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Cales
Paolo Mesolella - 22-05-2004

SPARANISE - ALL’ISTITUTO “PADRE SEMERIA” UNA MOSTRA PER CALES LA CITTA’ CHE FU CAPITALE DELLA CAMPANIA ROMANA

Cales è stata la città più importante degli Ausoni e la prima colonia di diritto latino in Campania; la città che nel III sec. a. C. diventò la capitale della Campania romana e che fu sede di una delle quattro questure istituite dal senato romano con giurisdizione sulla Campania e la Magna Grecia. Una città maestosa. Aveva sei porte urbiche ed almeno quattro templi (dedicati a Giano, Giunone, alla Mater Matuta e ad Augusto). Aveva un grande Teatro per le rappresentazioni sceniche, un anfiteatro per i combattimenti dei gladiatori e due grandi complessi termali. Il Cerbone suppose che Cales contasse 22 mila famiglie per un totale di circa 66 mila abitanti. E poi fu fondata prima di Roma, almeno duemila anni prima di Cristo: Virgilio infatti nel VII libro dell’Eneide afferma che Cales accorse in difesa di Turno contro Enea.
La mostra archeologica, voluta dal preside dell’ ITC Galilei di Caserta, ing. Paolo Tutore, in collaborazione con la Sovrintendenza archeologica e le amministrazioni comunali dell’Agrocaleno, ha coinvolto tutti i docenti di Lettere dell’istituto che, con i propri alunni, hanno realizzato un laboratorio di storia sull’antica Cales allo scopo di formare delle guide per accompagnare i visitatori durante i giorni dell’allestimento. In esposizione cinque grandi vetrine e otto pannelli sulla Cales preromana e la Cales Romana, sulle necropoli, sui santuari, sulle terrecotte figurate, sulla ceramica a vernice nera, sul Teatro di Cales. In esposizioni anche pezzi ornamentali del Teatro e parte del corredo della tomba n°89 pertinente alla cosiddetta “fanciulla di Cales”. Ma sono soprattutto le terrecotte figurate (statuette maschili e femminili) e gli ex voto anatomici, rinvenuti in una grande fossa votiva in località S. Pietro a destare maggiore interesse. Dalla bellissima statuetta della Mater Matuta (del V sec. a. C), alla ceramica miniaturistica del V sec. a.C. rinvenuta, in migliaia di esemplari, in una stipe votiva in località Ponte delle Monache. Tra le terrecotte figurate, in particolare, sono state esposte teste maschili e femminili, miniature di animali (bovini, cinghiali e cavalli) e voti anatomici (mani, piedi, uteri e falli). Ma anche fondi di vasi a vernice nera del III sec. a. C.con marchi raffiguranti i simboli di Ercole o le firme dei figuli caleni. Molto interessante anche lo studio delle necropoli, come quella in località il Migliaro che ha restituito sepolture databili dalla fine del VII sec. a. C. al IV sec. a. C. con un ricco corredo ceramico e numerosi oggetti di ornamento femminile (fibule, armille, pendenti e collane di pasta vitrea), e cuspidi di lancia, spade corte e coltelli. Si tratta quindi di oggetti della cultura materiale attraverso i quali si ha un quadro sufficientemente chiaro della realtà calena. La mostra, si spera possa costituire un primo passo verso il tanto atteso museo dell’Antica Cales; intanto rimarrà aperta tre settimane (fino al 30 maggio) per permettere ai caleni e alle scuole della Provincia di conoscere diverse testimonianze del nostro glorioso passato.

Paolo Mesolella

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