Fuoriregistro
noi della redazione - 12-05-2004
Fuoriregistro non ha una "linea", ma non è "allineata": dà voce alle opinioni e, per sua natura, tiene particolarmente a quelle che sono "fuori dal coro". Trova inaccettabili gli attacchi personali e la pesantezza del linguaggio, ma non pensa esistano toni " troppo forti ed inopportuni" quando le "situazioni" cercano chiarezza. Ritiene invece che il confine tra dedali e labirinti sia estremamente sottile: dentro ci si può perdere.
Fuoriregistro crede che non esista una "ragione" che non sia il rovescio della follia: tutte le pazzie ritengono di essere ragione e una ragione assoluta equivale ad un'assoluta follia. Più e più volte la ragione intreccia la pazzia e in nome della ragione la tirannia ha sempre chiuso il dissenso in manicomio: è un dedalo che si fa labirinto.
Fuoriregistro è un luogo di scambio ed un osservatorio privilegiato: nell'ascoltare le più disparate opinioni non fa fatica a scorgere, dietro l'ostentata volontà di unire, l'intolleranza che fa capolino e divide. I medici sono di moda, le diagnosi tengono banco e le sindromi si moltiplicano: c’è quella "di Tafazzi" - il dissenso che si dà “bottigliate sui coglioni (pardon, sugli attributi maschili)"- e quella della divisione - se non sei d’accordo con me hai “la tendenza a vedere dietro ogni angolo tradimenti, retropensieri, cedimenti al "nemico", cavalli di Troia, cavalli di frisia, ecc. ecc.". Il dissenso non legge, non studia, non capisce, fa "semplicisticamente, di ogni erba un fascio", ripropone "improbabili logiche e contrapposizioni di classe", è perso negli "estremi atletismi del pensiero" nelle "spericolate incursioni nei territori della fantapolitica o della psichedelìa" e, si abbandona "ad una vera e propria deformazione e distorsione delle idee e delle posizioni, peraltro limpidamente e coerentemente espresse".
E' di fronte a questi esempi che dichiariamo la nostra impossibile neutralità. Voi lo sapete: il linguaggio non è mai neutro e non è vero che la storia dei fatti è oggettiva; ogni storico ne sceglie tra milioni quelli che gli tornano utili e tace degli altri.
Fuoriregistro non ha una posizione, apre le sue porte e usa molti colori, ma rimane, da sempre, per chi è… fuoriregistro.


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 ilaria ricciotti    - 12-05-2004
A me personalmente alcuni membri della redazione di Fuoriregistro hanno fatto notare, tempo fa , che il mio linguaggio era troppo irrispettoso nei confronti di qualcuno. Ed anche se non lo ritenevo tale, sono stata più volte rimbeccata. Ho sofferto molto per questo, soltanto io, non altri che usavano espressioni e contenuti molto più offensivi dei miei. Ora leggo che Fuoriregistro è neutrale ed ha tanti altri attributi e qualità. Be', ciò in parte è vero, ma non capisco come questa, pur interessante rivista, non abbia oscurato, ad esempio su "filo diretto", alcuni soggetti che non hanno rispettato certe regole, richieste e scritte a caratteri cubitali, tra cui non offendere. Perchè soltanto io sono stata bacchettata come l'alunna indisciplinata che deve ricevere note o essere mandata dal preside? Questo modo di operare secondo la redazione è neutrale?
Nonostante ciò ho sopportato le persone moleste, non ho risposto alle loro provocazioni, non ho offeso ed ho continuato a scrivere, usando il mio semplice linguaggio e le mie poesie "demenziali", come sono state definite da un soggetto molto educato ed un critico letterario, perchè ritengo, tutto sommato, che questa rivista sia fondamentalmente più valida di altre, a cui sono stata invitata ad iscrivermi.
A proposito sono stata anche infestata da molti virus, che naturalmente ho combattuto e continuo a combattere.
Un cordiale saluto alla redazione dall'irruenta, come sono stata definita, Ilaria.

Ciò che non capisco è perchè a volte continuate a bastonarmi, nonostante io perseveri a leggervi ed a scrivervi. Non avete ancora capito che tutto sommato stimo ognuno di voi, vi considero dei validi interlocutori da cui imparare tanto e sono molto affezzionata a questa rivista che considero in parte anche mia?

 Anna Di Gennaro Melchiori    - 19-05-2004
Vi ringrazio del nobile lavoro che svolgete! Grazie a voi ho incontrato altri ins. in crisi come lo sono stata io! Imparare a "condividere" la situazione di disagio che sta diffondendosi sempre più anche nella scuola italiana di ogni ordine e grado è il primo passo che dobbiamo compiere! Consiglio a tutti la lettura degli articoli del dott. Lodolo D'Oria nella rubrica quindicinale "Burnout, psicopatie e antidoti" sul sito www.proteofaresapere.it che da qualche mese offre al Medico, membro del collegio ASL Città di Milano che da più di un decennio studia scientificamente l'argomento, l'opportunità di "dialogare" con gli insegnanti. Vi assicuro che il loro numero è sempre più considerevole!
A presto dunque e buon lavoro,
Anna