breve di cronaca
Bagno di lusso per la preside nella scuola che cade a pezzi
Pierangelo Indolfi - 05-06-2004
Segnalo dalla Repubblica di Bari

Protestano gli allievi del Pascali: per noi laboratori sfasciati e wc fuori uso
La responsabile dell´istituto minimizza: "Rimedieremo presto, colpa della burocrazia"


MICAELA ABBINANTE

L´ingresso inganna. Pochi metri di un corridoio maestoso, con le pareti alte e bianche, ospitano le opere dei giovani artisti baresi, maschere, fotografie e ceramiche. Ma appena oltre una vetrata coloratissima, si apre un altro mondo, decisamente meno sontuoso. Al civico 14 di corso Vittorio Veneto, l´istituto d´arte Pino Pascali si mostra oggi in tutte le sue molteplici contraddizioni.
Contraddizioni fatte di ristrutturazioni da anni promesse e mai compiute e da altri lavori finiti appena in tempo per la Giornata dell´arte del 24 maggio: cabaret, lezioni aperte e una parata di ospiti e personalità per festeggiare i cinquant´anni dell´istituto. Ma basta aprire le porte dei due bagni, quello delle ragazze e quello della presidenza, uno accanto all´altro al primo piano, per capirlo. Il primo ha porte che non si chiudono, lavandini luridi e malandate tubature in vista; l´altro, un´ampia stanza dalle pareti candide, è nuovo di zecca ed è dotato anche di doccia con tanto di tendina bianca già montata.
Intanto, fuori, il Pascali va in rovina, lamentano gli studenti: «La scala antincendio cade a pezzi, le pareti delle aule del terzo piano sono consumate dall´umidità, a volte piove in classe e nei corridoi dell´ultimo piano. E, in inverno, spesso i termosifoni non funzionano. L´ascensore è un blocco grezzo, pericolosissimo per chi dovesse finirci contro o strisciarvi, posto al centro della scala e il sotterraneo - con i laboratori - assomiglia a un deposito abbandonato: bagni inagibili compresi». Si tratterebbe, però, «semplicemente di una questione di tempo: stando almeno alle parole di Raffaella Candeliere, per anni preside dell´istituto agronomico di Terlizzi e, dall´inizio dell´anno scolastico, preside del Pascali al posto di Filippo Ventrella. «Non appena sono arrivata in questo istituto - racconta Candeliere - mi sono assicurata che la macchina burocratica per la ristrutturazione si mettesse in moto. Ma i tempi, si sa, sono molto lunghi. I lavori di messa a norma della struttura dovrebbero cominciare all´inizio del prossimo anno». Quelli appena terminati e con cui sono state pitturate le pareti del corridoio di ingresso e rifatto il bagno della presidenza, invece, non sono stati finanziati dalla Provincia (competente in materia di istituti di istruzione media), ma da privati: «Abbiamo cercato di festeggiare al meglio i cinquant´anni dell´istituto e per l´occasione abbiamo anche realizzato un depliant per valorizzare il lavoro dei ragazzi - continua la preside - certo sappiamo che c´è ancora molto da fare, ma è necessario ricordare anche che fino a questo momento non è stato fatto nulla».
Non sono proprio dello stesso parere gli studenti: «Noi avremmo preferito avere bagni almeno più decorosi, aule più accoglienti e magari corsi anche pomeridiani di fotografia o di restauro. Sono proposte che facciamo dall´inizio dell´anno. Ma che non sono mai state ascoltate».
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 Pierangelo Indolfi    - 09-06-2004
Si parla ancora dell'Istituto d'arte di Bari su Repubblica Bari del 9.5.2004

Sotto accusa non solo il nuovo ufficio con vista mare e bagno di lusso. "Smantellato un laboratorio, in tre si sono già dimessi"

Pascali, 30 docenti contro la preside

Lettera dopo la denuncia degli studenti: "Gestione autoritaria"

La professoressa Candeliere si difende "Prima che arrivassi io erano allo sbando" Entrambe le parti minacciano denunce

MICAELA ABBINANTE
NICO LORUSSO


Scendono in campo anche i docenti dell´istituto d´arte Pino Pascali nella polemica che ha visto contrapposti gli alunni contro la preside, la professoressa Raffaella Candeliere. In un documento trenta docenti (su sessanta dell´organico) solidarizzano con gli alunni. «I nostri studenti denunciano cose vere e noi non ci sentiamo di lasciarli soli». La scuola è spaccata sulla vicenda denunciata dai rappresentanti dei ragazzi sulla ristrutturazione dell´edificio, partita proprio dalla nuova presidenza, ricostruita nella stanza dell´ex bar con vista mare con un nuovo e scintillante bagno privato, contrapposto alle "latrine" riservate ai cinquecento alunni. «Ciò - sostengono i professori - è costato alla nostra scuola non solo lo smantellamento del laboratorio fotografico ma anche la restrizione degli spazi didattici disponibili e un´occupazione studentesca di oltre dieci giorni. Sotto accusa dai trenta docenti è però anche «una concezione letteralmente proprietaria dell´istituzione. La nostra dirigente non ama essere contraddetta e quindi non discute con nessuno, decide da sola e usa gli strumenti dell´autonomia scolastica per condurre autocraticamente la scuola».
Una mozione di sfiducia in piena regola che la preside respinge del tutto. «Questa scuola - dichiara la professoressa Candeliere - prima del mio arrivo era quasi allo sbando. Abbiamo deciso l´apertura al territorio, riscoprendo la tradizione delle mostre delle opere degli alunni. La struttura era ed è in cattive condizioni, ma con i fondi della piccola manutenzione siamo riusciti a ridipingere parte dei corridoi per allestire le mostre degli alunni e parte della facciata ridotta in condizioni indecorosa. La nuova sede della presidenza è necessaria per trasferire il magazzino in un luogo vicino alla segreteria, più funzionale».
La differenza tra la nuova sala del preside e le vecchie aule, tuttavia, secondo alunni e docenti stride un po´ troppo. «E non si tratta - sottolinea la metà degli insegnanti - di una vicenda di moralismo giovanile che contrappone studenti radicali e scapestrati ad una dirigente che fa il suo dovere. Finora neppure il consiglio di istituto ha potuto discutere dei criteri di acquisti di beni e servizi fondamentali. Questa situazione ha causato, dopo tre mesi di affiancamento, le dimissioni dal loro incarico dei vicepresidi e poi della presidente del consiglio di istituto. E poi ordini improvvisi e non programmati di partecipare a feste, parate militari, spettacoli circensi, concerti, fiere, esposizioni, conferenze, assemblee e tornei che disturbano la normale programmazione didattica».
La preside contrattacca: «Qui prima erano tutti abituati a fare i fatti propri e spesso a lavorare poco. Invece abbiamo introdotto un metodo di lavoro che mi porta a restare qui al lavoro tutti i giorni fino a tardi: evidentemente il mutamento delle abitudini ha causato qualche contraccolpo in chi aveva qualche privilegio. Con il cinquantenario dell´istituto abbiamo ripreso in un volumetto la storia dei tanti artisti che hanno insegnato qui».
Ma la polemica non sembra esaurirsi: tanto che entrambe le parti minacciano di rivolgersi addirittura al tribunale per risolvere una vertenza che non rende il «Pascali» una delle scuole più tranquille della città.