I conti non tornano
Anita - 27-03-2004
Riporto un comunicato che ho letto su Cgilscuola.
Il Manifesto fa risalire la paternità dell'affermazione ad Enrico Panini, ma credo che chiunque, cittadino italiano, potrebbe rivendicarla.
Quelli che sono stufi delle menzogne, dei sotterfugi, dei fili del burattinaio, degli accordi sottobanco che fanno parte della politica.
E che fanno un pò comodo a tutti. Tutti.
Ho scioperato anch'io, senza grande clamore, ho semplicemente detto no.
Una giornata con i mei bambini, una specie di vacanza, che pagheremo alla fine del mese, mio marito ed io.
La seconda, per di più, questo mese, in due.
Anche se appare poco. Anche se gli scioperi minori non fanno così tanta notizia. Anche se le scelte dei singoli non fanno mai troppa notizia.
Ma sono convinta che siano le più importanti, e le più autentiche, o forse dovrei dire libere.
Quelle che danno senso a tutto il resto.


MORATTI E SNALS...LA PAURA FA ...33


Frammenti di vita vissuta



Quasi all’unisono il Ministro Moratti e lo Snals comunicano che lo sciopero della scuola sarebbe fallito, che bisogna dialogare ed essere disponibili a dialogare, che solo il 33% dei lavoratori della scuola avrebbe aderito alla fermata.

Evidente segnale di panico visto che si sono aggrappati ad un dato privo di fondamento perché l’adesione vera allo sciopero è stata di gran lunga superiore, come testimoniano centinaia di scuole completamente chiuse ed i dati che stanno affluendo dalle province.

Migliaia di lavoratori della scuola e milioni di lavoratori di tutte le categorie hanno scioperato oggi sulla base di una piattaforma confederale che esprime un giudizio pesantemente negativo sulle politiche scolastiche del Governo.

Da mesi, ogni giorno decine di iniziative testimoniano in ogni città del Paese l’opposizione al disegno di privatizzazione della scuola pubblica.

Sono realtà che è impossibile nascondere.

Sotto questa realtà fallisce definitivamente il tentativo del Ministro Moratti di edulcorare gli effetti della sua Legge con disposizioni ambigue e con grandi appelli ad un dialogo che Lei per prima ha sempre rifiutato e sempre impedito.

Tanto che ora si cerca di recupera in extremis una parvenza di disponibilità mentre cresce la protesta.

Si preferisce far finta di non capire che per costruire un dialogo vero con il Paese bisogna preliminarmente ritirare provvedimenti così duramente contestati.

La fretta di urlare un fallimento (infondato) dello sciopero è rivelatrice della crescente paura di chi vede il proprio disegno respinto dagli italiani e nelle scuole.

Noi non ci fermiamo perché il diritto ad una buona scuola pubblica è troppo importante.

Nei prossimi giorni Cgil, Cisl e Uil depositeranno un ricorso alla magistratura contro le illegittimità del Decreto, ulteriori iniziative sono già state convenute e matureranno nelle prossime settimane.

Continua la mobilitazione per difendere la qualità della scuola che ora investirà anche la tutela degli organici e azioni per denunciare la beffa che si sta perpetrando a danno dei genitori che hanno chiesto il Tempo Pieno ed il Tempo Prolungato e che ora se lo vedono negato.

Roma, 26 marzo 2004


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