Negozi in concorrenza
Giuseppe Aragno - 19-03-2004
Non mi piace ammetterlo, ma è così: vivo in una società molto evoluta e non c’è da meravigliarsi se la maggioranza della popolazione ha su temi essenziali di politica interna ed estera opinioni totalmente diverse da quelle espresse dalla maggioranza degli uomini che la governano. Accade così nelle società avanzate di questa oscura età di transizione dalla democrazia borghese ad un “autoritarismo democratico” che conserva - svuotate dei contenuti - le forme del parlamentarismo. Mentre fasce sempre più larghe di cittadini, da destra e da sinistra, si allontanano dalla vita della polis, ciò che resta della partecipazione si agglomera verso un centro informe: la coerenza con un quadro di valori di riferimento è stata bandita con l’accusa gravissima di ideologismo e i partiti - negozi in concorrenza secondo il modello di Dawns - si avvicinano tra loro nella corsa al centro.
E’ il trionfo della bipartizione - bipartizan è la parola chiave della nuova politica - l’apoteosi della maggio-minoranza, che oggi è scesa in piazza per sostenere le ragioni della guerra. Si sono visti i così i governanti in corteo contro i governati e una élite politica, inquadrata in pseudo partiti, affermare la propria volontà di ignorare la volontà delle masse. Quale che sia la nostra opinione, la maggio-minoranza manderà in giro per il mondo i nostri figli armati con o senza mandato dell’ONU. Lo farà, e non avremo scelta, perché in Parlamento una parte sostiene l’altra e al momento di votare non sono consentite alternative. Caschi il mondo, si ritiri il popolo sull’Aventino, si moltiplichino per mille le schede annullate, il totale dissenso dei governati seppellisca le città sotto bandiere arcobaleno, i governanti non lasciano scelta: questo è il nuovo fascismo. Da un lato, per dirla con Schumpeter, vi è “un pubblico con le sue richieste, preferenze ed opinioni”, dall’altro i “partiti, che propongono politiche diverse tra le quali il pubblico è chiamato ad optare”. Presto, nauseati, molti cittadini non faranno più scelte. E’ questo il vero e solo schiaffo che prenderà Fassino.

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 ilaria ricciotti    - 19-03-2004
Lo schiaffo io spero tanto che lo prenda non Fassino, ma Berlusconi,
(premier,
manager,
cantante,
compositore,
economista,
affarista,
presidente del consiglio dei ministri,
ecc...)
quando molti italiani, chiamati a votare esprimeranno le loro opinioni.

 Anna Pizzuti    - 19-03-2004
Condivido la tua analisi. Con rabbia e con delusione.
La manifestazione di ieri è stato quanto di più triste e sballato mi sia capitato di vedere in questi ultimi tempi. La lotta al terrorismo e per la pace deve passare per ben altre strade e ben altre piazze.
Deve passare nelle coscienze e non deve essere un giochetto politico.

Condivido la tua analisi. Con rabbia e con delusione, e la estendo alle posizioni prese sulla scuola. Tu sai che io ci avevo creduto, una volta. Ora tremo rispetto a quello che potrà accadere.

Su questo, tanti silenzi difficilmente interpretabili, è vero. Ma anche tante voci che dovrebbero essere ascoltate e guidare.

E invece, il rischio di pasticci incomprensibili. Vuoto su vuoto e mitologie di un modernismo che sembra moderno. Del moderno peggiore.

Le ragioni della politica le ho sempre comprese tutte. Ora comincio a vacillare