breve di cronaca
Sacro e profano
Il Manifesto - 01-06-2004


In occasione dell'anniversario (non so più di quanti secoli) della costruzione della basilica di San Francesco, in Assisi, si è tenuta una solenne cerimonia, con le coreografie del caso.
E c'erano i carabinieri in alta uniforme con il pennacchio rosso sul cappello (mancavano invece i corazzieri, con la coda di cavallo dietro l'elmo), c'erano molti sindaci, con la fascia tricolore sulla pancia, ed un gran numero di autorità, politici, ministri di tutti i partiti (o quasi).
Ho scritto «quasi» perché spero (almeno, per televisione, non li ho visti) che non ci fossero quelli della Lega che hanno altri santi e un altro dio.
E per fortuna non c'era neanche il capo dello stato (che adora il Dio giusto che è bene non si mescoli con questi riti di falso ecumenismo), né il capo del governo il cui dio venter est, come dice san Paolo di alcuni cristiani di dubbia fede.
E c'era anche una folla di credenti, di non credenti, di pseudocredenti.
E i non credenti che ci stavano a fare, impacciati, forse annoiati ma almeno, molti di essi, onesti?
Gli pseudocredenti invece onesti non sono perché inscenano la commedia della fede: ma erano tutti là, e i più «pseudo» più composti e «devoti».
E alla comunione che è successo?
Non lo so perché la tivù non lo ha mostrato: saggiamente ha tirato un velo pietoso su uno spettacolo sconcertante con distinzione tra «buoni» e «cattivi».

E per fortuna pare che non ci fosse la Lega che, al sacro pane, preferisce l'acqua del Po.
Tutto questo succede quando, a un rito che si presume religioso, partecipano credenti, non credenti e pseudocredenti per celebrare, in questo caso, la costruzione della basilica francescana.
Ma che importa, della basilica suddetta, a un non credente?
li importa solo, se è un non credente colto, la vista degli affreschi di Giotto.
E allora sarà bene che vada in visita artistica anziché a una celebrazione religiosa durante la quale, per ammirare gli affreschi, non c'è tempo.


Adriana Zarri
rubrica Parabole


Segnalato da Pierangelo Indolfi

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 Pierangelo Indolfi    - 01-06-2004
E specie in campagna elettorale, tanti si improvvisano baciapile. Vedete un po' cosa è successo nella mia città, così come è stato riportato su Repubblica del 10.5 a pag. 21

Il personaggio
Il sindaco sale sull'altare comizio durante la messa

A Bari il caso Di Cagno Abbrescia. In molti hanno lasciato la basilica. Dopo due mandati per il Polo, non potrà ricandidarsi e sarà capolista di FI

DOMENICO CASTELLANETA

BARI - Comizio dall' altare nel nome di San Nicola. Il sindaco uscente di Bari Simeone Di Cagno Abbrescia ieri sera ha approfittato della celebrazione solenne in onore del patrono della città per tracciare un bilancio della sua attività e annunciare ai cittadini: «Continuerò a lavorare per voi, resto a vostra disposizione». Di Cagno Abbrescia, rappresentante del Polo, dopo due mandati non potrà più ricandidarsi alla carica di primo cittadino, ma scenderà in campo come capolista di Forza Italia. E ieri sera ha ribadito questo concetto subito dopo la comunione e prima del prelievo della sacra manna, una funzione molto sentita dai baresi, nella quale un siero ritenuto miracoloso viene raccolto attraverso un processo di trasudazione dalle ossa del santo. Ma infuria la polemica per l'uso privato di una funzione religiosa anche perché il comizio dall'altare è avvenuto con il permesso del vescovo Francesco Cacucci e del priore della basilica di San Nicola, Giovanni Matera presenti all'interno della basilica affollata di fedeli provenienti da tutto il mondo. E' accaduto alle 19,15. Dopo la comunione e prima del prelievo della sacra manna con la benedizione solenne, Simeone Di Cagno Abbrescia con la fascia tricolore e quindi in rappresentanza della città, è salito sull' altare e ha iniziato il suo discorso: «Ringrazio - ha affermato - i padri domenicani che mi hanno concesso di poter parlare. E' l'ultima volta che partecipo alla festa di San Nicola perché non potrò più essere candidato sindaco, ma vi assicuro che continuerò a lavorare per questa città. Resto a vostra disposizione». Simeone Di Cagno Abbrescia ha poi affermato d'aver lavorato bene «e ringrazio anche San Nicola - ha sostenuto - per aver guidato il mio lavoro». «Ma - ha continuato - proseguirò la mia opera che è stata positiva in quanto ho risolto molti problemi che ho trovato quando sono entrato in carica». Qualcuno ha applaudito, ma in tutta la chiesa s'è diffuso un mormorio, mentre una cinquantina di persone, alcune delle quali hanno gridato «vergogna», sono platealmente uscite dalla basilica. Il clima da comizio creato all'interno di un luogo di culto si è poi spostato all'esterno dove una decina di persone ha distribuito i «santini» di propaganda elettorale con l'immagine del sindaco Di Cagno Abbrescia che invita i cittadini a votarlo come capolista di Forza Italia. Sul selciato all'esterno della basilica a fine serata si sono contati centinaia di tagliandini elettorali. Tra i fedeli che hanno abbandonato la funzione c'era anche il candidato sindaco del centrosinistra Michele Emiliano, magistrato antimafia, accreditato dai sondaggi come il possibile vincitore della competizione elettorale visto che in due distinte rilevazioni il pm sfiora la vittoria al primo turno. «Non ho parole - ha dichiarato - posso solo dire che come credente sono schifato e non riesco a concepire come le autorità ecclesiastiche possano trasformare un momento intenso di preghiera in uno show elettorale». Netta la condanna di Marida Dentamaro, senatore, presidente nazionale dell'Udeur: «E' sconcertante che un sindaco trasformi una funzione religiosa in un vero comizio. Siamo ai mercanti nel tempio. Ma quelli fecero una brutta fine, furono cacciati. E penso che anche i baresi faranno lo stesso il 12 giugno». Secondo Marida Dentamaro, docente universitaria e cattolica convinta, «nella basilica di San Nicola è avvenuta una vera profanazione che offende i credenti, ma è poco dignitosa anche per noi politici». Anche sabato, durante la processione della statua del santo per le strade della città, Simeone Di Cagno Abbrescia aveva guidato il corteo con la fascia tricolore facendosi accompagnare al suo fianco dal candidato sindaco del centrodestra, Luigi Lobuono.