Genitori a Parigi
Collectif pour une école créative et solidaire - 20-03-2004
Avviata nel settembre 2003, la fase pubblica del dibattito nazionale sulla scuola è giunta in Francia alla sua conclusione dopo 15.000 riunioni aperte alla cittadinanza e la creazione di un apposito sito internet.
Aver dato la possibilità di discutere a vasto raggio intorno ai problemi della scuola di oggi (i suoi compiti, le sue funzioni, la formazione che richiede, l' organizzazione ed il ruolo dei suoi protagonisti) è stata senza dubbio un'ottima idea.
Alcune delle tematiche proposte erano fondamentali e non semplici, nella situazione attuale: come può la scuola adattarsi alle differenze che gli alunni esprimono? Quali le loro motivazioni? Come realizzare pari opportunità? Quale il significato della componente genitori?….
Il bilancio di questa prima fase non è però del tutto positivo. Se alcuni contributi qualitativamente rilevanti hanno potuto essere espressi, i momenti di pubblica discussione sono stati nel complesso poco frequentati.
Nel nostro quartiere, ad esempio, la partecipazione ai 7 incontri proposti il 6 e il 14 dicembre è stata scarsissima: certo, l'informazione ai genitori avrebbe potuto essere un po’ più stimolante!
Al di là dei suoi limiti (numero troppo alto dei punti in discussione, organizzazione precipitosa di un dibattito dopo il pesante conflitto sociale della primavera 2003, modalità poco democratiche nella scelta locale delle "questioni" da affrontare) questa iniziativa avrebbe potuto rappresentare davvero una preziosa occasione di dialogo tra tutti i membri della comunità educante e di confronto tra gli ideali (la scuola come dovrebbe essere) e le esperienze concrete (la scuola com' è) che ognuno ha vissuto e vive.
Un'occasione mancata, dunque, che occorrerà tentare di riproporre in futuro.
Attualmente è in preparazione la sintesi degli interventi, che dovrebbe essere presentata l'autunno prossimo tramite una relazione "diagnostica" da parte del Ministro. Entro la fine dell'anno, verrà poi votata la nuova legge sull'educazione nazionale.
Le ultime notizie parrebbero però dar ragione a chi fin dall'inizio denunciava un dibattito fittizio e finalizzato solo a giustificare decisioni già prese.
Effettivamente, a che serve discutere di come accogliere le differenze o l'handicap, oppure di come farsi carico dei bambini in forte disagio quando il Ministero sta predisponendo per il prossimo anno, la chiusura di più di 50 classi di scuola materna ed elementare nella sola Parigi, in un contesto demografico sostanzialmente stabile?
Le risorse non saranno tutto, ma le scuole mancano già in maniera preoccupante di personale: basta pensare alle équipes che intervengono nei casi sociali, o ai supplenti. Identiche tendenze si ripetono ovunque, in Francia, anche nelle scuole medie e nei licei.
In nome della cosiddetta "economia di bilancio", la scuola pubblica e l'educazione per tutti corrono grossi rischi.
Quando il sacco sarà vuoto, quando il sistema attuale, per quanto imperfetto sia, avrà ceduto il passo alla scuola privata, prenderemo forse coscienza di tutto ciò che avremo perduto?


traduzione di emanuela cerutti

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