I valori dello sport …e forse della vita
Giuliana De Tata - 23-03-2004

Stamattina spero che in ogni classe delle scuole medie e superiori del Paese si parli dei fatti di Roma. Non stupisca la determinazione che metto nelle parole. Mi pare che ieri, 22 Marzo 2004, nello Stadio Olimpico di Roma sia stata scritta una delle pagine più emblematiche di questi tempi a dir poco disgreganti; disgreganti per una serie di certezze che ritenevamo incrollabili , come i valori dello sport, come il rispetto delle regole del viver civile, come il diritto ad una qualità della vita a cui tutti abbiamo diritto , sia che andiamo allo stadio a fare un sano tifo per la squadra del cuore, sia che stiamo a casa a goderci la partita davanti al video, con pop corn e coca cola a portata di mano, magari con accanto quattro amici convocati a bella posta per uno sfottò garbato e fraterno sui risultati della gara.
Tutto sovvertito! E perché? Per una bufala in diretta!!!
Potere dell’informazione o della disgregazione?
E’ una faccenda da non sottovalutare, e siccome credo fermamente che la scuola si debba occupare di attualità al fine di garantire agli allievi gli strumenti di decodifica del presente quale contributo alla formazione alla cittadinanza consapevole (dimensione trandisciplinare che appartiene , appunto, a ciascuna disciplina), spero proprio che tutti i docenti d’Italia oggi parlino ai loro allievi dei fatti dell’Olimpico.
Basterebbe forse solo ascoltare ciò che i ragazzi hanno da dire. Vorranno mettere in mostra le informazioni in loro possesso: Mario parlerà di Totti dalla faccia preoccupata, come di un amico (→ l’eroe che si trasforma in maestro di vita), Michela descriverà l’onda degli spettatori in uscita dallo stadio: chissà quanti bambini con i loro genitori tra la folla ! (→la sensibilità verso l’incolumità delle persone e soprattutto verso i più deboli), Nicoletta ricorderà che tutto è partito dalla voce incontrollata di una bimbo ucciso da un’auto della polizia (→sdegno per la notizia e per le conseguenze che ha prodotto), Giusy dirà che l’arbitro ha dovuto sospendere la partita perché c’era troppa tensione in campo :non si poteva proseguire! (→ il direttore di gara, il garante della legalità in campo…quanti guai negli ultimi tempi, perché non prepararli meglio,visto che sono professionisti profumatamente pagati?), Dario, quello che ha il profitto scolastico peggiore, certamente dirà che il vero problema sta nella politica per lo sport che si sta conducendo in Italia, racconterà dei debiti delle società, dell’idea del premier per risolverli, dell’U.E. che si è espressa negativamente sul “decreto salvacalcio” in cui il governo italiano si è esibito qualche mese fa (→Dario sa tutto dello sport , non studia nulla ma è un campione della squadra di calcio della scuola).
Cosa fare? All’insegnante il compito di mettere ordine nelle informazioni, magari con l’ausilio di un giornale possibilmente serio ,e di stimolare riflessioni oggettive che rifuggano l’emotività e scelgano la strada della propositività.
Andrebbe bene anche una mappa concettuale (magari a a cascata).
Eccone un esempio:

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