E dopo Aznar.... Berlusconi
Antonio Monarca - 20-03-2004
Un'ombra funerea è scesa sulla Spagna. Una serie di vili attentati ha devastato questo Paese, portando morte e disperazione. Chi pensava che il terrorismo si fosse indebolito, è servito. Le guerre in Afganistan prima e in Iraq dopo, non solo non hanno risolto il problema, ma l'anno addirittura aggravato. Chi presentava questi conflitti come guerre di liberazione; come guerre preventive; come guerre che portano la pace, era in cattiva fede. Non esistono guerre che portano la pace. Le guerre portano solo morte e distruzioni. In realtà le mire degli anglo-americane erano ben altre. Innanzitutto il controllo geopolitico di quelle regioni di enorme importanza strategica; e poi il controllo del petrolio. Alcuni stati hanno avallato queste scellerate scelte. Fra questi la Spagna e l'Italia, che x volere dei loro premier [ Aznar e Berlusconi ],con decisioni impopolari [ l'80% delle loro popolazioni era contrario ], hanno inviato addirittura un contingente militare in appoggio alle truppe anglo-americane. Tutto questo ha alterato un equilibrio già precario, generando ulteriore odio, e sicuramente non hanno giovato alla causa della pace. Ritornando alla Spagna, c'è da dire che nelle sue tenebre s'è aperto uno squarcio da dove fuoriesce una nuova luce. Le ultime elezioni politiche spagnole hanno sancito il tramonto dell'era Aznar, della sua politica arrogante e liberticida, cattivo profeta in patria e fuori patria. All'inizio Aznar aveva portato il suo paese ad un piccolo miracolo economico. Poi con il tempo il fenomeno s'è ridimensionato e i conti spagnoli sono ridiventati rossi. I rapporti con l'ETA si sono ulteriormente inaspriti. Tanto è vero che dietro la stragi di Madrid si sospetta un'alleanza fra i guerriglieri dell'ETA e quelli di ALQAEDA. Inoltre alcune riforme hanno penalizzato fortemente quel paese. L'Italia come la Spagna, Berlusconi come Aznar. Per fortuna in Italia non c'è un movimento separista come nel paese iberico [ almeno x il momento ], ma c'è lo stesso rischio attentati che sta in tutti i paesi coinvolti in qualche conflitto. Per quanto riguarda l'economia, con Berlusconi non è mai decollata. Le riforme poi sono un vero disastro. Berlusconi è riuscito a scontentare proprio tutti, anche ambienti che tradizionalmente fanno parte della sua area politica [ Banca d'Italia, confindustria, confcommercio, confesercenti, addirittura i governatori regionali del centro destra ]. Magistratura, scuola,sanità, sono in rivolta; i sindacati sono sul piede di guerra. Gli operai, i pensionati, gli extacomunitari, sono stati ingannati dalla sua demagogia. L'unica cosa che è riuscita bene a Berlusconi è quella di salvaguardare i propri interessi e quelli dei suoi amici. Continuando nelle analogie, credo che anche in Italia si stia aprendo uno squarcio, e questa volta nelle tenebre Berlusconiane. Ne fuoriesce un vento di cambiamento, una voglia di voltar pagina, una voglia di riscatto. Le premesse ci sono tutte. Speriamo bene.


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 ilaria ricciotti    - 20-03-2004
Anch'io, spero in questo vento nuovo,
che cancelli ciò che dentro di me provo:
un forte disagio, un'angoscia esistenziale,
preoccupazione per i giovani che vivranno male.
Mi do da fare per questo ogni giorno,
sperando di togliermi Berlusconi da torno.
Che ritorni alle sue industrie ed ai suoi affari,
e al suo posto ci sia chi vuole portare l'Italia verso altri mari:
mari più tranquilli e trasparenti,
mari che possano essere solcati da tutte le genti.
Spero che questo desiderio si avveri presto, presto,
e che l' Italia di tutti non sia ridotta in una salsa come il pesto.