breve di cronaca
La riforma fiscale del governo Berlusconi
RAB - 19-05-2004
La riforma fiscale del governo Berlusconi, ha rivoluzionato le seguenti aliquote IRPEF attualmente in vigore per i corrispondenti scaglioni di reddito:

¨ 18% per redditi fino a 20 milioni annui
¨ 24% per i redditi fino a 30 milioni annui
¨ 32% fino a 60 milioni annui
¨ 39% fino a 135 annui
¨ 45% per redditi oltre i 135 milioni annui

Esse saranno sostituite da due sole aliquote, rispettivamente

¨ 23% per i redditi fino a 100.000 euro (circa 200 milioni di lire)
¨ 33% oltre il suddetto importo.

Ecco i risultati della riforma (basta una semplice calcolatrice non serve il commercialista Tremonti!!!):

----REDDITO IN LIRE----IMPOSTA IRPEF ATTUALE---- IMPOSTA IRPEF FUTURA ----DIFFERENZA DA PAGARE----
20.000.000 3.600.000 4.600.000 +1.000.000
25.000.000 4.800.000 5.750.000 + 950.000
30.000.000 6.000.000 6.900.000 + 900.000
35.000.000 7.600.000 8.050.000 + 450.000
40.000.000 9.200.000 9.200.000 0
50.000.000 12.400.000 11.500.000 - 900.000
100.000.000 31.200.000 23.000.000 - 8.200.000
135.000.000 44.850.000 31.050.000 - 13.800.000
200.000.000 74.100.000 46.000.000 - 28.100.000
500.000.000 209.100.000 112.000.000 - 97.100.000


Se ancora non ti è chiaro il concetto, il lavoratore medio italiano con un reddito lordo annuo di 30 milioni di lire pagherà 900.000 lire di tasse in più all'anno !
Chi invece ha un reddito lordo di 100 milioni vedrà aumentare la sua retribuzione annua di più di 8.000.000 di lire!!!


NBSi consiglia di inviare la mail soprattutto ai lavoratori con reddito medio/basso illusi dagli spot elettorali del Centro - destra!

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 RAB    - 22-05-2004
139 EURO IN PIÙ DA OGNI CONTRIBUENTE FRA IL 2002 E IL 2003

Roma, Maggio 2004


L’Eurispes nello studio dal titolo “Le tasse sono veramente diminuite?” ha misurato la pressione fiscale dell’anno passato (2003) confrontandola con quella dell’anno precedente (2002). I dati prodotti, ad una prima lettura, non sembrano confermare i vistosi richiami pubblicitari in cui si sostiene che milioni di italiani abbiano pagato meno tasse. Anzi, stando alle elaborazioni fatte dall’Eurispes sulle informazioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate si è avuto un accrescimento della pressione fiscale del 6% e cioè molto maggiore rispetto all’aumento del reddito che si è verificato nello stesso anno. Le imposte indirette sono aumentate del 4%, ma è il condono ad essere in gran parte responsabile dell’accresciuto gettito del 2003.

La tassazione indiretta ha accresciuto il suo peso anche al di là dell’aumento dell’inflazione e sottraendo quindi reddito disponibile al cittadino ed in particolare a quello più povero, come sempre succede quando la proporzione fra il gettito delle imposte dirette si sposta a favore di quelle indirette.

L’Eurispes ha anche calcolato quanto è stato l’ammontare in euro del maggior sacrificio fiscale riferito alla sola Irpef ed ha scoperto che non si tratta di pochi centesimi: mediamente nel 2003 ogni italiano ha pagato di imposta sui redditi delle persone fisiche 139 euro (270.000 lire) in più che nell’anno precedente.

 RAB    - 23-05-2004
Da altra lista

E' proprio così non ci sarebbe nemmeno bisogno di guardare le diverse ricerche ma soltanto la propria busta paga o pensione, in particolare è aumentata e parecchio l'irpef regionale e comunale, cosicchè gli aumenti di rito sono stati in parte vanificati....la cosa che mi irrita profondamente oltre al danno personale è il vedere l'inconsistenza e l'insulsaggine degli esponenti di sinistra, comnpreso Bersani, peccato!, che in un recente confronto televisivo con Tremonti , ma anche in altre occasioni non è stato in grado di mostrare con semplicità questo dato inequivocabile; inoltre non si contestano con la dovuta decisione e magari dei semplici esempi le previste prossime due aliquote, il 23 e il 33 per cento che penalizzerebbero in modo inaudito i redditi medio bassi, che sono la stragrande maggiuoranza, e che soprattutto sarebbero in CONTRASTO con la nostra Costituzione che prevede che in materia fiscale si contribuisca in base ai redditi in maniera progressiva ; se passasse la riforma fiscale lasciata intravedere alcuni avrebbero un guadagno da minor tasse che equivarrebbe al reddito percepito da un giovane precario o lavoratore part time......la balla che tale vantaggio sarebbe appannaggio di pochi è appunto una balla, provate
a fare un po di conti per esempio su chi percepisce cinque, sei, sette, otto milioni, di vecchie lire al mese., e sono molti, basta essere dirigenti delle regioni, dello stato, professionisti, professori universitari, ecc. ecc. e applicate l'aliquota del 23 % anzichè gli scaglioni attuali e ne vedrete delle belle.... Maria