A un anno di distanza
Rolando A. Borzetti - 20-03-2004

Oggi, ad un anno dall'inizio della guerra in Iraq, movimenti, associazioni e società civile si ritroveranno in piazza a Roma

- per ricordare il "ritiro delle truppe dall'Iraq
- per l'autodeterminazione del popolo iracheno
- per la pace in Medio Oriente e negli altri luoghi di conflitto
- per dire no a guerra e terrorismo".

Appuntamento, che dopo gli attentanti a Madrid, assume un valore ancora più forte. Manifestazioni analoghe avranno luogo in molti paesi del mondo.

Ad un anno di distanza in Iraq la guerra continua a mietere vittime. La situazione umanitaria in Iraq continua ad essere terribile mentre crescono pericoli di scontro interno e minacce di balcanizzazione. Alla dittatura di Saddam Hussein si è sostituita una occupazione militare che trova crescenti resistenze, in diverse forme, da parte della popolazione. Invece di organizzare libere elezioni si nominano governi dall'alto, si privatizzano le ricchezze irachene e si abolisce il codice di famiglia facendo arretrare lo status delle donne. La ricostruzione non è nemmeno iniziata e già è una torta da spartire con i paesi "amici".


Il corteo si formerà in Piazza Barberini alle ore 14 e, passando da Via Barberini, Largo di Santa Susanna, Piazza della Repubblica, Via Cavour, Largo Corrado Ricci, Piazza Venezia, Via Petroselli e Via dei Cerchi, giungerà al Circo Massimo, dove sul palco si susseguiranno tra gli altri le testimonianze di Phyllis Bennis, rappresentante della coalizione della società civile statunitense “United for peace and justice" (Uniti per la Pace e la Giustizia), che ha lanciato la mobilitazione mondiale, Jari Sheese rappresentante dell’associazione “Military Families Speak Out”, Anat Matar, rappresentante del “Forum dei Genitori” dei giovani israeliani che rifiutano la leva, di Tel Aviv Muhammed Tanji, segretario del “Movimento Palestinese per la cultura e lo sviluppo – Kufia”, di Tulkarem. Sarà inoltre letta una poesia di Rachel Corrie, la pacifista ventitreenne americana che è stata uccisa il 16 marzo 2003 da militari israeliani mentre cercava di opporsi alla distruzione di abitazioni palestinesi nella striscia di Gaza, e ricordata la morte 10 anni fa di Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Redazione    - 20-03-2004
Dodici mesi senza pace

Di notte, nel mio sudicio albergo, ascolto i colpi d’arma da fuoco e temo l’attacco che molti degli ospiti prevedono da settimane. Gli attentatori arriveranno all’ora di cena quando i mercenari sudafricani e inglesi arrivano accompagnati dal loro rumore di ferraglia di ritorno dai “compiti di sicurezza” con le loro armi automatiche Heckler e Koch, con le pistole argentate e i giubbotti anti-proiettile neri pronti a mandare giù qualche birra o una bottiglia di vino rosso francese da pochi soldi?
Era un massacro. Pensavamo forse che gli iracheni se ne sarebbero dimenticati?

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 Ilaria Ricciotti    - 20-03-2004

Fermiamo quel ra-ta-ta-tam