Storia di una valutazione poco valutata
Anna Pizzuti - 26-03-2004
In queste settimane si sta svolgendo, in molte scuole il Progetto Pilota sulla valutazione del sistema di istruzione.

L’atmosfera è quasi quella di un rito per pochi iniziati. Di quelli che, nell’antichità, si svolgevano nei boschi sacri.

La denuncia di Elena - seguita dalle riflessioni di Salvatore Nocera"
sull’impatto di questo sistema valutativo con uno degli aspetti più delicati e forti insieme del nostro sistema scolastico: l’integrazione – ha spinto Claudia e Grazia e me, ad addentrarci insieme a lei in questo bosco che sembra aver incantato, con il suo richiamo, tante scuole.

Con l’intento – forse dissacratorio, forse di servizio – di rendere il più possibile pubblico tutto quello che riguarda questa operazione, che ora sembra quasi un gioco, ma in futuro – intrecciandosi con l’attuazione della riforma - regolerà, si teme, il nostro lavoro di insegnanti, la nostra funzione e tutta l’organizzazione scolastica.

Ma questa è scienza, ci viene detto.

Eppure è quasi senso comune che il fondamento del metodo scientifico, da Galileo in poi consiste nel fatto che chi sperimenta lo fa per provare, e per riprovare, cambiando, aggiustando obiettivi e strumenti. Tarandoli ed adattandoli.

In più: chi sperimenta valuta, in primo luogo, se stesso ed il proprio metodo. E lo sottopone a verifica ed a critica.

Cercheremo di capire se ciò è accaduto durante i tre anni di sperimentazione dei progetti pilota.

E molto altro ancora, con il vostro aiuto.

ALL’INIZIO ERA L’INVALSI

Nella presentazione dell’Istituto, leggiamo:

Tra la fine degli anni ’80 ed i primi del ’90, sulla spinta della diffusa “autonomia scolastica”, si è avvertita anche in Italia la necessità di disporre di un “servizio nazionale” che – analogamente a quanto avveniva in altri Stati socialmente avanzati – “valutasse” la produttività e l’efficacia del sistema scolastico nel suo insieme e, per quanto possibile, per singoli istituti scolastici.

Con il Decreto Legislativo 20 luglio 1999, n. 258, il CEDE è stato, pertanto, trasformato in “Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione”, con ampliamento notevole di compiti e finalità, attraverso il riordino del CEDE in «Ente finalizzato al supporto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche».

Il Decreto Legislativo n. 258 sopra citato elenca con grande chiarezza i nuovi compiti dell’Istituto, così riassumibili:

- valutazione dell’efficienza e dell’efficacia del sistema di istruzione nel suo complesso ed analiticamente – ove opportuno anche per singola istituzione scolastica – inquadrando la valutazione nazionale nel contesto internazionale; - studio delle cause dell’insuccesso e della dispersione scolastica, con riferimento al contesto sociale e alle tipologie dell’offerta formativa;

- conduzione di attività di valutazione sulla soddisfazione dell’utenza;

- fornitura di supporto e assistenza tecnica all’amministrazione per la realizzazione di autonome iniziative di valutazione e supporto alle singole istituzioni scolastiche, anche mediante la predisposizione di archivi informatici liberamente consultabili;

- valutazione degli effetti degli esiti applicativi delle iniziative legislative che riguardano la scuola;

- valutazione degli esiti dei progetti e delle iniziative di innovazione promossi in ambito nazionale;

- assicurazione della partecipazione italiana ai progetti di ricerca internazionale in campo valutativo e nei settori connessi dell’innovazione organizzativa e didattica.

MA LO E’ ANCORA?

La legge 53/2003, meglio nota come riforma Moratti, ci avverte

Art. 3.
(Valutazione degli apprendimenti e della qualità del sistema educativo di istruzione e di formazione)


a) omissis…..
b) ai fini del progressivo miglioramento e dell’armonizzazione della qualità del sistema di istruzione e di formazione, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche e formative; in funzione dei predetti compiti vengono rideterminate le funzioni e la struttura del predetto Istituto.

ULTIM'ORA.......

Apprendiamo in questo momento che il decreto è stato ... DECRETATO
.

Perse per strada le intenzioni dichiarate all'origine, si assumono come modelli i progetti finora svolti.

E' come volevano dimostrare: nessuna valutazione per la valutazione

Che, finora, è andata così





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