breve di cronaca
Adesione alla manifestazione del 15 maggio

A Roma il 15 maggio una grande manifestazione nazionale per la scuola, l’università e la ricerca promossa dai Coordinamenti dei genitori, degli insegnanti e degli studenti.

I Democratici di Sinistra hanno assicurato la loro adesione

Per raccogliere e rilanciare in una grande iniziativa il vasto movimento che si è sviluppato contro le leggi Moratti nella scuola, nel mondo dell’università e della ricerca, è stata promossa dai Coordinamenti dei genitori, degli insegnanti e degli studenti una manifestazione nazionale il 15 maggio a Roma.
I Democratici di Sinistra hanno assicurato la loro adesione alla manifestazione.
Nei prossimi giorni, oltre ad indicare le modalità di partecipazione, sarà presentato in un’apposita conferenza stampa il documento che espliciterà le autonome motivazioni dell’adesione, insieme alle altre forze che compongono la lista “Uniti nell’Ulivo per L’Europa”.

Manifesto di adesione dei promotori e degli aderenti alla manifestazione


ADESIONE DELLA LISTA “UNITI NELL’ULIVO PER L’EUROPA”
ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 15 MAGGIO PER LA SCUOLA, L’UNIVERSITA’, LA RICERCA


La Lista “Uniti nell’Ulivo per l’Europa” ha deciso di aderire unitariamente alla manifestazione nazionale del 15 maggio a Roma (ore 14, Piazza della Repubblica) , indetta dai Coordinamenti dei genitori, insegnanti e studenti.

Il 15 maggio mattina, alle ore 10,30, è convocata a Roma nella Sala della Lista unitaria , in Piazza Santi Apostoli 73, una riunione dei gruppi parlamentari, degli amministratori, dei responsabili nazionali e territoriali dei partiti, per discutere la costruzione di una proposta programmatica comune.
Il testo seguente costituisce la base unitaria per l’avvio di questa discussione.

1. il diritto costituzionale all’istruzione, per tutti e per ciascuno, è il fondamento e l’obiettivo della nostra strategia.
Questo diritto si estende per l’intera vita della persona, dal ciclo 0-6 all’estensione dell’obbligo scolastico, anche attraverso percorsi integrati con la formazione professionale, all’istruzione superiore e universitaria, all’apprendimento continuo degli adulti e degli anziani.
Una nuova alfabetizzazione dell’Italia è la sfida che intendiamo raccogliere come motore per il risveglio della coscienza nazionale, per la crescita economica, per una più forte coesione sociale.

2. la conoscenza è il valore che determina il destino delle persone, la loro dignità, l’occupazione, il reddito. Decide il ruolo del Paese nella competizione globale. E’ la priorità strategica del nostro progetto per la società italiana.
Ci sentiamo impegnati a realizzare gli obiettivi di Lisbona 2000, essendo convintamente europei, nel campo dell’istruzione, della formazione, dell’università e della ricerca.

3. abbiamo contrastato e contrastiamo l’azione del Governo, frutto della sua visione della società, della scuola, del mercato che ha portato a:
- una drastica riduzione delle risorse con conseguente riduzione del tempo scuola, dell’insegnamento e dei posti di insegnante, della qualità delle infrastrutture e del servizio;
- l’introduzione nel sistema di istruzione di criteri individualistici, privatistici, aziendalistici;
- un abbassamento del livello culturale della scuola che espone i ragazzi al rischio dell’ignoranza e della inconsapevolezza;
- la rottura, con la devoluzione, dell’unità nazionale del sistema scolastico;
- la divisione, la frantumazione, la rigidità del sistema, dagli anticipi al doppio canale, dalla facoltatività degli orari e delle attività, alla gerarchizzazione della funzione docente, alla trasformazione della scuola da istituzione della Repubblica a risposta a domanda individuale;
- l’allontanamento politico e culturale dall’Europa.
Noi lavoriamo per cambiare le politiche del Governo per la scuola.

4. la nostra idea dell’Italia e dell’Europa ci porta a pensare con prospettive nuove, anche rispetto al passato, la scuola italiana per i prossimi anni.
Vogliamo affermare, con il progetto, l’iniziativa politica, gli strumenti più efficaci:
a) la valorizzazione delle capacità e delle risorse delle persone, l’uguaglianza delle opportunità educative e formative per tutti, per i disabili, per gli immigrati, il superamento delle differenze sociali e territoriali, il dialogo tra le culture e le religioni, l’educazione alla cittadinanza;
b) il valore costituzionale del sistema pubblico, del suo ruolo e la sua missione civile, nazionale ed europea;
c) la scuola al primo posto nella strategia del Governo e nelle priorità per l’assegnazione delle risorse;
d) la valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, della libertà e della responsabilità dei docenti, dell’unità del progetto educativo e culturale, della continuità (istituti comprensivi), della dimensione collegiale, del dialogo con le famiglie;
e) la riaffermazione del valore nazionale della scuola incardinata nella comunità locale e nel territorio, secondo il Titolo V della Costituzione, sostenendo il rapporto di collaborazione con le Regioni e gli Enti locali.

5. Per tutte queste ragioni pensiamo che si debba invertire la rotta, che l’azione del Governo debba rispettare, sostenere, valorizzare le esperienze e le iniziative della scuola e che la politica, nelle sue forme organizzate e nei movimenti, debba guidare con sapienza il processo di cambiamento della scuola italiana che è grande parte della crescita sociale, economica, culturale e civile dell’Italia.



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