Piani di realtÓ
Italia Democratica - 26-06-2004
Cari amici,
vi mandiamo una lettera di Nando dalla Chiesa al Corriere della Sera. Fino a oggi non Ŕ stata pubblicata.



Caro Mieli,

ho provato amarezza, amarezza vera, nel vedere le poche righe con cui il "Corriere" ha dato notizia della morte di Tom Benetollo, il presidente dell'Arci.
Per molte ragioni.

Una di riconoscenza per l'uomo, impegnato senza interruzione per quasi trent'anni sulla grande frontiera della pace, e per quindici in una vitalissima funzione di guida per centinaia di migliaia di persone. Un impegno per la pace totalmente non violento: intelligente, generoso, mai ideologico, faticoso (una fatica di cui alla fine Tom Ŕ morto...), speso tra Bosnia, Iraq, Palestina, Israele, Cuba, Sahara e ovunque ve ne fosse bisogno, in una sequenza incessante di iniziative, anche rischiose.

Una seconda ragione riguarda il ruolo totalmente minore che in controluce viene assegnato alla societÓ civile. L'Arci Ŕ la pi¨ grande organizzazione di volontariato laico del paese, e conta molti pi¨ iscritti di ogni partito politico, anche grazie al lavoro e alle scelte di Benetollo. Posso pensare che qualunque esponente di partito appena conosciuto avrebbe ottenuto maggiori attenzioni, nella notizia, nel ricordo, nel giorno dei funerali?

La terza ragione, e qui mi fermo, Ŕ che c'Ŕ davvero un abisso tra il sentimento di smarrimento e di dolore che ha attraversato un'intera, larga fascia di opinione pubblica e quel minuscolo spazio di giornale (che non ha caratterizzato, sia chiaro, solo il "Corriere").
La realtÓ vera, la realtÓ virtuale : sempre li' si torna... E non Ŕ confortante.

Un cordiale saluto,
Nando dalla Chiesa

Milano, 23 giugno 2004

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