documento, affiancando al testo i nostri commenti.





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 ilaria ricciotti    - 04-07-2004
Ma quale carriera!!!!
Con quali soldi il docente italiano potrà formarsi e formare, adesso poi che un ministro dell'economia è stato sostituito da chi lo aveva appoggiato e con un'inflazione che sta galoppando?
Parlare di carriera dei docenti ora, dopo che la si è contestata con il precedente governo, è utopico, fuorviante ed anche paradossale.