Articolo  43 del CCNL
Cgilscuola - 29-06-2004
Con l’apertura formale della trattativa alt alle indicazioni del Miur e alle ipotesi di formazione

Il Ministro Moratti ha inviato una lettera all’Aran, con la quale si chiede l’apertura della trattativa contrattuale, in applicazione dell’articolo 43 del Contratto Nazionale, per definire la individuazione di figure specifiche e modalità organizzative per attivare gli anticipi nella scuola dell’infanzia e per individuare la funzione tutoriale: due fra i punti più discussi della Legge 53.

La lettera in questione non è un formale “atto di indirizzo”, che consente la conclusione della trattativa, nondimeno permette di valutare le intenzioni del Governo nella applicazione concreta della “riforma” varata con la legge 53/03 ed il Dlgs.59/04.

Da questo atto del Ministro Moratti per la FLC Cgil discendono, con grande chiarezza, due conseguenze.

La prima, che riguarda il Ministro, è relativa al fatto che con le affermazioni contenute nella lettera, il Ministro riconosce che non può intervenire unilateralmente (come ha cercato di fare per mesi) sull’organizzazione del lavoro scolastico, e che deve avviare - se vuole proporre modifiche - una trattativa con le Organizzazioni sindacali.

E’ quindi evidente che mesi di proteste, mobilitazioni, manifestazioni e scioperi, accompagnati da migliaia di delibere formali degli organismi di governo della scuola, ricorsi al Tar non solo erano motivati da ragioni giuste, ma hanno avuto la funzione di convincere finalmente il Ministro che invece aveva tentato di imporre dall’alto le sue scelte.

La seconda riguarda la situazione in atto nelle scuole, che non può più essere considerata quella di prima del 24 giugno scorso, data dell’incontro all’Aran.
Infatti, l’apertura formale del confronto contrattuale, al di la dei suoi esiti concreti, non può che comportare che finché non sarà conclusa la trattativa non ci sono indicazioni da seguire. Cioè non si può fare riferimento alle norme emanate dal Ministero sia per quanto riguarda il tutor che per quanto riguarda l’accoglimento degli alunni anticipatori nella scuola dell’infanzia. Infatti, a parte ogni altra considerazione, non si possono utilizzare testi e previsioni circa una materia sulla quale le parti non hanno ancora concluso formalmente il confronto.

Analogamente non hanno alcuna ragione d’essere iniziative di formazione, avviata o progettata, su una funzione/i (quale? quante? per fare che cosa?) che deve essere ancora convenuta e poi definita tra le parti. La formazione, che è questione seria, deve sempre rispondere con chiarezza alla domanda su quali siano i punti sui quali si chiede agli insegnanti di formarsi. Per saperlo bisogna aspettare la conclusione della trattativa.



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