Riforma Moratti: cresce il dissenso
Coordinamento genitori - docenti Napoli - 19-04-2004
Riceviamo da Napoli - e volentieri pubblichiamo - una lettera aperta inviata alla stampa dal coordinamento genitori-docenti, impegnato ad organizzare la resistenza contro l'attuazione della riforma Moratti, e l'ordine del giorno approvato la settimana scorsa dal Consiglio Comunale della città.

Gentile direttore,
Di seguito le esponiamo episodi, accaduti nel napoletano ma che riconducono a matrici comuni a più territori italiani, che una società civile è tenuta a rigettare, pertanto riteniamo la scuola pubblica, di Stato, strumento fondamentale che non smetteremo mai di difendere.
Napoli in questi giorni è stata scossa da due omicidi: la mamma-coraggio di Torre Annunziata, ammazzata perché aveva denunciato i pedofili che avevano violentato il suo bambino, e Annalisa, colpita per sbaglio a Forcella.
La città ha visto, ha pianto, si è nuovamente rassegnata; il parroco di Forcella che ha osato dare un nome alle cose è stato più volte minacciato, e sembra essere solo, anche in seno alla sua stessa chiesa. Le altre mamme-coraggio sono fuggite, non se la sono sentita di affrontare la solitudine e il rischio sempre più grande: si erano rivolte allo Stato per ottenere giustizia ma forse, si mormora, avrebbero fatto meglio a rivolgersi a qualcun altro che avrebbe chiuso i conti in modo più silenzioso, sostituendo alla giustizia la più semplice vendetta.
Ebbene, perché Napoli riesca ad uscire dalla spirale di violenza che la attanaglia è necessario che si formi una generazione di cittadini che conoscano e difendano i propri diritti e doveri senza demandare la soluzione dei loro problemi a poteri più o meno occulti. Occorre perciò una scuola elementare e media nella quale i bambini vengano formati anche in assenza delle famiglie, imparino a vivere in comunità e a farsi carico gli uni degli altri, abbiano la cultura necessaria a riconoscere il mondo a cui appartengono e a poter scegliere; tutti i bambini, non solo quelli della Napoli “bene” . Per Napoli la scuola dell’obbligo è l’unico luogo da cui può partire un riscatto reale. I bambini avrebbero bisogno di stare a scuola almeno otto ore al giorno, ma da tre anni non arrivano finanziamenti per l’edilizia scolastica e in molte scuole (compresa quella di Annalisa a Forcella) è necessario il doppio turno; qualche ora a scuola, il resto per strada o a lavorare. Il tempo pieno è al di sotto del 20%, non per mancanza di richiesta, ma per mancanza di fondi e strutture. E’ ancora presente la piaga dell’evasione scolastica; ci sono genitori che devono essere ‘obbligati’ a mandare a scuola i bambini, per loro non è sufficiente un generico diritto-dovere. Di fronte all’aumento dei diversamente abili che necessitano di integrazione si ha una riduzione degli insegnanti di sostegno pari nel 2004/05 a 108 unità.
La scuola napoletana ha bisogno di mezzi (non di idee, basti vedere il risultato del progetto dei ‘maestri di strada’).
E invece vediamo incombere una ‘riforma Moratti’ che taglia le risorse, riduce le ore di insegnamento, aumenta il numero di bambini per classe, parla di una ‘personalizzazione’ che è in realtà cristallizzare ciò che già esiste. Per Napoli la legge 53 è più che una controriforma della scuola: è il sancire il dominio di una criminalità che si basa sull’ignoranza, la diffidenza verso lo Stato, il clientelismo. Per questo il Consiglio comunale ha fatto proprie con un ordine del giorno le preoccupazioni di chi in questi mesi si sta battendo contro la riforma Moratti; per questo il coordinamento genitori-insegnanti lancia un appello perché tutte le forze ‘sane’ difendano la scuola pubblica, uguale per tutti, gratuita, la scuola dello Stato che è l’unica possibilità per Napoli di crescere una generazione che riesca a sottrarsi alla malavita grazie alla cultura e alla consapevolezza che ne deriva e a riprendere il controllo della società civile. Solo così si potranno dare risposte concrete a morti che sempre più si configurano come dolorosamente inevitabili.
Napoli, 13 Aprile 1004
Il Coordinamento Insegnanti – Genitori di Napoli in difesa della Scuola Pubblica

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ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio Comunale di Napoli,

PREMESSO CHE
da tempo il coordinamento genitori-insegnanti di Napoli è attivo in un'ampia ed articolata disamina della Legge 53/2003 e successivo Decreto Attuativo del 23/1/2004

ATTESO
che essi sono presenti nei momenti di confronto e di lotta che hanno visto una sempre maggiore mobilitazione del paese su queste tematiche,

PREOCCUPATO
degli effetti lesivi della normativa fin qui citata per le ampie limitazioni e lo stravolgimento dei fondamenti della Scuola Pubblica Italiana attraverso,
a) la cancellazione dell'obbligo scolastico sostituito da un ipotetico diritto-dovere che nei fatti potrebbe deresponsabilizzare lo Stato,
b) con la riduzione dell'orario obbligatorio e quindi l'inevitabile abbassamento della qualità dell'istruzione, la distruzione del sistema di insegnamento di equipe, sostituito da indefiniti tutor,
c) dei forti rischi di svuotamento del significato pedagogico del tempo pieno svilito, nel migliore dei casi, a tempo di intrattenimento;
d) l'avvio precoce (a dodici anni) dello studente alla scelta tra studi professionali e liceali, dimenticando che le scelte LIBERE sono un lusso riservato a pochi,
e) la mancanza di un'adeguata copertura finanziaria e la delega dei percorsi formativi a imprese private e sponsor on uno stravolgimento strutturale dell'istruzione ridotta a mera formazione,
f) la inevitabile messa in discussione della Legge 447/97 sull'inclusione degli alunni diversamente abili. Nella nostra città si è già assistito per le patologie particolarmente gravi ad una drastica riduzione delle ore di sostegno di circa il 25%.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

A rappresentare al governo Nazionale le forti preoccupazioni che la riforma Moratti ha ingenerato, recependo così la forte voce che in città si è levata a difesa della SCUOLA PUBBLICA e dei principi Costituzionali su cui essa è fondata.




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